Lte, Ibarra: "Doppie risorse, doppio vantaggio"

LE STRATEGIE DI WIND

Il direttore business unit consumer di Wind: "I due lotti a 800 MHz e quattro a 2.6 GHz sono un’abbinata unica". E svela i piani: "Useremo tutte le frequenze per il 4G. Primi servizi nel 2013, tv permettendo"

di Alessandro Longo
Due lotti a 800 MHz e quattro a 2.6 GHz: Wind è il solo operatore a essersi aggiudicato questa combinazione di frequenze. Crede di ricavarne un vantaggio rispetto ai concorrenti, sulla banda larga mobile, andando verso la 4G. A patto però di farla viaggiare a braccetto con la rete fissa: “Wind progetta un nuovo livello di integrazione fisso-mobile”, dice Maximo Ibarra, direttore business unit consumer.
Quando lancerete l’Lte? E con quali velocità?
Inizieremo già dal 2012, con l’obiettivo di lanciare i servizi nel corso del 2013 nelle più importanti città italiane. A patto che si liberino le frequenze, come garantito dal governo.
Ecco, l’incognita degli 800 MHz sta accomunando i pensieri di tutti gli operatori nel dopo-asta. Gli altri si mantengono fiduciosi sugli investimenti da fare. Voi quanto spenderete in Lte?
Possiamo dire solo che gli investimenti saranno calibrati in modo da mantenere la nostra posizione sul mercato e sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia Lte.
Come userete in particolare i diversi tipi di frequenze?
Le useremo tutte per l’Lte. Ricordiamo che ci siamo aggiudicati due lotti da 800 MHz e quattro lotti da 2.600 MHz: ci permetteranno, unici tra gli operatori, di massimizzare le performance della tecnologia Lte. Utilizzeremo la frequenze 800 MHz per fornire copertura indoor di alta qualità e quelle 2.600 nelle zone urbane a maggiore densità, per offrire un accesso ancor più veloce ai servizi Internet.
E il refarming Umts 900 come sta procedendo?
In questo momento siamo nella fase finale di sviluppo che potrebbe avvenire nel corso del 2012. In quel momento sarà possibile utilizzare per l’Umts le frequenze 900 MHz che sono attualmente usate dal Gsm. Tecnicamente completeremo entro quest’anno tutti i passi necessari per poter partire con il refarming.
L’investimento per l’acquisto delle frequenze e quello sulla rete 4G, sommato all’investimento per lo sviluppo e l’evoluzione dell’Hspa+, rappresenta per noi uno sforzo significativo, ma di fatto è obbligato perché intendiamo soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti, che richiedono una copertura ad alta velocità sia domestica sia in mobilità.
Qual è il vostro punto di forza rispetto ai concorrenti?
In questa nuova fase, di evoluzione del comportamento di consumo, ci presentiamo con un potenziale vantaggio competitivo importante: potremo integrare al meglio la nostra rete mobile con quella fissa, grazie all’asset di Infostrada, per offrire ai nostri clienti una ottimale esperienza seamless.
Come?
Già i nuovi device presenti sul mercato consentono il collegamento indoor alla rete Wi-Fi Adsl e alla rete mobile ad alta velocità fuori casa. Senza che l’utente debba fare nulla: scelgono loro la rete migliore, di volta in volta. Da parte nostra, le reti saranno integrate sia per quanto riguarda l’accesso sia, ovviamente, per il trasporto.
Consideriamo rilevante e strategica l’integrazione delle reti in quanto per noi il super-broadband non è soltanto mobile, ma anche fisso. Presteremo particolare attenzione, inoltre, a quella che è una nuova segmentazione del comportamento di consumo garantendo performance elevate e alti livelli di efficienza così da offrire a tutti i nostri clienti una prestazione di valore.
Come farete evolvere le offerte, in quest’ottica?
Oggi le offerte guardano prevalentemente alla tipologia di device utilizzato, mentre domani le nuove offerte si differenzieranno sulla base del tipo di consumo (browsing, streaming, Voice over Ip ecc) e sul tipo di velocità e performance richiesta (come ha cominciato a fare Vodafone, ndr.). In una prospettiva fisso-mobile, risponderemo all’esigenza di avere in un ambiente domestico una banda garantita (è proprio qui che la stabilità della performance è un obbligo), mentre in contesti outdoor la durata nettamente inferiore delle singole prestazioni “ammette” una minore stabilità nella velocità dei collegamenti.

03 Novembre 2011