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Lte, Ibarra: “Doppie risorse, doppio vantaggio”

Il direttore business unit consumer di Wind: “I due lotti a 800 MHz e quattro a 2.6 GHz sono un’abbinata unica”. E svela i piani: “Useremo tutte le frequenze per il 4G. Primi servizi nel 2013, tv permettendo”

03 Nov 2011

Due lotti a 800 MHz e quattro a 2.6 GHz: Wind è il solo operatore
a essersi aggiudicato questa combinazione di frequenze. Crede di
ricavarne un vantaggio rispetto ai concorrenti, sulla banda larga
mobile, andando verso la 4G. A patto però di farla viaggiare a
braccetto con la rete fissa: “Wind progetta un nuovo livello di
integrazione fisso-mobile”, dice Maximo Ibarra, direttore
business unit consumer.
Quando lancerete l’Lte? E con quali
velocità?

Inizieremo già dal 2012, con l’obiettivo di lanciare i servizi
nel corso del 2013 nelle più importanti città italiane. A patto
che si liberino le frequenze, come garantito dal governo.
Ecco, l’incognita degli 800 MHz sta accomunando i
pensieri di tutti gli operatori nel dopo-asta. Gli altri si
mantengono fiduciosi sugli investimenti da fare. Voi quanto
spenderete in Lte?

Possiamo dire solo che gli investimenti saranno calibrati in modo
da mantenere la nostra posizione sul mercato e sfruttare le
possibilità offerte dalla tecnologia Lte.
Come userete in particolare i diversi tipi di
frequenze?

Le useremo tutte per l’Lte. Ricordiamo che ci siamo aggiudicati
due lotti da 800 MHz e quattro lotti da 2.600 MHz: ci
permetteranno, unici tra gli operatori, di massimizzare le
performance della tecnologia Lte. Utilizzeremo la frequenze 800 MHz
per fornire copertura indoor di alta qualità e quelle 2.600 nelle
zone urbane a maggiore densità, per offrire un accesso ancor più
veloce ai servizi Internet.
E il refarming Umts 900 come sta procedendo?
In questo momento siamo nella fase finale di sviluppo che potrebbe
avvenire nel corso del 2012. In quel momento sarà possibile
utilizzare per l’Umts le frequenze 900 MHz che sono attualmente
usate dal Gsm. Tecnicamente completeremo entro quest’anno tutti i
passi necessari per poter partire con il refarming.
L’investimento per l’acquisto delle frequenze e quello sulla
rete 4G, sommato all’investimento per lo sviluppo e
l’evoluzione dell’Hspa+, rappresenta per noi uno sforzo
significativo, ma di fatto è obbligato perché intendiamo
soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti, che richiedono
una copertura ad alta velocità sia domestica sia in
mobilità.
Qual è il vostro punto di
forza rispetto ai concorrenti?

In questa nuova fase, di evoluzione del comportamento di consumo,
ci presentiamo con un potenziale vantaggio competitivo importante:
potremo integrare al meglio la nostra rete mobile con quella fissa,
grazie all’asset di Infostrada, per offrire ai nostri clienti una
ottimale esperienza seamless.
Come?
Già i nuovi device presenti sul mercato consentono il collegamento
indoor alla rete Wi-Fi Adsl e alla rete mobile ad alta velocità
fuori casa. Senza che l’utente debba fare nulla: scelgono loro la
rete migliore, di volta in volta. Da parte nostra, le reti saranno
integrate sia per quanto riguarda l’accesso sia, ovviamente, per
il trasporto.
Consideriamo rilevante e strategica l’integrazione delle reti in
quanto per noi il super-broadband non è soltanto mobile, ma anche
fisso. Presteremo particolare attenzione, inoltre, a quella che è
una nuova segmentazione del comportamento di consumo garantendo
performance elevate e alti livelli di efficienza così da offrire a
tutti i nostri clienti una prestazione di valore.
Come farete evolvere le offerte, in
quest’ottica?

Oggi le offerte guardano prevalentemente alla tipologia di device
utilizzato, mentre domani le nuove offerte si differenzieranno
sulla base del tipo di consumo (browsing, streaming, Voice over Ip
ecc) e sul tipo di velocità e performance richiesta (come ha
cominciato a fare Vodafone, ndr.). In una prospettiva fisso-mobile,
risponderemo all’esigenza di avere in un ambiente domestico una
banda garantita (è proprio qui che la stabilità della performance
è un obbligo), mentre in contesti outdoor la durata nettamente
inferiore delle singole prestazioni “ammette” una minore
stabilità nella velocità dei collegamenti.

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