Frequenze, salta il tavolo anti-interferenze

LTE-TV

Gli operatori non trovano l'accordo per la costituzione del fondo volontario per risolvere il disturbo al segnale tv da parte dell'Lte. E dal primo gennaio è rischio acceccamento dei programmi

di Paolo Anastasio

Il tavolo ministeriale sulle interferenze Lte è saltato un paio di giorni fa. Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni, Telecom Italia, Vodafone e Wind non hanno trovato un accordo sulla ripartizione economica delle quote destinate al fondo volontario per finanziare l’acquisto dei filtri anti-interferenza e l’intervento dell’antennista, misure necessarie ad eliminare il disturbo provocato dal segnale Lte sulle antenne di ricezione della tv digitale terrestre. Il problema non riguarda 3 Italia, che non dispone di frequenze a 800 Mhz.

Il problema delle interferenze, senza un accordo preventivo sulla ripartizione dei costi fra gli operatori, diventerà di attualità dal primo gennaio del 2013, quando le frequenze a 800 Mhz passeranno agli operatori. Se la situazione di stallo non si sbloccherà, l’Lte sugli 800 Mhz rischia di partire senza un accordo preventivo sulla gestione delle interferenze e su chi dovrà pagare per risolvere il problema. Il rischio è che i costi dei filtri e dell’antennista ricadano sugli utenti. Un'ipotesi che non piace agli operatori.

Secondo le fonti del Corriere delle Comunicazioni, Vodafone e Telecom Italia non sono disposte a partecipare in maniera paritaria al fondo anti-interferenza con Wind, che secondo entrambi i player dovrebbe farsi carico della maggior parte della spesa. In linea di massima, Vodafone e Telecom concordano nell'attribuire il problema interferenza soltanto a Wind, che in sede di asta Lte si è accaparrata le frequenze “sporche” adiacenti ai canali tv e maggiormente passibili di disturbi. A questo punto, nemmeno una suddivisione al 25%, 25% e 50% dei fondi fra Telecom Italia, Vodafone e Wind sembra raggiungibile. Ad ogni modo, per ora non c'è nessun accordo. 

Nei giorni scorsi, la Fondazione Ugo Bordoni (Fub), braccio operativo del Mise in materia di frequenze radio, ha reso noto che sono 700mila le abitazioni che subiranno interferenze dal segnale Lte a partire dal primo gennaio dell’anno prossimo.  La Fub è pronta a gestire la localizzazione delle interferenze e a gestire il problema, tramite un call center ad hoc per rispondere alle migliaia di segnalazioni di disturbo che arriveranno da tutta Italia dal primo gennaio.

Dopo lo stralcio dal Decreto 2.0 della norma che obbligava gli operatori a intervenire in maniera proporzionale al disturbo arrecato al ripristino del segnale televisivo, a metà ottobre gli operatori avevano raggiunto un accordo su base volontaria per auto tassarsi ed eliminare a loro spese le interferenze dell’Lte. Ma  l’accordo solo verbale per ora è saltato.

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Novembre 2012

TAG: Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fondazione Ugo Bordoni, Fub, Decreto 2.0

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