La crescita del broadband impermeabile alla crisi

MERCATI

L’Italia non figura nella classifica dei primi venti mercati domestici della banda larga. E non vi entrerà, secondo Gartner, nemmeno nel 2013

di Patrizia Licata

La crisi economica globale non ferma l’adozione della banda larga nelle famiglie. Secondo l’ultimo studio della società di ricerche Gartner ("Next phase of growth in worldwide consumer fixed broadband”), un’abitazione ogni cinque nel mondo avrà una connessione fissa broadband entro la fine dell’anno.
In totale saranno 422 milioni le famiglie dotate di banda larga nel 2009, contro i 382 milioni del 2008 e la crescita continuerà “costante e sostenuta” fino a contare 580 milioni di case con una connessione fissa broadband nel 2013.

In Europa occidentale quest’anno 105 milioni di famiglie installeranno tra le mura domestiche la banda larga. Erano 99 milioni nel 2008 e Gartner prevede che diventeranno 116 milioni fra quattro anni. “I consumatori stanno attenti alle spese domestiche, ma tra i risparmi previsti non c’è quello sulla connessione broadband”, afferma Amanda Sabia, principal research analyst della Gartner. “I motivi che rendono così robusta la crescita della banda larga a livello consumer sono tanti, dai prezzi più abbordabili del pc alla migrazione dal dial-up; dal calo del costo degli abbonamenti al broadband all’invecchiamento della popolazione, fino ai piani di incentivi economici varati dalle singole nazioni a favore dello sviluppo della banda larga”.

L’invecchiamento della popolazione è considerato uno stimolo per le applicazioni basate su banda larga come la telemedicina. Alla fine del 2008, 21 Paesi nel mondo avevano connessioni broadband in almeno il 50% delle case; i leader sono Corea del Sud (86%) e Olanda (80%).

L’Italia non figura in questa classifica dei primi venti mercati domestici del broadband e non vi entrerà, secondo la Gartner, nemmeno nel 2013, quando i primi posti saranno occupati ancora da Corea del Sud (93% di penetrazione) e Olanda (88%). La crescita sarà ovviamente più lenta nei mercati maturi e vicini alla saturazione e molto rapida in quelli emergenti che sono alle prime fasi dell’adozione e stanno colmando il gap: le nuove connessioni a banda larga per il mercato consumer nell’area complessiva rappresentata da Cina, India, Indonesia, Malaysia, Filippine, Tailandia, America Latina, Europa Orientale, Medio Oriente e Africa saranno il doppio di quelle fornite nei Paesi maturi, 135 milioni entro il 2013 contro 62 milioni.

I mercati emergenti a più rapida crescita saranno Brasile, Russia, India e Cina (92 milioni delle 135 milioni di nuove linee saranno installate qui). Tra i mercati maturi, la crescita maggiore si registrerà negli Usa (27 milioni di nuove connessioni entro il 2013), in Giappone (quasi 10 milioni), Germania (5 milioni) e Uk (poco più di 3 milioni).
Nonostante la forte crescita dei mercati emergenti, il digital divide con i Paesi maturi non sarà colmato nei prossimi dieci anni, nota tuttavia Gartner.

Quanto al valore del mercato, si stima che a livello mondiale il settore dei servizi consumer voce-Internet-banda larga fissa valeva 372 miliardi di dollari nel 2008. I servizi di accesso al broadband hanno contribuito per il 27% di questo valore. E saranno ancora il motore della crescita delle entrate di questo mercato, dove invece il guadagno dai servizi voce continuerà a diminuire: nel 2013 contribuiranno per il 40% ai 347 miliardi di dollari di revenue totale. “Gli operatori telecom dovrebbero puntare sulle entrate dagli abbonamenti alla banda larga per neutralizzare il calo del revenue di altri servizi”, secondo la Sabia. "Dell’aumento delle connessioni beneficeranno anche i produttori di modem, router e pc e i fornitori di infrastruttura per i carrier, mentre governi e strutture sanitarie e scolastiche avranno nuovi canali per mettersi in contatto con i loro utenti grazie alle nuove reti broadband".

 

28 Settembre 2009