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La crescita del broadband impermeabile alla crisi

L’Italia non figura nella classifica dei primi venti mercati domestici della banda larga. E non vi entrerà, secondo Gartner, nemmeno nel 2013

28 Set 2009

La crisi economica globale non ferma l’adozione della banda
larga nelle famiglie. Secondo l’ultimo studio della società di
ricerche Gartner ("Next phase of growth in worldwide
consumer fixed broadband”), un’abitazione ogni cinque nel
mondo avrà una connessione fissa broadband entro la fine
dell’anno.
In totale saranno 422 milioni le famiglie dotate di banda larga
nel 2009, contro i 382 milioni del 2008 e la crescita continuerà
“costante e sostenuta” fino a contare 580 milioni di case con
una connessione fissa broadband nel 2013.

In Europa occidentale quest’anno 105 milioni di famiglie
installeranno tra le mura domestiche la banda larga. Erano 99
milioni nel 2008 e Gartner prevede che diventeranno 116 milioni
fra quattro anni. “I consumatori stanno attenti alle spese
domestiche, ma tra i risparmi previsti non c’è quello sulla
connessione broadband”, afferma Amanda Sabia, principal
research analyst della Gartner. “I motivi che rendono così
robusta la crescita della banda larga a livello consumer sono
tanti, dai prezzi più abbordabili del pc alla migrazione dal
dial-up; dal calo del costo degli abbonamenti al broadband
all’invecchiamento della popolazione, fino ai piani di
incentivi economici varati dalle singole nazioni a favore dello
sviluppo della banda larga”.

L’invecchiamento della popolazione è considerato uno stimolo
per le applicazioni basate su banda larga come la telemedicina.
Alla fine del 2008, 21 Paesi nel mondo avevano connessioni
broadband in almeno il 50% delle case; i leader sono Corea del
Sud (86%) e Olanda (80%).

L’Italia non figura in questa classifica dei primi venti
mercati domestici del broadband e non vi entrerà, secondo la
Gartner, nemmeno nel 2013, quando i primi posti saranno occupati
ancora da Corea del Sud (93% di penetrazione) e Olanda (88%). La
crescita sarà ovviamente più lenta nei mercati maturi e vicini
alla saturazione e molto rapida in quelli emergenti che sono alle
prime fasi dell’adozione e stanno colmando il gap: le nuove
connessioni a banda larga per il mercato consumer nell’area
complessiva rappresentata da Cina, India, Indonesia, Malaysia,
Filippine, Tailandia, America Latina, Europa Orientale, Medio
Oriente e Africa saranno il doppio di quelle fornite nei Paesi
maturi, 135 milioni entro il 2013 contro 62 milioni.

I mercati emergenti a più rapida crescita saranno Brasile,
Russia, India e Cina (92 milioni delle 135 milioni di nuove linee
saranno installate qui). Tra i mercati maturi, la crescita
maggiore si registrerà negli Usa (27 milioni di nuove
connessioni entro il 2013), in Giappone (quasi 10 milioni),
Germania (5 milioni) e Uk (poco più di 3 milioni).
Nonostante la forte crescita dei mercati emergenti, il digital
divide con i Paesi maturi non sarà colmato nei prossimi dieci
anni, nota tuttavia Gartner.

Quanto al valore del mercato, si stima che a livello mondiale il
settore dei servizi consumer voce-Internet-banda larga fissa
valeva 372 miliardi di dollari nel 2008. I servizi di accesso al
broadband hanno contribuito per il 27% di questo valore. E
saranno ancora il motore della crescita delle entrate di questo
mercato, dove invece il guadagno dai servizi voce continuerà a
diminuire: nel 2013 contribuiranno per il 40% ai 347 miliardi di
dollari di revenue totale. “Gli operatori telecom dovrebbero
puntare sulle entrate dagli abbonamenti alla banda larga per
neutralizzare il calo del revenue di altri servizi”, secondo la
Sabia. "Dell’aumento delle connessioni beneficeranno anche
i produttori di modem, router e pc e i fornitori di
infrastruttura per i carrier, mentre governi e strutture
sanitarie e scolastiche avranno nuovi canali per mettersi in
contatto con i loro utenti grazie alle nuove reti
broadband".

 

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