Genna: Europa ha dormito senza favorire concorrenza

REPORT ECTA

Secondo la European Competitive Telecoms Association (Ecta) è la politica del laissez faire nel settore telecom che ostacola la competitività e gli investimenti nella Ue

di Patrizia Licata
Le raccomandazioni dell’Ecta si basano sui risultati di una ricerca condotta da SPC Network da cui emerge un forte legame tra normativa economica e livelli di investimento nel settore telecom. Secondo la SPC gli investimenti aumenterebbero del 3-6% con un miglioramento dell’impianto normativo, una maggiore apertura dei mercati e più concorrenza. Le aziende cercano economie aperte alla competitività, dove non incontreranno barriere all’ingresso e protezione per gli operatori dominanti.

 

Attualmente, invece, lo share degli incumbent resta fortissimo: nei servizi broadband è salito in media al 45,5% in Europa, rispetto al 45% di sei mesi fa, ma in Italia supera il 50%. La maggior parte della concorrenza nel settore risulta dall’accesso regolato all’ultimo miglio, ma la quota di mercato degli incumbent considerato sia l’accesso retail che wholesale è altissimo: l’80% di tutte le linee è la media europea, che sale a oltre il 90% in Francia, Germania e Italia. Ancora forte il gap tra i diversi Paesi europei nell’adozione della banda larga: la media europea dice che il 23,5% della popolazione era raggiunta dal broadband ad aprile 2009, pari a 116 milioni di linee, con una crescita del 5% rispetto ai precedenti sei mesi, ma la realtà è che si passa dal 37% della popolazione coperta in Danimarca e Olanda al 10,5% della Polonia, mentre due dei cinque mercati maggiori dell’Ue sono sotto la media: la Spagna (21%) e l’Italia (20,3%).

La crescita dell’adozione sta rallentando sia nei mercati più sviluppati che in quelli che restano indietro e ciò significa che il gap non verrà colmato nei prossimi anni. Anche nell’adozione della fibra ottica le disparità sono ampie: in media la fibra raggiunge lo 0,4% della popolazione Ue, ma si passa dal 7% della Svezia a dati molto bassi per Germania, Spagna e Uk, dove non ci sono ancora state politiche attive per diffondere la fibra, mentre in Italia l’Ecta riconosce  il ruolo degli “operatori alternativi”. “Ieri il mondo telecom era sinonimo di servizi e linee telefoniche, ma il futuro significa scelta e innovazione. Abbiamo bisogno di regole chiare che promuovano un’infrastruttura moderna in tutta Europa, aperta alla concorrenza, pronta all’ingresso nel futuro, in modo  che consumatori e aziende possano accedere ai nuovi servizi ad alta velocità scegliendo tra tanti diversi provider”, secondo Innocenzo Genna.

09 Ottobre 2009