Hi-tech alla guerra degli wearable

DEVICE

Dai Google Glass all’iRing Apple, la carica dei mini-computer da indossare, che si apprestano a fare il salto nel mass market. Ecco i player in campo. E i vantaggi che ne ricaveranno

di Patrizia Licata

Gli occhiali smart di Google, la wiki-lente e lo smartwatch di Microsoft, l’anello-telecomando di Apple, il display indossabile di Sony: il mondo dei wearable devices si prepara a diventare un mercato di massa spinto da nomi di “peso”. Non a caso Juniper Research indica nei “wearables” (i mini-computer da indossare sempre connessi a Internet) la prossima “tecnologia smart”: dopo un 2013 di annunci, nel 2014 tanti nuovi prodotti arriveranno alla vendita.

I wearable devices esistono da qualche anno in alcuni settori specifici: militare, salute (apparecchi per il monitoraggio dei parametri come il battito cardiaco, la pressione, la glicemia), fitness (registrazione delle sessioni di allenamento, per esempio con Adidas miCoach o Nike+) giochi (Kinect di Microsoft). Ma l’ingresso di aziende come Google e Apple darà al mercato il colpo d’acceleratore: Ims Research prevede che i wearables venduti nel mondo passeranno da 14 milioni nel 2012 a 171 milioni nel 2016, quando le revenues toccheranno 6 miliardi di dollari. Naturalmente in questa evoluzione avranno un ruolo le ultime evoluzioni nelle scienze dei materiali, nei chip, nei sensori, nelle batterie, nella tecnologia Bluetooth per il collegamento wireless con gli altri device, della realtà aumentata e nella Nfc, perché molti wearables permetteranno i pagamenti mobili. Il grosso delle vendite continuerà ad essere rappresentato dagli apparecchi per la salute e l’attività sportiva, ma bracciali, orologi, anelli, occhiali, tessuti e tatuaggi smart che hanno dietro nomi “importanti” concentrano l’attenzione del pubblico, promettendo non solo connessione a Internet sempre attiva, ma input di nuova generazione (con gesti e voce, non con la tastiera) e qualche aspetto di realtà aumentata.

Come se la giocheranno tra loro i grandi player? Secondo Forrester Research, Apple sarà la prima ad avviare l’ecosistema, ma sarà frenata dal suo Os chiuso. Google svilupperà un ecosistema più aperto e potrebbe dominare il mercato, vista la diffusione di Android, ma deve superarne la frammentazione. Microsoft proporrà a sua volta una “antipiattaforma” basata su standard web aperti con cui cercherà di offrire più flessibilità rispetto ad Apple e Google.

“Il brevetto di recente ottenuto da Microsoft per le lenti intelligenti (AR Smart Glass) rafforza ulteriormente il suo ecosistema che comprende device consumer mobili e fissi, servizi e una presenza consolidata nel settore entertainment con Xbox e Kinect”, commenta Nitin Bhas, Senior Analyst di Juniper Research. “Ma la concorrenza di Apple e Google è forte, anche perché l’Os di Microsoft, nel segmento mobile, ha quote di mercato inferiori a quelle di iOs e Android. Soprattutto, questi come altri player dovranno sviluppare un ecosistema di applicazioni per i wearable devices e creare una piattaforma che amplia il ruolo dei mini-computer indossabili, esattamente come accaduto nel mondo smartphone”.

Un altro elemento di differenziazione sarà la capacità di rispondere alla crescente richiesta dei consumatori di avere dati in tempo reale di ogni genere (le prestazioni sportive insieme alle notifiche dei social network, alle ultime notizie e agli aggiornamenti traffico e meteo) e di poterli condividere con tutti gli altri device: vincerà non solo chi proporrà wearables accattivanti con un ricco ecosistema di app, ma anche capaci di comunicare in modo semplice e immediato con gli altri dispositivi.  

“Siamo alla vigilia dell’era degli accessori-app”, spiega Ken Balkeslee, imprenditore americano che da anni sostiene il settore dei wearables e oggi guida la Webmobility Ventures. “Come l’orologio della Pebble, mini-computer con interfacce personalizzabili, applicazioni e connessione allo smartphone”. “L’evoluzione tecnologica sta creando condizioni per cui, nel prossimo futuro, i device indossabili diventino prodotti mass market. Sicuramente l’utilità percepita dal consumatore dovrà essere superiore alla complessità di gestione, per determinare il successo di un prodotto”, commenta Edoardo Thermes, direttore Wind Digital. I wearables non sostituiranno lo smartphone, ma lo trasformeranno in una sorta di hub per device e applicazioni, rafforzando il ruolo delle comunicazioni mobili. C’è da aspettarsi che siano favorite le piattaforme aperte e interoperabili, ma “occorreranno reti con copertura più capillare e veloce e con tempi di risposta più rapidi”, sottolinea Thermes. Wind, che ha annunciato un importante investimento Lte, si sta attrezzando per supportare questa evoluzione tecnologica: ma c’è da aspettarsi che gli altri operatori non restino a guardare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 20 Aprile 2013

TAG: apple, microsoft, google, forrester research, sony, juniper research

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