La riforma delle Tlc in vigore a dicembre

TELECOMS PACKAGE

Approvato oggi all'unanimità dall'Europarlamento il Telecoms Package. Gli Stati membri avranno 18 mesi per adeguarsi alle nuove regole

di Mila Fiordalisi
Nella seduta plenaria odierna di Strasburgo il Parlamento europeo ha approvato con 510 voti a favore e 40 contrari il pacchetto di riforme nel settore delle telecomunicazioni. Ecco il testo definitivo

L'entrata in vigore dell'intero pacchetto è prevista con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 18 dicembre. Il primo step attuativo riguarderà entro la primavera del prossimo anno la creazione del Berec, il nuovo organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche. Nel 2011 è previsto invece il recepimento del pacchetto di riforma negli ordinamenti nazionali dei 27 Stati membri (entro giugno 2011 ossia entro 18 mesi dall'entrata in vigore)

" La riforma del settore europeo delle telecomunicazioni rafforzerà la concorrenza sui mercati europei delle Tlc e permetterà di disporre di servizi internet migliori e meno cari, sia mobili che fissi, e di avere connessioni internet più rapide in tutta Europa. Grazie al forte sostegno del Parlamento europeo, l'Europa è riuscita a porre il cittadino al centro della normativa sulle telecomunicazioni ", ha affermato Viviane Reding, commissario europeo all'Informationb Society e Media. "I consumatori europei si rallegreranno per il nuovo ed efficace strumento della separazione delle funzioni, che aiuterà i regolatori nazionali ad ovviare alle strozzature persistenti della concorrenza sui mercati delle telecomunicazioni, ampliando le possibilità disponibili per i consumatori. Sono grata al Parlamento europeo per aver sostenuto e aiutato la Commissione a realizzare un mercato unico più integrato nel settore delle telecomunicazioni. Siamo seriamente impegnati a garantire che i confini nazionali non costituiscano più, per gli operatori europei delle telecomunicazioni e i consumatori, una limitazione all'accesso alla rete e all'offerta di servizi di comunicazione: la creazione del nuovo Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, il cui assetto istituzionale è stato sostanzialmente definito dai Parlamentari europei, ne è la dimostrazione concreta. Il mercato unico europeo del settore delle telecomunicazioni sta ormai diventando realtà per gli operatori e i consumatori" .

12 le principali misure previste dal pacchetto di riforma

1. Diritto per il consumatore europeo di cambiare, in un giorno lavorativo, operatore fisso o mobile mantenendo il suo vecchio numero di telefono. Attualmente in Ue occorrono 8,5 giorni per passare da un operatore mobile all’altro e 7,5 giorni per cambiare provider fisso. Inoltre, le nuove norme prevedono che la durata iniziale massima di un contratto con un operatore telecom non superi i 24 mesi.

2. Più informazioni ai consumatori, in modo che sia chiaro a quali servizi acconsentono firmando un contratto con un operatore telecom. Tra l’altro, i contratti dovranno specificare il livello minimo di servizio garantito e i rimborsi a cui il consumatore ha diritto se tali livelli non sono rispettati.

3. Protezione dei diritti dei cittadini sull’accesso a Internet con un nuovo “Internet freedom provision”: La nuova “Disposizione sulle libertà su Internet” afferma esplicitamente che qualunque misura presa da un Paese-membro sull’accesso a Internet o sull’uso di servizi e applicazioni tramite le reti telecom deve rispettare i diritti fondamentali e le libertà dei cittadini. In particolare, saranno rispettati il principio di innocenza e il diritto alla privacy. Quanto alle misure che un Paese-membro può prendere sull’accesso a Internet (per esempio nella lotta alla pirateria o alla pedopornografia), i cittadini Ue avranno diritto a un processo equo e imparziale.

4. Nuove garanzie per una rete più aperta e "neutrale": Le nuove regole assicureranno ai consumatori europei più scelta tra fornitori concorrenti di servizi broadband. Le autorità telecom nazionali avranno il potere di fissare livelli minimi di qualità per i servizi di trasmissione di rete e promuovere la "net neutrality" e le "libertà di rete” per tutti i cittadini europei. I consumatori devono essere informati, prima di firmare un contratto, sulla natura del servizio, incluse le tecniche di traffic management e il loro impatto sulla qualità del servizio, e su altre limitazioni come i tetti all’ampiezza di banda e la velocità di connessione realmente disponibile.

5. Protezione dei consumatori contro l’appropriazione di dati personali e lo spam: La privacy dei cittadini europei è una priorità delle nuove norme telecom. Nomi, indirizzi email e dati sensibili (come il conto corrente bancario, ma anche i dati di ogni telefonata e sessione Internet) dei clienti degli operatori telecom e degli Isp devono essere protetti da appropriazione di terzi. Per la prima volta, le nuove regole introducono l’obbligo di notifica da parte delle aziende delle violazioni eventuali delle informazioni personali che conservano. Vengono anche rafforzare le norme sulla privacy e la protezione dei dati, come l’uso dei “cookies” e strumenti simili. Infine, gli Isp avranno il diritto di proteggere le loro aziende e i loro clienti contro gli spammer tramite azione legale.

6. Miglior accesso ai servizi di emergenza e al 112, il numero di emergenza europeo, e semplificazione e garanzia d’accesso per le persone con disabilità.

7. I regolatori telecom nazionali acquistano maggiore indipendenza. Vengono eliminate le interferenze politiche nei loro compiti quotidiani e non si potranno più licenziare arbitrariamente i loro direttori.

8. Una nuova European Telecoms Authority aiuterà ad assicurare la libera concorrenza e regole armoniche sui mercati telecom europei. La riforma crea uno strumento molto importante per rendere realtà il mercato unico europeo delle telecomuncazioni: la nuova European Telecoms Authority "Berec" (Body of European Regulators for Electronic Communications), che sostituirà la cooperazione a porte chiuse che esiste oggi nello "European Regulators Group" con un approccio più trasparente e efficiente. Le decisioni del Berec saranno prese rispettando la volontà della maggioranza dei 27 regolatori telecom nazionali.

9. La Commissione potrà intervenire sulle scelte dei regolatori telecom nazionali: Le nuove regole Ue sulle telecomunicazioni danno alla Commissione europea il potere di supervisionare i provvedimenti proposti dai regolatori nazionali, per evitare troppe differenze tra le normative all’interno dell’Ue che potrebbero distorcere la concorrenza sul mercato unico europeo delle telecomunicazioni. Nel caso in cui la Commissione, in stretta cooperazione col Berec, ritenesse una certa norma nazionale lesiva nei confronti del singolo mercato telecom Ue, avrà la facoltà di pubblicare una raccomandazione chiedendo di modificare o ritirare quella norma.

10. Separazione funzionale per superare i problemi di concorrenza. I regolatori telecom nazionali potranno obbligare gli operatori telecom a separare le loro reti di comunicazione dai servizi, se necessario. Questa separazione funzionale può migliorare la concorrenza sui mercati, pur mantenendo intatti gli incentivi agli investimenti nelle nuove reti. In Gran Bretagna esiste da gennaio 2006 e ha portato a un aumento delle connessioni broadband.

11. Accelerare l’accesso alla banda larga per tutti gli europei: attualmente, nelle aree rurali dell’Ue solo il 70% della popolazione accede alla banda larga. La riforma vuole superare questo "digital divide" in particolare mettendo l’accento sulla flessibilità nell’uso dello spettro, di modo che gli operatori possano introdurre tecnologie e servizi innovativi. Questa maggiore flessibilità può far crescere l’economia e generare, secondo le stime Ue, un ulteriore incremento dello 0,1% del Pil all’anno. Ciò permetterà allo spettro radio cosiddetto del "dividendo digitale”, quello liberato dal passaggio dalla tv analogica al digitale, di essere messo al servizio della ripresa economica.

12. Incoraggiare la concorrenza e gli investimenti nelle reti di accesso di prossima generazione: Il pacchetto di riforme telecom dell’Ue ribadisce l’importanza della concorrenza ma vuole anche proteggere gli investimenti nelle Nga. Le nuove norme vogliono facilitare la cooperazione tra investitori e operatori e garantire a chi investe il giusto ritorno. Sulla base delle nuove norme, la Commissione pensa di emettere una raccomandazione per la regolazione dell’accesso alle reti Nga nella prima metà del 2010: l’obiettivo sarà ancora migliorare la concorrenza e i servizi per aziende e consumatori e abbattere i costi economici complessivi per gli operatori che realizzano queste reti.

24 Novembre 2009