IL CASO

Telemarketing spalle al muro, è rivolta contro lo spamming telefonico

Ricerca Human Highway per Pricewise: nove italiani su 10 vengono contattati almeno una volta da chi offre cambi di gestore, ma oltre il 70% ormai “riaggancia” immediatamente. Le nuove offerte spesso sottoscritte “in proprio” via Internet o gruppi d’acquisto

Pubblicato il 12 Gen 2016

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Gli italiani sono molto attenti alla possibilità di risparmiare o di ottenere servizi migliori cambiando gestore, che si tratti del telefono come del gas o della luce. Ma ormai preferiscono informarsi da soli, tramite Internet o entrando a far parte di gruppi d’acquisto. E sebbene nove su 10 siano stati contattati almeno una volta via telefono per una proposta commerciale relativa a un cambio di gestore, quella del telemarketing è una pratica che non sopportano. A dimostrarlo i dati dell’ultima ricerca condotta da Human Highway per Pricewise, secondo cui il 70% delle persone che vengono contattate al telefono per un cambio di contratto riagganciano senza nemmeno dare all’operatore di call center la possibilità di illustrare l’offerta.

Nel 2015, secondo i risultati della ricerca, si nota infatti un significativo incremento degli “switchers”, di coloro cioè che hanno detto sì a un nuovo contratto per le utenze domestiche, che per la prima volta superano in modo deciso la soglia del 5% che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni, segnando un primo avvicinamento alle medie europee per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica.

Quanto al telemarketing, le prime 3 reazioni tipiche, che sommate rappresentano quasi 3 telefonate su 4 effettuate dai diversi call center (73,4%), sono un secco “No grazie”, seguito da una reazione infastidita dall’ennesima proposta telefonica e infine dallo stop immediato all’interlocutore indesiderato.

Al contrario, tra gli italiani che decidono di cambiare fornitore, la percentuale di chi si informa attivamente sulle opportunità di risparmio per le utenze domestiche via web raggiunge il 63,5 % dei casi. Il doppio rispetto a chi dichiara di essersi affidato prima dello “switch” alle informazioni provenienti da rappresentanti / agenti di commercio o dalla pubblicità tradizionale (32,5%).

Gli “switchers” italiani sono principalmente da uomini, over 45, provenienti dal Nord-Est del paese, con un alto grado di istruzione (laurea o superiore), che vivono in case singole in affitto ed hanno una famiglia di medio-grande dimensione (4/5 persone).
Chi ha deciso di cambiare la propria bolletta è stato infatti convinto principalmente da ragioni di prezzo (46,7% dei casi), o da una particolare promozione (30,6%), mentre tra gli intervistati che hanno scelto di mantenere la bolletta di sempre, il 51,2% dichiara di essere soddisfatto grazie a tariffe ritenute “eque” ed all’assenza di “sorprese” verificatesi in bolletta nel corso del rapporto di fornitura.

Cresce inoltre anno dopo anno il numero di famiglie che hanno optato per uno “switch” facilitato dalla partecipazione ad un gruppo d’acquisto, nonostante la ricerca dimostri come questa modalità sia ancora poco conosciuta nel dettaglio in Italia rispetto alla media dei paesi UE.

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