Backhauling, missione "rinforzo": investimenti anti-bottleneck

FOCUS/ 2

Il decollo dell’Lte sarà garantito solo da un adeguato potenziamento di banda nei collegamenti di rete: ecco come gli operatori ci stanno lavorando

di Alessandro Longo
Tutti gli operatori italiani stanno investendo per potenziare il backhauling, per due motivi. Nell’immediato, per soddisfare il boom di traffico dati che già adesso sta mettendo a dura prova la capacità delle reti. E, in prospettiva, per preparare il terreno all’Lte. Il backhauling è infatti il collegamento tra le antenne (cioè le celle radio mobili) e il resto della rete dell’operatore. L’Lte aumenterà la banda presente nelle celle, ma affinché ne derivi una maggiore velocità in Internet deve crescere in parallelo anche la banda nelle altre parti della rete.

“Ad oggi sono due i colli di bottiglia nei network degli operatori mobili: lo spettro nella cella e il backhauling”, riassume Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda Larga. Lte crea più banda, a parità di spettro, e quindi allevia il primo collo di bottiglia. Per il secondo serve investire in nuove tecnologie di trasmissione dati. Il backhauling mobile è un problema perché in Italia è costituito, nella maggior parte dei casi, da vecchie connessioni su rame (E1) o da onde radio tradizionali, a 16 o 32 Mbps per tratta. Al contrario, la maggior parte delle Adsl italiane fa capo a una centrale collegata in fibra ottica alla rete. Di qui la grande differenza di prestazioni reali. Secondo uno studio di Between, su 110mila test delle connessioni, la velocità media reale delle chiavette Hspa è ora appena 1,4 Mbps circa, contro i 4,1 Mbps delle Adsl.
La situazione della banda larga mobile rischia di peggiorare se gli operatori non investono subito e in modo adeguato sul backhauling. Il traffico su rete fissa raddoppia ogni 18 mesi, infatti, mentre quello su rete mobile triplica ogni 12, in Europa, secondo un recente studio di Cisco. “Al crescere degli utenti mobili, bisognerà vedere come riusciranno gli operatori a garantire un livello di servizio adeguato, visto che la qualità del servizio è strettamente legata alle risorse tecniche disponibili nell’area (frequenze e rete di trasporto)”, si legge nello studio di Between.

Va detto però che gli operatori hanno già colto il problema e stanno investendo, in Italia come nel resto del mondo, dove secondo Infonetics il mercato del backhauling per siti radio mobili è aumentato del 60%, a 5,9 miliardi di dollari. Telecom Italia conta di avere, entro fine anno, 5.400 antenne con backhauling innovativo (su 12.250), di cui mille con Adsl/Vdsl (a 160 o 400 Mbps, con doppini affasciati), 2.700 in fibra e 1.700 con ponti radio gigabit Ethernet fino a 500 Mbps. Nel 2012 passeranno rispettivamente a 3.700, 2.700 e 1.700. A fine 2009 invece il backhauling veloce era solo su 100 antenne, in fibra; le altre erano in rame con connessioni E1. Telecom ha sperimentato il backhauling su Vdsl a Roma, Bologna e Palermo ed entro aprile lo lancerà in varie città italiane. Anche gli altri operatori potranno farlo in Adsl/Vdsl, utilizzando l’offerta all’ingrosso di Telecom.

Vodafone da qualche mese ha cominciato a installare micro onde Ethernet a 155 Mbps. La fibra ottica l’ha già portata al nodo di Milano e intende utilizzarla su ampia scala da aprile. Come spiega Vodafone al Corriere delle Comunicazioni, prima dell’arrivo dell’Lte la maggior parte della sua rete avrà fibra al nodo o micro onde Ethernet. Il 100% delle antenne dotate di tecnologia Hspa+ avrà uno o l’altro backhauling innovativo.

Stesso percorso negli altri Paesi evoluti, anche se “ce ne sono alcuni, come la Germania, dove il backhauling mobile in fibra è più comune. In Italia Telecom ha scelto di basarlo sul rame e gli altri operatori su onde radio di vecchia generazione”, dice Stefano Grillo, head of technology per Nokia Siemens. Per Infonetics ora nel mondo i due terzi del backhauling avviene su rame o su onde radio Pdh/Sdh, ma nel 2013 i due terzi saranno con tecnologie Ethernet in rame, micro onde o fibra. A farla da padrone sarà il mercato micro onde su Ethernet, il cui valore raddoppierà ogni anno dal 2009 al 2013. Ericsson, Nec e Huawei, nell’ordine, i principali fornitori di questo tipo di backhauling.

19 Aprile 2010