Usa, il grande sorpasso: si scambiano più dati che voce

TELEFONIA MOBILE

La voce rappresenta meno della metà del traffico mobile. Crescono navigazione Internet, scambio di e-mail e sms, servizi di intrattenimento. Design e piani tariffari si adeguano

di Patrizia Licata
Americani e cellulari, storia di un successo poco scontato. E la grande novità è che gli statunitensi al telefonino parlano poco e, invece, fanno grande uso di tutte le applicazioni di messaggistica e scambio dati. A cominciare dagli sms: secondo il nuovo studio di Pew Center, la metà dei giovani Usa (12-17 anni) invia almeno 1.500 sms al mese e uno su tre ne manda almeno 100 al giorno, ovvero 3.000 al mese. Uno su sette arriva a sperdirne 200 al dì. E sono le ragazze le più attive sulla tastiera del telefonino.

Ma il successo degli sms è solo il segnale di un trend che vede sempre meno importante lo scambio di servizi voce. Infatti, anche se la penetrazione dei telefonini negli States è ormai altissima (quasi il 90% delle abitazioni americane possiede un cellulare), i minuti di conversazione usati sono rimasti invariati negli ultimi anni – e ciò nonostante molte famiglie stacchino il telefono fisso per adottare esclusivamente quello mobile.

Per gli americani, il cellulare si identifica con le “extra features” che offrono in particolare gli smartphone, come iPhone e BlackBerry: navigazione Internet, ascolto di musica, programmi tv, giochi, invio e ricezione di e-mail e, appunto, sms. Il numero di messaggini mandati per utente è aumentato di quasi il 50% negli Usa lo scorso anno, secondo la Ctia, l’associazione dell’industria del wireless americana. E per la prima volta nel 2009 la quantità di dati scambiati con messaggi e-mail e di testo, streaming video, musica e altri servizi sui cellulari ha superato i servizi voce.

“All’inizio parlare era l’unica applicazione dei telefonini”, nota Dan Hesse, chief executive di Sprint Nextel. “Oggi la voce rappresenta meno della metà del traffico sulle reti mobili”. Non che le telefonate stiano sparendo – tra l’altro costano sempre meno, grazie all'agguerrita concorrenza tra concorrenti del wireless. Ma i dati della Ctia indicano che il numero medio di minuti voce per utente negli Usa sta diminuendo: la durata della chiamata-tipo locale era di 1,81 minuti nel 2009, contro i 2,27 minuti del 2008. I sistemi tariffari dei carrier finiranno con l’adeguarsi: Hesse prevede che entro un paio d’anni gli utenti mobili pagheranno in base ai dati che usano e non ai minuti di conversazione.

Ma anche il design dei telefonini cambia. Ross Rubin, analista del settore telecom del gruppo Npd, fa notare che i cellulari con tastiere numeriche non sono più di moda: ora è il momento dei touchscreen e dei device che rendono più facile e veloce scrivere, per esempio con tastiere di tipo “qwerty”. “Il design di cellulari e smartphone è sempre meno pensato per digitare numeri e parlare”, afferma Rubin.

14 Maggio 2010