Lte, ostacoli anche in Scandinavia. Due anni per il vero decollo

MOBILE BROADBAND

Ancora assente l'hardware compatibile e investimenti ardui in tempi post-crisi. Anche il business model delle telecom dovrà cambiare: addio tariffe flat-rate

di Patrizia Licata
Persino nelle città-faro della Svezia e della Norvegia, dove è già stata lanciata dallo scorso dicembre, la tecnologia mobile di quarta generazione non decolla, notano gli analisti, e occorreranno almeno due anni per superare gli ostacoli che ancora frenano l’adozione a livello mondiale. “Il vero avvio è rimandato al 2012-2013", secondo Greger Johansson, analista telecom della Redeye di Stoccolma.

Quali gli ostacoli principali? Secondo gli esperti, la realizzazione delle reti 4G (dieci volte più veloci di quelle 3G) viene rallentata dalla scarsa disponibilità di hardware compatibile e dalla necessità di investimenti massicci. Un problema meno ovvio è quello che gli analisti definiscono la “giusta scelta dei tempi”: la nuova tecnologia sta arrivando sui mercati mentre ancora devono riprendersi dalla crisi finanziaria e gli operatori restano cauti sulle spese da affrontare.

Altro fattore che frena la migrazione tecnologica: i carrier non hanno sviluppato ancora un sistema valido per guadagnare dall’accesso a Internet, tramite computer e telefonini, utilizzando le reti Internet super-veloci. TeliaSonera, la telecom svedese-finlandese in parte di proprietà statale, che ha lanciato la prima rete commerciale 4G al mondo, stima che, su quasi 400.000 potenziali utenti 4G a Stoccolma e Oslo, solo circa mille finora si sono abbonati.

Per questi consumatori, poi, il 4G significa ancora solo una connessione Internet ultra-veloce per il computer, ma in quanto ai “telefonini compatibili col 4G, dimentichiamoceli per adesso”, afferma il vice-president of mobility services di TeliaSonera, Lars Klasson. "Siamo un mercato piccolo e i produttori di cellulari aspettano che mercati molto più grandi come gli Usa o il Giappone” lancino reti 4G di portata nazionale, prima di rendere disponibili device compatibili.

Negli Usa qualcosa si muove, perché gli operatori Verizon e At&t hanno cominciato a realizzare reti 4G e i primi cellulari dovrebbero comparire già quest’anno. Lo stesso può dirsi del Giappone con Ntt Docomo. L’Europa, invece, resta alla finestra: gli operatori, particolarmente attenti ai costi, hanno speso molto per il 3G e sembrano aperti più a migliorare gli standard di quest’ultimo che a investire nel 4G. Il costo stimato di una rete di quarta generazione è di circa 2 miliardi di euro per 50 milioni di abitanti.

Il 4G richiede un nuovo modello di business, fa notare Klasson, capace di collegare l’utilizzo che gli utenti fanno della nuova rete con nuovi piani tariffari. "Finora gli operatori hanno tratto vantaggio dal flat-rate", afferma Mats Granryd, direttore della divisione Paesi del Nord di Ericsson (che sta costruendo la rete 4G di TeliaSonera). "Ma con il 4G non possono continuare con questo modello, che non dipende dal consumo". Al tempo stesso, gli utenti non vogliono rinunciare a controllare il costo delle loro bollette e quindi occorrerà una soluzione di compromesso. Ma alla fine il 4G trionferà se, come prevedono gli esperti di Idate, nel 2015 lo useranno 400 milioni di persone.

17 Maggio 2010