Westrin (Ericsson): "A Stoccolma l'Lte è già una realtà"

LTE/SVEZIA

Il traffico del broadband mobile si appresta a superare quello fisso. La tecnologia è necessaria per gestire le esigenze future. E gli operatori più avveduti se ne sono già accorti

di G.C.
“Il data rate: è il vantaggio chiave: con 10 MHz riusciamo a dare sino a 50 Mbps; con 20 MHz si possono superare i 100 Mbps. Ma a fine anno toccheremo i 150 Mbps; nel 2014, con la versione advanced, arriveremo sino a 1.000 Mbps”: Marie Westrin, head of Development unit radio di Ericsson, è convinta che non ci siano alternative all’Lte. Anche se, avverte, “molto dipenderà dalla banda a disposizione dei gestori mobili”.

C’è veramente bisogno di simili gare di velocità?
Sì. L’Lte non nasce per la voce, ma per portare banda larghissima, e dunque Internet, su qualunque device mobile. È fatto per i dati la cui crescita è esponenziale. Non dico che l’Lte sarà un successo in futuro: dico che già ora è necessario. Gli operatori più avveduti e avanzati se ne sono accorti e stanno implementando importanti piani di sviluppo. Mi fa ovviamente piacere che nei progetti più significativi ed importanti, gestori come At&t e Verizon Wireless in Usa o Ntt Docomo in Giappone abbiano scelto tecnologie Ericsson.

Non cita Telia Sonera che ha scelto voi, lasciando a mani vuote Huawei. Ha pesato il nazionalismo?
Assolutamente no. Telia Sonerà è quotata in Borsa e non fa certamente scelte penalizzanti per gli azionisti solo per compiacere un vendor nazionale. Loro stessi hanno detto di averci scelti per le nostre tecnologie e per il prezzo migliore di Huawei. Li abbiamo battuti perché la nostra è stata la proposta migliore.

Vuol dire che un produttore europeo può tenere testa ai cinesi sul terreno dei prezzi?
Sulla qualità e sui prezzi: è quello che abbiamo fatto. Huawei resta un concorrente estremamente competitivo. Spingono molto per entrare in Europa con l’Lte, magari puntando su qualche operatore minore.

Ma è necessaria tutta questa velocità aggiuntiva?
Sì, il traffico dati sta esplodendo. Già ora la crescita del broadband mobile ha curve di sviluppo nettamente superiori a quelle mostrate da Gsm e 3G. E poi, l’Lte non è solo velocità. Consente una user experience nettamente superiore. Prendiamo la latenza. Con l’Lte scende dagli attuali 35 millisecondi a 20 millisecondi. Ed è una differenza notevole. Perché saranno possibili nuove applicazioni come ad esempio i giochi online che richiedono latenze ridottissime. È un nuovo mondo di servizi che sta per nascere: un’occasione unica per gli operatori.

La mobilità dei dati nuova regina della telefonia?
Il 2009 è stato l’anno ‘magico’ in cui il traffico dati ha superato quello della voce. Il 2010 segnerà un’altra tappa storica: il broadband mobile supererà quello fisso. Ormai è chiaro: la crescita di Internet sarà veicolata dai device mobili, anche nei Paesi sviluppati. Anche se non significa che la fibra perderà importanza. Ad esempio, sarà necessario rafforzare i collegamenti di backhaul fra le stazioni radiobase Lte e il core network. Lo possiamo fare, a seconda delle convenienze, con tecnologie mobili e con quelle fisse, in particolare la fibra ottica. Ma anche col rame, almeno nella fase iniziale.

I device 4G scarseggiano.
Ma non per molto. L’industria è chiamata a lavorare all’unisono: noi che facciamo il network, i produttori di chip, i fornitori di device consumer, i gestori mobili. È quel che sta avvenendo. Preso arriveranno sul mercato delle chiavette in grado di lavorare sulle più diverse bande di frequenza: 2G, 3G, 4G. E poi arriveranno gli smartphone. È questione di mesi per i primi prodotti.

Dovrà convincere gli operatori ad investire.
Molti sono già convinti e stanno partendo. È solo un problema di tempi. Ma guardi che l’Lte riesce ad integrarsi benissimo con le vecchie reti. Abbiamo messo a punto una stazione radiobase in grado di lavorare sui differenti spettri di frequenza: questo faciliterà l’integrazione della legacy nell’Lte con un robusto risparmio di costi e una notevole flessibilità di gestione. L’Lte, tra l’altro, consente un deciso miglioramento del total cost of ownership della rete.

C’è il problema della copertura indoor.
Le prime esperienze stanno dando risultati confortanti. Telia Sonera ha lanciato nel centro di Stoccolma la prima rete commerciale Lte al mondo. I dati viaggiano sui 50 Mbps outdoor e 30 Mbps indoor. Certo, dovremo pensare a celle che rilancino il segnale negli edifici. Finora abbiamo parlato delle persone, ma in futuro anche le cose saranno connesse. E vi saranno nuovi servizi a viaggiare sulle reti mobili: dalla telemedicina all’e-gov.

Ma chi pagherà tutto ciò?
I consumatori. La qualità dell’Internet mobile sarà del tutto simile a quella delle migliori connessioni in fibra. Vorremmo essere collegati sempre e ovunque; e a banda larghissima per usufruire dei nuovi servizi della Rete. Gli operatori potranno proporre tariffe differenziate, legate alla velocità o alla quantità di dati scaricati. Ma mi creda, una volta provata la superiore user experience dell’Lte, non si tornerà indietro.

09 Giugno 2010