Parigi, 2 miliardi alla fibra per stimolare i privati

BANDA ULTRALARGA

Il governo lancia il "grand emprunt" come leva per la realizzazione delle reti in fibra. Si punta sulla tecnologia Ftth

di Patrizia Licata
Il governo francese ha pubblicato il suo “programma nazionale per la banda ultralarga”, finanziato con circa 2 miliardi di euro tramite il cosiddetto grand emprunt o grande prestito. L'accento è posto sulla realizzazione di quella che i francesi chiamano la fibra ottica fino al “logement”, ovvero l’Ftth, in città come in campagna.

Partecipando ai finanziamenti, lo Stato, spiega la stampa francese, vuole esercitare un effetto di leva stimolando gli investimenti del settore privato e spingendo gli operatori ad aumentare la spesa nelle zone meno densamente popolate e quindi meno redditizie. L’Esagono ha dato indicazione che lancerà a luglio la prima fase del suo programma “Développement de l'économie numérique” (Sviluppo dell'economia digitale) per mettere insieme le iniziative degli operatori telecom e dei Comuni francesi.

I primi progetti avranno natura sperimentale anche per testare questo sistema di compartecipazione agli investimenti per la banda ultralarga. L'Arcep, il regolatore francese delle telecomunicazioni, stima che l’intervento degli enti pubblici debba limitarsi alle aree meno popolate, ed entro un preciso quadro regolatorio che deve ancora essere messo a punto.

Proprio per questo l'authority ha aperto una consultazione, che si chiuderà il 13 luglio: l’Arcep ha definito il quadro normativo per la realizzazione della fibra nelle zone della Francia più densamente popolate (148 città) con una prima decisione entrata in vigore a gennaio, mentre la nuova decisione su cui è stata avviata la consultazione deve completare l'insieme di regole per il resto del Paese. Si tratta delle regioni francesi considerate meno redditizie ma che è necessario coprire per raggiungere una partecipazione universale alla rivoluzione della banda larga, visto che le zone poco abitate riuniscono in realtà l’80% della popolazione.

Sono regioni, nota l'Arcep, molto diverse che richiedono regole flessibili in cui dovrà essere previsto un forte livello di condivisione della rete e una stretta collaborazione con le autorità locali per garantire copertura omogenea all’intero Paese. In particolare, l’Arcep propone una formula di infrastructure sharing basata sulla condivisione dei punti di accesso, in modo da ridurre il costo della realizzazione della Ftth, mantenendo la concorrenza tra gli operatori e la libertà per i consumatori di scegliere il provider che preferiscono.

Inoltre, per assicurare che ogni area sia uniformemente coperta, l’operatore pubblico o privato che realizza la rete in fibra da un punto d’accesso in condivisione deve definire, in accordo con gli altri operatori e le autorità locali, la zona che sarà interessata dal rollout collegandola ad altre aree geografiche e garantendo l'implementazione in tempi ragionevoli.

15 Giugno 2010