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Parigi, 2 miliardi alla fibra per stimolare i privati

Il governo lancia il “grand emprunt” come leva per la realizzazione delle reti in fibra. Si punta sulla tecnologia Ftth

15 Giu 2010

Il governo francese ha pubblicato il suo “programma nazionale per
la banda ultralarga”, finanziato con circa 2 miliardi di euro
tramite il cosiddetto grand emprunt o grande prestito.
L'accento è posto sulla realizzazione di quella che i francesi
chiamano la fibra ottica fino al “logement”, ovvero l’Ftth,
in città come in campagna.

Partecipando ai finanziamenti, lo Stato, spiega la stampa francese,
vuole esercitare un effetto di leva stimolando gli investimenti del
settore privato e spingendo gli operatori ad aumentare la spesa
nelle zone meno densamente popolate e quindi meno redditizie.
L’Esagono ha dato indicazione che lancerà a luglio la prima fase
del suo programma “Développement de l'économie
numérique” (Sviluppo dell'economia digitale) per mettere
insieme le iniziative degli operatori telecom e dei Comuni
francesi.

I primi progetti avranno natura sperimentale anche per testare
questo sistema di compartecipazione agli investimenti per la banda
ultralarga. L'Arcep, il regolatore francese delle
telecomunicazioni, stima che l’intervento degli enti pubblici
debba limitarsi alle aree meno popolate, ed entro un preciso quadro
regolatorio che deve ancora essere messo a punto.

Proprio per questo l'authority ha aperto una consultazione, che
si chiuderà il 13 luglio: l’Arcep ha definito il quadro
normativo per la realizzazione della fibra nelle zone della Francia
più densamente popolate (148 città) con una prima decisione
entrata in vigore a gennaio, mentre la nuova decisione su cui è
stata avviata la consultazione deve completare l'insieme di
regole per il resto del Paese. Si tratta delle regioni francesi
considerate meno redditizie ma che è necessario coprire per
raggiungere una partecipazione universale alla rivoluzione della
banda larga, visto che le zone poco abitate riuniscono in realtà
l’80% della popolazione.

Sono regioni, nota l'Arcep, molto diverse che richiedono regole
flessibili in cui dovrà essere previsto un forte livello di
condivisione della rete e una stretta collaborazione con le
autorità locali per garantire copertura omogenea all’intero
Paese. In particolare, l’Arcep propone una formula di
infrastructure sharing basata sulla condivisione dei punti di
accesso, in modo da ridurre il costo della realizzazione della
Ftth, mantenendo la concorrenza tra gli operatori e la libertà per
i consumatori di scegliere il provider che preferiscono.

Inoltre, per assicurare che ogni area sia uniformemente coperta,
l’operatore pubblico o privato che realizza la rete in fibra da
un punto d’accesso in condivisione deve definire, in accordo con
gli altri operatori e le autorità locali, la zona che sarà
interessata dal rollout collegandola ad altre aree geografiche e
garantendo l'implementazione in tempi ragionevoli.