Via al catasto delle Ngn. Anfov: "L'Agcom faccia da garante"

IL PROGETTO ANFOV

L'associazione presieduta da De Tommaso si appresta a battezzare il primo progetto pilota che punta al censimento delle infrastrutture esistenti con l'obiettivo di mettere a disposizione degli investitori i dati tecnici necessari alla realizzazione delle Ngn. "L'utilizzo delle reti disponibili consente di abbattere di un terzo i costi per il cablaggio nazionale"

di Mila Fiordalisi
Un "modello" di catasto delle reti in fibra, linee guida al cablaggio degli edifici e un vademecum sulle tipologie di fibra disponibili. Questi i contenuti del documento tecnico messo a punto dal gruppo di lavoro istituito dall'Anfov (associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione) e presentato oggi a Smau. Il team, composto da 33 esperti rappresentanti delle aziende associate, (tra cui Telecom, Fastweb, Italtel, Valtellina, Sirti), fiancheggiato da Cittalia – Anci Ricerche, ha operato con l'obiettivo di mettere le amministrazioni locali e le aziende di servizi di gas, luce, acqua che possiedono e gestiscono infrastrutture, nelle condizioni di passare all'azione sul fronte della realizzazione delle nuove infrastrutture a banda ultralarga.

"Dal momento che i costi di scavo e posa delle Ngn rappresentano dal 60% al 90% per cento del totale - sottolinea l'Anfov presieduta da Achille De Tommaso - è opinione di tutti gli stakeholder del settore che la condivisione delle infrastrutture civili esistenti sia la via più realisticamente praticabile per realizzare le Ngn". Fonti Anfov stimano che utilizzando le infrastrutture già disponibili, sia possibile abbattere i costi per lo sviluppo delle reti da 35 miliardi a 10 miliardi circa. "Sul piano operativo, però, questo richiede prima di tutto un’informazione accurata e aggiornata sulle infrastrutture di posa potenzialmente riutilizzabili per la realizzazione delle reti - puntualizza l'associazione -. Il modello per la realizzazione e la gestione di un catasto delle infrastrutture di reti risponde proprio a questa esigenza".

Il catasto, una volta realizzato, metterà a disposizione dei soggetti interessati i dati tecnici relativi alle opere civili disponibili nelle aree di interesse degli operatori: quali sono le caratteristiche della tratta da coprire, da quali punti si può accedere, chi sono i titolari dei diritti e chi può concedere le autorizzazioni per l’utilizzo. Il catasto sarà un sistema informativo semplice ma completo per supportare gli operatori nella fase di “planning” con conseguente risparmio di costo nella fase di costruzione.

"Sono chiare le difficoltà di realizzazione di tale iniziativa, dovute alla molteplicità degli interlocutori, alla numerosità, varietà e disparità delle informazioni che devono essere raccolte. Per questo, dal lavoro di Anfov è emersa la necessità di avere un garante per queste informazioni, idealmente Agcom, che ha interesse a coinvolgere e stimolare tutti gli attori interessati, garantendo imparzialità", sottolinea ancora l'Associazione.

"E’ ancora molto difficile, al momento, una stima sull’investimento necessario per realizzare il catasto (architettura e dimensionamenti sono ancora da definire), però le linee guida prevedono l’utilizzo di piattaforme open source con un contenimento significativo dei costi. Le modalità di finanziamento potranno essere o totalmente di tipo pubblico, ipotizzando anche un sistema di canone o tariffazione per gli utilizzatori, o misto pubblico-privato".

La realizzazione pratica del catasto comincerà con un progetto pilota, presso alcuni comuni individuati insieme a Cittalia, la fondazione di ricerca dell’associazione nazionale comuni italiani (Anci), che ha affiancato Anfov in questa iniziativa. "Già nel 2011, dovrebbero essere disponibili i primi esempi di realizzazione pratica del catasto", annuncia l'associazione.

La seconda parte del documento Anfov fornisce le linee guida su come realizzare il cablaggio, sia per il singolo utente sia per gli edifici multi-utente. Il documento analizza il portafoglio delle tecnologie disponibili, fornisce una rassegna critica riguardo ai cavi, alla fibra e ai connettori. Identifica anche le specifiche di impianto, i parametri e gli standard di prestazione. Viene analizzata la normativa esistente e sono formulate proposte per regolamentare le diverse tipologie di impianti. Molto interessante la rassegna esperienze internazionali di riferimento.

Nella terza parte del documento gli operatori interessati potranno trovare dai principi trasmissivi e parametri fondamentali fino ad una rassegna completa delle varie tipologie di fibra ottica esistenti, con indicazione di quale sia l’uso ottimale nei diversi contesti,
Scopo del documento è dare conoscenza distribuita sul mondo delle fibre ottiche, estremamente tecnico e complesso, per definire i criteri di scelta. Utilizzando al meglio tutte le competenze settoriali, il documento rende questa informazione fruibile a tutti gli attori perché ciascuno possa utilizzarla al meglio.

21 Ottobre 2010