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Via al catasto delle Ngn. Anfov: “L’Agcom faccia da garante”

L’associazione presieduta da De Tommaso si appresta a battezzare il primo progetto pilota che punta al censimento delle infrastrutture esistenti con l’obiettivo di mettere a disposizione degli investitori i dati tecnici necessari alla realizzazione delle Ngn. “L’utilizzo delle reti disponibili consente di abbattere di un terzo i costi per il cablaggio nazionale”

21 Ott 2010

Un "modello" di catasto delle reti in fibra, linee guida
al cablaggio degli edifici e un vademecum sulle tipologie di fibra
disponibili. Questi i contenuti del documento
tecnico messo a punto dal gruppo di lavoro istituito
dall'Anfov (associazione per la convergenza nei servizi di
comunicazione) e presentato oggi a Smau. Il team, composto da 33
esperti rappresentanti delle aziende associate, (tra cui Telecom,
Fastweb, Italtel, Valtellina, Sirti), fiancheggiato da Cittalia –
Anci Ricerche, ha operato con l'obiettivo di mettere le
amministrazioni locali e le aziende di servizi di gas, luce, acqua
che possiedono e gestiscono infrastrutture, nelle condizioni di
passare all'azione sul fronte della realizzazione delle nuove
infrastrutture a banda ultralarga.

"Dal momento che i costi di scavo e posa delle Ngn
rappresentano dal 60% al 90% per cento del totale – sottolinea
l'Anfov presieduta da Achille De Tommaso – è opinione di tutti
gli stakeholder del settore che la condivisione delle
infrastrutture civili esistenti sia la via più realisticamente
praticabile per realizzare le Ngn". Fonti Anfov stimano che
utilizzando le infrastrutture già disponibili, sia possibile
abbattere i costi per lo sviluppo delle reti da 35 miliardi a 10
miliardi circa. "Sul piano operativo, però, questo richiede
prima di tutto un’informazione accurata e aggiornata sulle
infrastrutture di posa potenzialmente riutilizzabili per la
realizzazione delle reti – puntualizza l'associazione -. Il
modello per la realizzazione e la gestione di un catasto delle
infrastrutture di reti risponde proprio a questa
esigenza".

Il catasto, una volta realizzato, metterà a disposizione dei
soggetti interessati i dati tecnici relativi alle opere civili
disponibili nelle aree di interesse degli operatori: quali sono le
caratteristiche della tratta da coprire, da quali punti si può
accedere, chi sono i titolari dei diritti e chi può concedere le
autorizzazioni per l’utilizzo. Il catasto sarà un sistema
informativo semplice ma completo per supportare gli operatori nella
fase di “planning” con conseguente risparmio di costo nella
fase di costruzione.

"Sono chiare le difficoltà di realizzazione di tale
iniziativa, dovute alla molteplicità degli interlocutori, alla
numerosità, varietà e disparità delle informazioni che devono
essere raccolte. Per questo, dal lavoro di Anfov è emersa la
necessità di avere un garante per queste informazioni, idealmente
Agcom, che ha interesse a coinvolgere e stimolare tutti gli attori
interessati, garantendo imparzialità", sottolinea ancora
l'Associazione.

"E’ ancora molto difficile, al momento, una stima
sull’investimento necessario per realizzare il catasto
(architettura e dimensionamenti sono ancora da definire), però le
linee guida prevedono l’utilizzo di piattaforme open source con
un contenimento significativo dei costi. Le modalità di
finanziamento potranno essere o totalmente di tipo pubblico,
ipotizzando anche un sistema di canone o tariffazione per gli
utilizzatori, o misto pubblico-privato".

La realizzazione pratica del catasto comincerà con un progetto
pilota, presso alcuni comuni individuati insieme a Cittalia, la
fondazione di ricerca dell’associazione nazionale comuni italiani
(Anci), che ha affiancato Anfov in questa iniziativa. "Già
nel 2011, dovrebbero essere disponibili i primi esempi di
realizzazione pratica del catasto", annuncia
l'associazione.

La seconda parte del documento Anfov fornisce le linee guida su
come realizzare il cablaggio, sia per il singolo utente sia per gli
edifici multi-utente. Il documento analizza il portafoglio delle
tecnologie disponibili, fornisce una rassegna critica riguardo ai
cavi, alla fibra e ai connettori. Identifica anche le specifiche di
impianto, i parametri e gli standard di prestazione. Viene
analizzata la normativa esistente e sono formulate proposte per
regolamentare le diverse tipologie di impianti. Molto interessante
la rassegna esperienze internazionali di riferimento.

Nella terza parte del documento gli operatori interessati potranno
trovare dai principi trasmissivi e parametri fondamentali fino ad
una rassegna completa delle varie tipologie di fibra ottica
esistenti, con indicazione di quale sia l’uso ottimale nei
diversi contesti,
Scopo del documento è dare conoscenza distribuita sul mondo delle
fibre ottiche, estremamente tecnico e complesso, per definire i
criteri di scelta. Utilizzando al meglio tutte le competenze
settoriali, il documento rende questa informazione fruibile a tutti
gli attori perché ciascuno possa utilizzarla al meglio.