Mobili e flessibili: ai dipendenti piace lavorare così

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Cisco Connected World Report: il 60% dei dipendenti ritiene la presenza in ufficio ininfluente per la produttività e due lavoratori su tre vorrebbero accedere alle info aziendali da qualunque device. Ma le imprese temono per la sicurezza dei dati

di Federica Meta
Il lavoro in mobilità piace sempre di più. Secondo il Connected World Report commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress, che ha censito 2600 tra dipendenti e professionisti IT in 13 Paesi, 3 lavoratori su 5 sono convinti di non aver bisogno di essere fisicamente in ufficio per essere produttivi.

“Il desiderio di essere mobile e flessibili nell’accesso alle informazioni aziendali è così sentito – spiega il report - che la stessa percentuale di dipendenti sceglierebbe di lavorare in un’azienda ad uno stipendio inferiore se avessero la possibilità di accedere alle informazioni anche da fuori l’ufficio, rinunciando a uno stipendio maggiore se mancasse tale flessibilità”.
Lo studio, ha rivelato che 1 dipendente ogni 5 (60% globalmente il 47% a livello italiano) è convinto che non sia necessario essere in ufficio per essere produttivo. In particolare, è il caso dell’Asia e dell’America Latina. Questa convinzione è maggiormente diffusa in India (il 93%), in Cina (81%) e in Brasile (76%).

Due dipendenti ogni 3 (il 66% globalmente e il 58% a livello italiano) si aspetta che l’IT permetta loro di utilizzare qualsiasi dispositivo – personale o aziendale – per accedere alla rete, alle applicazioni e alle informazioni dell’azienda in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. I dipendenti si aspettano, in futuro, di poter scegliere tra un numero sempre maggiore di endpoint connessi in rete inclusi quelli meno tradizionali come le televisioni e gli schermi per la navigazione in auto.

Dei dipendenti che possono accedere alle reti, alle applicazioni e alle informazioni aziendali anche fuori dall’ufficio, circa la metà (45% il globalmente e il 46% a livello italiano) ha ammesso di lavorare tra le due e tre ore extra al giorno - 4 ore e oltre per un quarto degli intervistati (per il 18% a livello italiano). In ogni caso, lavorare ore extra non significa essere dipendenti sempre disponibili e on-demand.

I lavoratori inoltre dipendenti vogliono fortemente poter lavorare ovunque e ciò potrebbe determinare la fedeltà verso l’azienda (13% globalmente e il 15% a livello Italiano), la scelta del posto di lavoro (12% globalmente e il 6 % a livello italiano) e lo stato emotivo (9% globalmente e il 3% a livello italiano). Ad esempio, due dipendenti su tre (il 66% globalmente e il 68% a livello italiano) hanno dichiarato di essere disposti ad accettare un posto di lavoro con stipendio inferiore ma maggiore flessibilità in termini di utilizzo del dispositivo, di accesso ai social media e di mobilità, e di rinunciare quindi a un lavoro maggiormente pagato ma senza tali agevolazioni. Questa percentuale è maggiore in alcuni Paesi come ad esempio in Spagna (78%), nonostante i problemi economici degli ultimi due anni.
Ma le aziende sono in grado di soddisfare le esigenze dei propri dipendenti? Circa la metà degli IT intervistati (45% globalmente e il 42% a livello Italiano) ha dichiarato di non essere preparato sia tecnologicamente che e in termini di policy per supportare una forza lavoro mobile e “borderless”. Non sorprende che la sicurezza sia la criticità maggiore.
Sebbene la maggior parte dei responsabili IT intervistati veda nella sicurezza (57% globalmente e il 53% a livello italiano), nel budget (34% globalmente e il 33% a livello italiano) e nell’expertise del personale (17% globalmente e il 16% a livello italiano) i principali ostacoli ad una forza lavoro maggiormente distribuita, i dipendenti spesso percepiscono l’IT e le policy aziendali come ostacoli. Tale percezione tra i dipendenti è prevalente in India dove oltre la metà (58%) vede l’IT come una ostacolo ad una vita lavorativa più flessibile.

“Il report Cisco Connected World Report fornisce una visione approfondita relativa al futuro del lavoro ed è chiaro dai risultati che il desiderio dei dipendenti di essere più mobile e flessibili nel proprio stile lavorativo è estremamente sentito in tutto il mondo – spiega Marie Hattar, Vice President, Borderless Networks, Cisc -. E’ altresì evidente che le organizzazioni devono adottare un’infrastruttura IT borderless per ottenere vantaggio competitivo e migliorare la soddisfazione del cliente. Il desiderio del dipendente di essere produttivo in qualsiasi momento e luogo, utilizzando qualsiasi dispositivo, offre l’opportunità di beneficiare della flessibilità e dell’agilità fornita da una Borderless Network Architecture”.

25 Ottobre 2010