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Mobili e flessibili: ai dipendenti piace lavorare così

Cisco Connected World Report: il 60% dei dipendenti ritiene la presenza in ufficio ininfluente per la produttività e due lavoratori su tre vorrebbero accedere alle info aziendali da qualunque device. Ma le imprese temono per la sicurezza dei dati

25 Ott 2010

Il lavoro in mobilità piace sempre di più. Secondo il Connected
World Report commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress,
che ha censito 2600 tra dipendenti e professionisti IT in 13 Paesi,
3 lavoratori su 5 sono convinti di non aver bisogno di essere
fisicamente in ufficio per essere produttivi.

“Il desiderio di essere mobile e flessibili nell’accesso alle
informazioni aziendali è così sentito – spiega il report – che
la stessa percentuale di dipendenti sceglierebbe di lavorare in
un’azienda ad uno stipendio inferiore se avessero la possibilità
di accedere alle informazioni anche da fuori l’ufficio,
rinunciando a uno stipendio maggiore se mancasse tale
flessibilità”.
Lo studio, ha rivelato che 1 dipendente ogni 5 (60% globalmente il
47% a livello italiano) è convinto che non sia necessario essere
in ufficio per essere produttivo. In particolare, è il caso
dell’Asia e dell’America Latina. Questa convinzione è
maggiormente diffusa in India (il 93%), in Cina (81%) e in Brasile
(76%).

Due dipendenti ogni 3 (il 66% globalmente e il 58% a livello
italiano) si aspetta che l’IT permetta loro di utilizzare
qualsiasi dispositivo – personale o aziendale – per accedere
alla rete, alle applicazioni e alle informazioni dell’azienda in
qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. I dipendenti si aspettano,
in futuro, di poter scegliere tra un numero sempre maggiore di
endpoint connessi in rete inclusi quelli meno tradizionali come le
televisioni e gli schermi per la navigazione in auto.

Dei dipendenti che possono accedere alle reti, alle applicazioni e
alle informazioni aziendali anche fuori dall’ufficio, circa la
metà (45% il globalmente e il 46% a livello italiano) ha ammesso
di lavorare tra le due e tre ore extra al giorno – 4 ore e oltre
per un quarto degli intervistati (per il 18% a livello italiano).
In ogni caso, lavorare ore extra non significa essere dipendenti
sempre disponibili e on-demand.

I lavoratori inoltre dipendenti vogliono fortemente poter lavorare
ovunque e ciò potrebbe determinare la fedeltà verso l’azienda
(13% globalmente e il 15% a livello Italiano), la scelta del posto
di lavoro (12% globalmente e il 6 % a livello italiano) e lo stato
emotivo (9% globalmente e il 3% a livello italiano). Ad esempio,
due dipendenti su tre (il 66% globalmente e il 68% a livello
italiano) hanno dichiarato di essere disposti ad accettare un posto
di lavoro con stipendio inferiore ma maggiore flessibilità in
termini di utilizzo del dispositivo, di accesso ai social media e
di mobilità, e di rinunciare quindi a un lavoro maggiormente
pagato ma senza tali agevolazioni. Questa percentuale è maggiore
in alcuni Paesi come ad esempio in Spagna (78%), nonostante i
problemi economici degli ultimi due anni.
Ma le aziende sono in grado di soddisfare le esigenze dei propri
dipendenti? Circa la metà degli IT intervistati (45% globalmente e
il 42% a livello Italiano) ha dichiarato di non essere preparato
sia tecnologicamente che e in termini di policy per supportare una
forza lavoro mobile e “borderless”. Non sorprende che la
sicurezza sia la criticità maggiore.
Sebbene la maggior parte dei responsabili IT intervistati veda
nella sicurezza (57% globalmente e il 53% a livello italiano), nel
budget (34% globalmente e il 33% a livello italiano) e
nell’expertise del personale (17% globalmente e il 16% a livello
italiano) i principali ostacoli ad una forza lavoro maggiormente
distribuita, i dipendenti spesso percepiscono l’IT e le policy
aziendali come ostacoli. Tale percezione tra i dipendenti è
prevalente in India dove oltre la metà (58%) vede l’IT come una
ostacolo ad una vita lavorativa più flessibile.

“Il report Cisco Connected World Report fornisce una visione
approfondita relativa al futuro del lavoro ed è chiaro dai
risultati che il desiderio dei dipendenti di essere più mobile e
flessibili nel proprio stile lavorativo è estremamente sentito in
tutto il mondo – spiega Marie Hattar, Vice President, Borderless
Networks, Cisc -. E’ altresì evidente che le organizzazioni
devono adottare un’infrastruttura IT borderless per ottenere
vantaggio competitivo e migliorare la soddisfazione del cliente. Il
desiderio del dipendente di essere produttivo in qualsiasi momento
e luogo, utilizzando qualsiasi dispositivo, offre l’opportunità
di beneficiare della flessibilità e dell’agilità fornita da una
Borderless Network Architecture”.

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