Boom dei contenuti online: "Urge un nuovo Internet model"

A.T. KEARNEY

A.T Kearney accende i riflettori sulla necessità di tariffe differenziate e accordi bilaterali tra gli attori dell'ecosistema Internet. Serve sostenere il business delle telco "schiacchiato" dall'avanzata delle web company

di Patrizia Licata
Un modello per uno sviluppo sostenibile di Internet, dal punto di vista tecnico e commerciale, alla luce della crescita esplosiva del traffico e dei servizi, soprattutto video. E’ quello tracciato da A.T. Kearney nel nuovo studio “A viable future model for the Internet”, commissionato da Deutsche Telekom, France Telecom-Orange, Telecom Italia e Telefónica come “contributo indipendente al dibattito in corso sulla crescita economica, gli obiettivi della Digital Agenda europea e la difesa di un Internet competitivo e aperto”.

Il report analizza gli investimenti nelle reti di comunicazione fisse e mobili necessari per supportare l’eccezionale incremento del traffico Internet. Anche senza il roll-out della fibra verso tutte le case e le aziende, l’industria dovrà investire 8 miliardi di euro l’anno in aggiunta all’attuale trend di investimenti solo per mantenere lo stesso livello del servizio e evitare il collasso della rete causato dalla rapida espansione dei contenuti video.

Tuttavia, coloro che beneficiano di questo boom dei volumi di traffico sono le aziende che li generano – solitamente i siti Internet e i fornitori di contenuti over the top – e chi li consuma – ovvero, gli utenti finali -, a scapito, sostiene A.T. Kearney, delle compagnie telecom che non guadagnano praticamente nulla oggi dall’incremento costante del traffico.

Gli incentivi per un uso più efficiente della banda e per investimenti nell’allargamento della capacità sono di conseguenza “depressi da questo scollamento strutturale”, scrivono gli analisti.

Mark Page, socio di A.T. Kearney e principale autore dello studio, commenta: “I dati sul recente boom del traffico e le previsioni di crescita sul medio periodo sono impressionanti e suscitano seri dubbi sulla sostenibilità dell’attuale modello di Internet”. Senza miglioramenti significativi nei prezzi e negli incentivi agli investimenti, questa situazione mette a rischio l’innovazione e avrà un effetto a catena su quei settori che sperano di lanciare nuovi servizi grazie alle reti ultra-veloci e con alte prestazioni.

Il report analizza quattro possibili modi per affrontare questo squilibrio: modificare la struttura dei prezzi che si fanno pagare ai clienti; introdurre tariffe all’ingrosso legate al traffico (colpendo le aziende dell’over the top); lanciare una serie di nuovi servizi ad alta qualità su Internet; offrire simili servizi a valore aggiunto basati su accordi bilaterali tra i diversi attori del mercato. Lo studio valuta ciascuna di queste opzioni e conclude che, anche se tutte potrebbero contribuire a rendere Internet più sostenibile, nessuna da sola è sufficiente a risolvere completamente il problema. Perciò la vera soluzione dovrebbe essere un mix delle diverse opzioni.

Secondo Page, “chi è chiamato a prendere decisioni sul piano politico ed economico dovrebbe adottare un approccio aperto a supporto dei nuovi modelli di business che stanno emergendo. Parte del recente dibattito pubblico non ha aiutato: per esempio si tende erroneamente a pensare che Internet—o addirittura i principi fondamentali della libertà di parola e di costituzione di impresa – sarebbero danneggiati o violati dall’introduzione di tariffe più equilibrate e differenziate. E’ vero il contrario: senza precisi incentivi economici, la congestione della rete soffocherà l’innovazione e l’utilizzo di Internet”.

22 Dicembre 2010