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Boom dei contenuti online: “Urge un nuovo Internet model”

A.T Kearney accende i riflettori sulla necessità di tariffe differenziate e accordi bilaterali tra gli attori dell’ecosistema Internet. Serve sostenere il business delle telco “schiacchiato” dall’avanzata delle web company

22 Dic 2010

Un modello per uno sviluppo sostenibile di Internet, dal punto di
vista tecnico e commerciale, alla luce della crescita esplosiva del
traffico e dei servizi, soprattutto video. E’ quello tracciato da
A.T. Kearney nel nuovo studio “A viable future model for the
Internet”, commissionato da Deutsche Telekom, France
Telecom-Orange, Telecom Italia e Telefónica come “contributo
indipendente al dibattito in corso sulla crescita economica, gli
obiettivi della Digital Agenda europea e la difesa di un Internet
competitivo e aperto”.

Il report analizza gli investimenti nelle reti di comunicazione
fisse e mobili necessari per supportare l’eccezionale incremento
del traffico Internet. Anche senza il roll-out della fibra verso
tutte le case e le aziende, l’industria dovrà investire 8
miliardi di euro l’anno in aggiunta all’attuale trend di
investimenti solo per mantenere lo stesso livello del servizio e
evitare il collasso della rete causato dalla rapida espansione dei
contenuti video.

Tuttavia, coloro che beneficiano di questo boom dei volumi di
traffico sono le aziende che li generano – solitamente i siti
Internet e i fornitori di contenuti over the top – e chi li
consuma – ovvero, gli utenti finali -, a scapito, sostiene A.T.
Kearney, delle compagnie telecom che non guadagnano praticamente
nulla oggi dall’incremento costante del traffico.

Gli incentivi per un uso più efficiente della banda e per
investimenti nell’allargamento della capacità sono di
conseguenza “depressi da questo scollamento strutturale”,
scrivono gli analisti.

Mark Page, socio di A.T. Kearney e principale autore dello studio,
commenta: “I dati sul recente boom del traffico e le previsioni
di crescita sul medio periodo sono impressionanti e suscitano seri
dubbi sulla sostenibilità dell’attuale modello di Internet”.
Senza miglioramenti significativi nei prezzi e negli incentivi agli
investimenti, questa situazione mette a rischio l’innovazione e
avrà un effetto a catena su quei settori che sperano di lanciare
nuovi servizi grazie alle reti ultra-veloci e con alte
prestazioni.

Il report analizza quattro possibili modi per affrontare questo
squilibrio: modificare la struttura dei prezzi che si fanno pagare
ai clienti; introdurre tariffe all’ingrosso legate al traffico
(colpendo le aziende dell’over the top); lanciare una serie di
nuovi servizi ad alta qualità su Internet; offrire simili servizi
a valore aggiunto basati su accordi bilaterali tra i diversi attori
del mercato. Lo studio valuta ciascuna di queste opzioni e conclude
che, anche se tutte potrebbero contribuire a rendere Internet più
sostenibile, nessuna da sola è sufficiente a risolvere
completamente il problema. Perciò la vera soluzione dovrebbe
essere un mix delle diverse opzioni.

Secondo Page, “chi è chiamato a prendere decisioni sul piano
politico ed economico dovrebbe adottare un approccio aperto a
supporto dei nuovi modelli di business che stanno emergendo. Parte
del recente dibattito pubblico non ha aiutato: per esempio si tende
erroneamente a pensare che Internet—o addirittura i principi
fondamentali della libertà di parola e di costituzione di impresa
– sarebbero danneggiati o violati dall’introduzione di tariffe
più equilibrate e differenziate. E’ vero il contrario: senza
precisi incentivi economici, la congestione della rete soffocherà
l’innovazione e l’utilizzo di Internet”.