Giro di boa per 3 Italia: primo utile di bilancio dopo 10 anni

RISULTATI 2010

I dati non sono ufficiali, ma dal palco della convention statunitese l'Ad Novari annuncia che "l'Ebit risulta positivo per diverse decine di milioni di euro". Resta però la spada di Damocle dei costi di terminazione

di Mila Fiordalisi
Giro di boa per 3 Italia. A dieci anni dal debutto sul mercato, l'azienda capitanata da Vincenzo Novari ha registrato il primo utile di bilancio. I dettagli non sono ancora stati resi noti ma secondo quanto riferisce il quotidiano La Stampa è stata la convention organizzata in Florida dall'azienda a fare da palco all'annuncio. Nel 2010 l'Ebit risulta positivo "per diverse decine di milioni di euro", ha detto Novari. E il fatturato sarebbe balzato in avanti del 4% a quota 2 miliardi. "Tutti ci dicevano che contro Tim e Vodafone non solo non saremmo riusciti a fare soldi ma neppure a sopravvivere", ha aggiunto Novari.

Un risultato storico considerato che fino al 2008 l'azienda contava 800 milioni di debito, dimezzati a 400 nel 2009. Un risultato reso possibile grazie agli ingenti investimenti da parte dell'azionista Hutchison Whampoa che nell'arco degli anni ha sostenuto la filiale italiana pompando risorse per 7 miliardi di euro. Una cifra che, secondo quanto riferisce Novari, rappresenta il maggior investimento in Italia dopo il piano Marshall.

Vero è però che il risultato ottenuto potrebbe subire forti ridimensionamenti. Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi da Novari, in un'intervista rilasciata al Sole 24Ore, gli aumenti delle tariffe di terminazione mobile potrebbero sortire un impatto devastante per l'azienda. "Determinante la decisione definitiva del Consiglio di Stato che dovrà valutare se mantenere le nostre tariffe di terminazione, cioè gli introiti riconosciuti all’operatore sul quale termina una chiamata, a quota 11 centesimi, o farle scendere a 9 cent e quindi arrivare come previsto a quota 4,5 cent nel 2012". In caso il Tar optasse per l'opzione b circa 40 milioni di euro di ricavi dovrebbero essere ridistribuiti agli operatori concorrenti.  "40 milioni - puntualizza l'Ad - che segnano la differenza fra il buio e la speranza".

01 Febbraio 2011