Olanda, ridotta la Co2 con gli smart work centre

LAVORO

Più produttività, migliore qualità della vita per il lavoratore, riduzione dei costi per le aziende, abbattimento dei consumi di energia e delle emissioni inquinanti: questi i vantaggi degli oltre 100 centri in sperimentazione nei Paesi Bassi basati sulle connessioni a Internet ultra-veloci

di Patrizia Licata
Una rete nazionale di “Smart work centres”, centri per il “lavoro intelligente”: è questa la risposta delle autorità locali e del mondo del lavoro nei Paesi Bassi al problema dell’inquinamento generato dallo spostamento di chi deve ogni giorno andare in ufficio. Una risposta che viene fornita grazie agli strumenti offerti da Internet.

Negli ultimi tre anni grazie a questa iniziativa molte persone in Olanda hanno cominciato a lavorare in modo più flessibile, con grandi vantaggi sia per i dipendenti sia per le aziende sia per l'ambiente: le persone sono più efficienti, si evitano traffico e ingorghi, si ottiene un migliore equilibrio vita privata-lavoro, si risparmia energia, si riducono le emissioni di CO2 e si aiutano le imprese a ridurre i costi.

La rete di “Smart work centres”, dimostrazione pratica del nuovo approccio, si sta diffondendo capillarmente in tutta l'Olanda da quando è partito il primo progetto pilota nella primavera del 2008. Il primo centro per il lavoro intelligente è stato aperto ad Almere, una nuova città in rapida crescita, con circa 186.000 abitanti, molti dei quali lavorano per aziende che si trovano nell’area di Amsterdam, il che significa un viaggio di 30-40 chilometri per andare e altrettanti per tornare. I treni non mancano, ma molti pendolari preferiscono l’automobile, con un conseguente aumento del traffico – un problema sia per l’ambiente che per la qualità della vita delle persone e per la loro produttività.

Una soluzione spesso avanzata in questi casi è quella del telelavoro, ma molte aziende sono diffidenti e anche i lavoratori possono trovare difficile concentrarsi e produrre a casa. Così gli olandesi hanno cercato una “terza via” che unisse i vantaggi dello stare a casa con i benefici dell’andare in ufficio – per esempio il contatto con i colleghi. L’amministrazione locale e alcuni esperti di pianificazione urbana di Amsterdam e Almere si sono uniti ad aziende private e altri datori di lavoro e hanno dato vita al primo “Smart work center”, un centro fisico, dotato di scrivanie, connessione a Internet veloce e sale riunioni, facilmente raggiungibile dagli abitanti di Almere in autobus o in bicicletta.

L’idea ha incontrato successo tra i cosidetti "lavoratori della conoscenza" – avere a disposizione un ambiente dove sono presenti altre persone ma è vicino a casa piace a molti – e si è rapidamente diffusa in tutta l’Olanda, dove ora si contano più di 100 “Smart work centres”. Il denaro per la gestione arriva principalmente dai datori di lavoro, ma è forte il supporto organizzativo delle amministrazioni locali.

Hans Tijl, direttore del servizio di pianificazione urbana nella città di Amsterdam, ha illustrato il concetto di “Smart work centre” ai membri del Global cities dialogue riuniti a Colonia la scorsa settimana (22 febbraio). Tijl ha ammesso che lo Swc rappresenta un grosso cambiamento culturale, soprattutto per i manager che sono abituati a vedere i loro dipendenti ogni giorno. “Per il management non è sempre facile, ma occorre adeguarsi, perché ci sono molti giovani che sono cresciuti con le tecnologie digitali e si aspettano di avere la possibilità di lavorare in modo più flessibile".

Il concetto di "Smart work centre”, ha continuato Tijl, “si inserisce in una più ampia tendenza del management moderno a basarsi su obiettivi e risultati, in cui si incoraggiano le persone ad assumersi maggiori responsabilità per il proprio lavoro e non si viene giudicati semplicemente sulla base di quante ore si passano in ufficio". Secondo Tijl, Amsterdam aspira a diventare una città connessa e digitale dove le persone possono lavorare dove e quando vogliono. L’esperto afferma che molti giovani stanno attivamente scegliendo di lavorare in aziende che incoraggiano pratiche di lavoro “smart”.

Fin dal luglio del 1997, la Commissione europea ha adottato una serie di raccomandazioni sugli aspetti sociali della società dell'informazione, comprese le iniziative per promuovere il telelavoro in Europa. Nel luglio 2002, le parti sociali europee hanno raggiunto un accordo sul telelavoro, il primo del suo genere, che ha introdotto per i telelavoratori le stesse tutele di base che sono garantite ai lavoratori tradizionali. Per i politici olandesi, lo “Smart work centre” è una delle tante idee in fase di sperimentazione con l'obiettivo di risparmiare energia e ridurre le emissioni di CO2.

28 Febbraio 2011