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Olanda, ridotta la Co2 con gli smart work centre

Più produttività, migliore qualità della vita per il lavoratore, riduzione dei costi per le aziende, abbattimento dei consumi di energia e delle emissioni inquinanti: questi i vantaggi degli oltre 100 centri in sperimentazione nei Paesi Bassi basati sulle connessioni a Internet ultra-veloci

28 Feb 2011

Una rete nazionale di “Smart work centres”, centri per il
“lavoro intelligente”: è questa la risposta delle autorità
locali e del mondo del lavoro nei Paesi Bassi al problema
dell’inquinamento generato dallo spostamento di chi deve ogni
giorno andare in ufficio. Una risposta che viene fornita grazie
agli strumenti offerti da Internet.

Negli ultimi tre anni grazie a questa iniziativa molte persone in
Olanda hanno cominciato a lavorare in modo più flessibile, con
grandi vantaggi sia per i dipendenti sia per le aziende sia per
l'ambiente: le persone sono più efficienti, si evitano
traffico e ingorghi, si ottiene un migliore equilibrio vita
privata-lavoro, si risparmia energia, si riducono le emissioni di
CO2 e si aiutano le imprese a ridurre i costi.

La rete di “Smart work centres”, dimostrazione pratica del
nuovo approccio, si sta diffondendo capillarmente in tutta
l'Olanda da quando è partito il primo progetto pilota nella
primavera del 2008. Il primo centro per il lavoro intelligente è
stato aperto ad Almere, una nuova città in rapida crescita, con
circa 186.000 abitanti, molti dei quali lavorano per aziende che si
trovano nell’area di Amsterdam, il che significa un viaggio di
30-40 chilometri per andare e altrettanti per tornare. I treni non
mancano, ma molti pendolari preferiscono l’automobile, con un
conseguente aumento del traffico – un problema sia per
l’ambiente che per la qualità della vita delle persone e per la
loro produttività.

Una soluzione spesso avanzata in questi casi è quella del
telelavoro, ma molte aziende sono diffidenti e anche i lavoratori
possono trovare difficile concentrarsi e produrre a casa. Così gli
olandesi hanno cercato una “terza via” che unisse i vantaggi
dello stare a casa con i benefici dell’andare in ufficio – per
esempio il contatto con i colleghi. L’amministrazione locale e
alcuni esperti di pianificazione urbana di Amsterdam e Almere si
sono uniti ad aziende private e altri datori di lavoro e hanno dato
vita al primo “Smart work center”, un centro fisico, dotato di
scrivanie, connessione a Internet veloce e sale riunioni,
facilmente raggiungibile dagli abitanti di Almere in autobus o in
bicicletta.

L’idea ha incontrato successo tra i cosidetti "lavoratori
della conoscenza" – avere a disposizione un ambiente dove
sono presenti altre persone ma è vicino a casa piace a molti – e
si è rapidamente diffusa in tutta l’Olanda, dove ora si contano
più di 100 “Smart work centres”. Il denaro per la gestione
arriva principalmente dai datori di lavoro, ma è forte il supporto
organizzativo delle amministrazioni locali.

Hans Tijl, direttore del servizio di pianificazione urbana nella
città di Amsterdam, ha illustrato il concetto di “Smart work
centre” ai membri del Global cities dialogue riuniti a Colonia la
scorsa settimana (22 febbraio). Tijl ha ammesso che lo Swc
rappresenta un grosso cambiamento culturale, soprattutto per i
manager che sono abituati a vedere i loro dipendenti ogni giorno.
“Per il management non è sempre facile, ma occorre adeguarsi,
perché ci sono molti giovani che sono cresciuti con le tecnologie
digitali e si aspettano di avere la possibilità di lavorare in
modo più flessibile".

Il concetto di "Smart work centre”, ha continuato Tijl,
“si inserisce in una più ampia tendenza del management moderno a
basarsi su obiettivi e risultati, in cui si incoraggiano le persone
ad assumersi maggiori responsabilità per il proprio lavoro e non
si viene giudicati semplicemente sulla base di quante ore si
passano in ufficio". Secondo Tijl, Amsterdam aspira a
diventare una città connessa e digitale dove le persone possono
lavorare dove e quando vogliono. L’esperto afferma che molti
giovani stanno attivamente scegliendo di lavorare in aziende che
incoraggiano pratiche di lavoro “smart”.

Fin dal luglio del 1997, la Commissione europea ha adottato una
serie di raccomandazioni sugli aspetti sociali della società
dell'informazione, comprese le iniziative per promuovere il
telelavoro in Europa. Nel luglio 2002, le parti sociali europee
hanno raggiunto un accordo sul telelavoro, il primo del suo genere,
che ha introdotto per i telelavoratori le stesse tutele di base che
sono garantite ai lavoratori tradizionali. Per i politici olandesi,
lo “Smart work centre” è una delle tante idee in fase di
sperimentazione con l'obiettivo di risparmiare energia e
ridurre le emissioni di CO2.

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