Telecom Italia spinge sul web sicuro. Bernabè: "Vicini ai minori e alle famiglie"

NAVIGARE SICURI

Annunciati oggi i risultati dei primi sei mesi dell'iniziativa "Navigare sicuri" che ha fatto tappa in 20 città italiane per un totale di 12mila km percorsi. Tarantino: "Le imprese devono essere responsabili"

di Claudia La Via
Telecom continua a puntare sulla diffusione capillare di Internet e delle tecnologie ma non smette di focalizzare la sua attenzione e il suo impegno anche sulla prevenzione delle insidie che si nascondono in Rete, soprattutto per i più piccoli. Proprio con questi presupposti il gruppo ha avviato il progetto “Navigare sicuri” in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con le competenze della Fondazione Movimento Bambino e di Save the Children.

"Con questa iniziativa vogliamo affrontare le problematiche della scuola sia per le famiglie sia per i minori. Telecom intende promuovere il proprio ruolo di fattore abilitante della connettività del Paese. Tutto ciò senza dimenticare che questo comporta della responsabilità non solo per le istituzioni ma anche per le imprese", ha spiegato Massimiliano Tarantino, responsabile Corporate communication-External relations di Telecom Italia.

Dopo sei mesi di attività il gruppo ha presentato il 23 maggio a Milano i risultati di sei mesi di attività, da quando lo scorso tre novembre è partito da Torino il primo bus di Navigare sicuri che, con oltre 12mila chilometri, ha fatto il giro di scuole e piazze facendo tappa in 20 città, da Cuneo a Lecce allestito con cinque postazioni multimediali e una lavagna interattiva.

"Si tratta di uno strumento concreto per dare un contributo, al fianco dei genitori, alla crescita di una nuova generazione di internauti più matura e consapevole", ha spiegato Franco Bernabè, presidente esecutivo del gruppo che ha aggiunto: "Nel nostro impegno non possiamo dimenticarci dei più piccoli e degli adolescenti, che non sempre hanno le capacità e i mezzi per avvicinarsi senza rischi al web".

Con questi presupposti sono stati messi in campo diversi strumenti: un sito web, la presenza sui principali social network (da Twitter a Facebook) , percorsi didattici per alunni e docenti, iniziative di alfabetizzazione digitale e sensibilizzazione degli adulti, pubblicazioni studiate appositamente per i diversi destinatari. Per i bambini dai 5 ai 10 anni le attenzioni sono state tutte per le insidie della Rete e su come segnalare eventuali situazioni rischiose ai propri genitori. Con i ragazzi dai 10 ai 15 anni sono stati affrontati i pericoli legati al cyberbullismo, al furto d’identità e all’adescamento sul web.

23 Maggio 2011