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Telecom Italia spinge sul web sicuro. Bernabè: “Vicini ai minori e alle famiglie”

Annunciati oggi i risultati dei primi sei mesi dell’iniziativa “Navigare sicuri” che ha fatto tappa in 20 città italiane per un totale di 12mila km percorsi. Tarantino: “Le imprese devono essere responsabili”

23 Mag 2011

Telecom continua a puntare sulla diffusione capillare di Internet e
delle tecnologie ma non smette di focalizzare la sua attenzione e
il suo impegno anche sulla prevenzione delle insidie che si
nascondono in Rete, soprattutto per i più piccoli. Proprio con
questi presupposti il gruppo ha avviato il progetto “Navigare
sicuri” in collaborazione con il ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca, con le competenze della
Fondazione Movimento Bambino e di Save the Children.

"Con questa iniziativa vogliamo affrontare le problematiche
della scuola sia per le famiglie sia per i minori. Telecom intende
promuovere il proprio ruolo di fattore abilitante della
connettività del Paese. Tutto ciò senza dimenticare che questo
comporta della responsabilità non solo per le istituzioni ma anche
per le imprese", ha spiegato Massimiliano Tarantino,
responsabile Corporate communication-External relations di Telecom
Italia.

Dopo sei mesi di attività il gruppo ha presentato il 23 maggio a
Milano i risultati di sei mesi di attività, da quando lo scorso
tre novembre è partito da Torino il primo bus di Navigare sicuri
che, con oltre 12mila chilometri, ha fatto il giro di scuole e
piazze facendo tappa in 20 città, da Cuneo a Lecce allestito con
cinque postazioni multimediali e una lavagna interattiva.

"Si tratta di uno strumento concreto per dare un contributo,
al fianco dei genitori, alla crescita di una nuova generazione di
internauti più matura e consapevole", ha spiegato Franco
Bernabè, presidente esecutivo del gruppo che ha aggiunto:
"Nel nostro impegno non possiamo dimenticarci dei più piccoli
e degli adolescenti, che non sempre hanno le capacità e i mezzi
per avvicinarsi senza rischi al web".

Con questi presupposti sono stati messi in campo diversi strumenti:
un sito web, la presenza sui principali social network (da Twitter
a Facebook) , percorsi didattici per alunni e docenti, iniziative
di alfabetizzazione digitale e sensibilizzazione degli adulti,
pubblicazioni studiate appositamente per i diversi destinatari. Per
i bambini dai 5 ai 10 anni le attenzioni sono state tutte per le
insidie della Rete e su come segnalare eventuali situazioni
rischiose ai propri genitori. Con i ragazzi dai 10 ai 15 anni sono
stati affrontati i pericoli legati al cyberbullismo, al furto
d’identità e all’adescamento sul web.