Colao: "Le Internet company rispettino le leggi"

PRIVACY

Niente sconti alle web companies: per il Ceo di Vodafone Google & co. devono adeguarsi alle norme nazionali su privacy, copyright e sicurezza

di Patrizia Licata
Le Internet companies dovrebbero sottostare alle leggi delle nazioni in cui operano per quanto riguarda la privacy e la difesa dei consumatori: le telco europee lo affermano da tempo ma a ribadirlo oggi è Vodafone, respingendo gli appelli che Facebook, Google e le altre aziende tecnologiche hanno rivolto ai governi per un approccio regolatorio “soft” del web. Vittorio Colao, il Ceo del colosso britannico delle telecomunicazioni, pensa invece che anche le aziende di Internet debbano obbedire alle leggi nazionali che valgono per tutti gli operatori telco.

Colao ha usato anche le colonne del prestigioso quotidiano economico Financial Times per esprimere il punto di vista di Vodafone, una presa di posizione, commenta il giornale, che rischia di inasprire il braccio di ferro tra gli operatori telecom europei e le aziende hitech americane all’indomani del G8 dedicato a Internet. Le grandi telco, infatti, comprese France Telecom e Telefonica, spingono perché le web companies, in particolare quelle che forniscono contenuti, paghino per l’utilizzo delle reti, visto che le loro applicazioni sono quelle che consumano più banda.

Google invece ha sempre respinto l'ipotesi di pagare un pedaggio sulle reti, mentre a Deauville Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, e Eric Schmidt, presidente esecutivo di Big G, hanno ribadito che regole troppo severe sul copyright o la privacy soffocherebbero l’innovazione e minaccerebbero la libera espressione delle idee sul web.

Colao replica oggi dicendosi d’accordo con la richiesta del presidente francese Nicolas Sarkozy di un più rigido controllo su Internet in difesa dei diritti dei consumatori. “Il presidente Sarkozy ha ragione quando mette in luce il fatto che liberare l’intero potenziale di Internet significa anche stabilire un efficace quadro normativo”, afferma Colao. “L’auto-regolamentazione non è sufficiente”.

Regolamentare Internet, però, riconosce Colao, non è facile perché le Internet companies operano nel cyberspazio, quindi, a differenza delle telco, non sempre è chiaro a quale Paese e a quali leggi debbano obbedire. Tuttavia la Gran Bretagna ha capito in quale direzione andare. In Uk si sta progettando una nuova legge che potrebbe permettere ai regolatori di ordinare agli Isp di impedire agli utenti di visitare i siti che forniscono musica e video pirata, nota Colao.

Secondo il Ceo di Vodafone questo approccio potrebbe essere esteso ad altre aree, in modo che i regolatori possano ordinare agli operatori telco di bloccare l’accesso ai siti accusati di violazione delle leggi nazionali sulla privacy o sulla protezione dei consumatori.

Le telco sono costrette ad adeguarsi alle leggi nazionali sulla protezione dei consumatori e dei dati e sulla sicurezza, conclude Colao: le Internet companies dovrebbero fare lo stesso e sopportarne – come fanno le telco – tutti i costi connessi.

06 Giugno 2011