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Colao: “Le Internet company rispettino le leggi”

Niente sconti alle web companies: per il Ceo di Vodafone Google & co. devono adeguarsi alle norme nazionali su privacy, copyright e sicurezza

06 Giu 2011

Le Internet companies dovrebbero sottostare alle leggi delle
nazioni in cui operano per quanto riguarda la privacy e la difesa
dei consumatori: le telco europee lo affermano da tempo ma a
ribadirlo oggi è Vodafone, respingendo gli appelli che Facebook,
Google e le altre aziende tecnologiche hanno rivolto ai governi per
un approccio regolatorio “soft” del web. Vittorio Colao, il Ceo
del colosso britannico delle telecomunicazioni, pensa invece che
anche le aziende di Internet debbano obbedire alle leggi nazionali
che valgono per tutti gli operatori telco.

Colao ha usato anche le colonne del prestigioso quotidiano
economico Financial Times per esprimere il punto di vista di
Vodafone, una presa di posizione, commenta il giornale, che rischia
di inasprire il braccio di ferro tra gli operatori telecom europei
e le aziende hitech americane all’indomani del G8 dedicato a
Internet. Le grandi telco, infatti, comprese France Telecom e
Telefonica, spingono perché le web companies, in particolare
quelle che forniscono contenuti, paghino per l’utilizzo delle
reti, visto che le loro applicazioni sono quelle che consumano più
banda.

Google invece ha sempre respinto l'ipotesi di pagare un
pedaggio sulle reti, mentre a Deauville Mark Zuckerberg, fondatore
di Facebook, e Eric Schmidt, presidente esecutivo di Big G, hanno
ribadito che regole troppo severe sul copyright o la privacy
soffocherebbero l’innovazione e minaccerebbero la libera
espressione delle idee sul web.

Colao replica oggi dicendosi d’accordo con la richiesta del
presidente francese Nicolas Sarkozy di un più rigido controllo su
Internet in difesa dei diritti dei consumatori. “Il presidente
Sarkozy ha ragione quando mette in luce il fatto che liberare
l’intero potenziale di Internet significa anche stabilire un
efficace quadro normativo”, afferma Colao.
“L’auto-regolamentazione non è sufficiente”.

Regolamentare Internet, però, riconosce Colao, non è facile
perché le Internet companies operano nel cyberspazio, quindi, a
differenza delle telco, non sempre è chiaro a quale Paese e a
quali leggi debbano obbedire. Tuttavia la Gran Bretagna ha capito
in quale direzione andare. In Uk si sta progettando una nuova legge
che potrebbe permettere ai regolatori di ordinare agli Isp di
impedire agli utenti di visitare i siti che forniscono musica e
video pirata, nota Colao.

Secondo il Ceo di Vodafone questo approccio potrebbe essere esteso
ad altre aree, in modo che i regolatori possano ordinare agli
operatori telco di bloccare l’accesso ai siti accusati di
violazione delle leggi nazionali sulla privacy o sulla protezione
dei consumatori.

Le telco sono costrette ad adeguarsi alle leggi nazionali sulla
protezione dei consumatori e dei dati e sulla sicurezza, conclude
Colao: le Internet companies dovrebbero fare lo stesso e
sopportarne – come fanno le telco – tutti i costi connessi.