FORMAZIONE

Competenze, il ministro Orlando accelera sul Piano nazionale: focus sul digitale

Firmato il decreto di adozione della strategia che mira ad aumentare le professionalità di lavoratori e disoccupati con un’attenzione particolare alle e-skill. Sul piatto oltre 4 miliardi del Pnrr e 500 milioni del React-Eu. Nuova linfa anche al Fondo Nuove Competenze: nel decreto fiscale previsto uno stanziamento di 700 milioni

Pubblicato il 10 Dic 2021

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Competenze, il ministro Orlando accelera sul Piano nazionale: focus sul digitale

Il governo accelera sulle nuove competenze, Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato il decreto di adozione del Piano Nazionale Nuove Competenze.

L’atto si collega direttamente al Pnrr e la sua adozione costituisce il raggiungimento del traguardo della missione 5 del piano che mette sul piatto 6,66 miliardi di cui 4,4 per le politiche attive e dunque per la formazione.

In particolare, si legge nella premessa al Decreto, il Piano Nazionale Nuove Competenze ha “l’obiettivo di riorganizzare la formazione dei lavoratori in transizione e disoccupati, mediante il rafforzamento del sistema della formazione professionale e la definizione di livelli essenziali di qualità per le attività di upskilling e reskilling in favore dei beneficiari di strumenti di sostegno (Naspi e Dis-Coll), dei beneficiari del Reddito di cittadinanza e dei lavoratori che godono di strumenti straordinari o in deroga di integrazione salariale (Cigs, cassa per cessazione attività, trattamenti in deroga nelle aree di crisi complessa).

Il Piano integrerà anche altre iniziative, riguardanti le misure in favore dei giovani – quale il rafforzamento del sistema duale – e dei Neet, oltre che le azioni per le competenze degli adulti, a partire dalle persone con competenze molto basse.

Per i lavoratori occupati è inoltre previsto, a valere sulle risorse di React-EU (500 milioni), il Fondo Nuove Competenze al fine di permettere alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro e di favorire attività di formazione sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali”.

Tre i programmi guida inseriti nel Piano Nazionale Nuove Competenze il Programma Gol, dedicato ai disoccupati beneficiari del Programma a favore dei quali è previsto un intervento di aggiornamento o riqualificazione. Nel dettaglio il programma Gol mira a formare 3 milioni di persone entro il 2025; almeno 800 mila dei 3 milioni dovranni essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300 mila per il rafforzamento delle competenze digitali.

Altro pilastro è il Fondo Nuove Competenze. Il Fondo, costituito presso l’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, è stato istituito per finanziare i contratti collettivi di lavoro, sottoscritti a livello aziendale o territoriale, realizzati a seguito di specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con la destinazione di parte dell’orario di lavoro a percorsi formativi, con un focus particolare sulle e-skill.

Il disegno di legge per la conversione del decreto fisco-lavoro, approvato il 2 dicembre dal Senato e ora all’esame della Camera, rifinanzia questo strumento, prevede uno stanziamento di 200 milioni di euro per finanziare i progetti già presentati e che non erano stati finanziati a causa dell’esaurimento dei fondi previsti.  Altri 500 milioni saranno utilizzati per aprire nuovi bandi nei prossimi due anni.

Il testo del Decreto è stato trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze per la firma del ministro Daniele Franco.

Formazione, la proposta europea

Corsi di formazione e micro-credenziali valide in tutta Europa: sono le proposte lanciate dalla Commissione europea per spingere l’occupazione negli Stati membri e incoraggiare la riqualificazione professionale, aiutando i lavoratori ad adattarsi alle esigenze del mercato in rapida evoluzione con la doppia transizione del
green e del digitale.

Sul piano della formazione permanente e della riqualificazione professionale, Bruxelles chiede ai governi e alle parti sociali di istituire account di apprendimento individuali e fornire diritti alla formazione per tutti gli adulti in età lavorativa, definire una lista di corsi di formazione e competenze rilevanti per il mercato del lavoro e di qualità accessibile anche attraverso un registro digitale, e offrire ai cittadini opportunità di orientamento professionale e di validazione delle competenze precedentemente acquisite, e congedi formativi retribuiti.

Le micro-credenziali dovrebbero invece certificare i risultati conseguiti al termine di un corso di apprendimento, supportate da un sistema di mutuo riconoscimento tra
istituzioni, imprese, settori e Paesi. Nelle intenzioni di Bruxelles, il loro uso dovrebbe consolidarsi tra studenti, lavoratori e persone in cerca di lavoro.

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