Digitale e lavoro, ecco il piano Orlando: sul piatto 5 miliardi per le nuove competenze - CorCom

LA STRATEGIA

Digitale e lavoro, ecco il piano Orlando: sul piatto 5 miliardi per le nuove competenze

Il ministro presenta il programma Gol (Garanzia occupabilità dei lavoratori) che mira a formare circa 3 milioni di persone investendo sulle skill ad alto valore aggiunto. I fondi dal Pnrr e da React-Eu

09 Set 2021

Federica Meta

Giornalista

Digitale e formazione. Sono questi i due pilastri del piano di riforma delle Politiche attive e del programma Gol (Garanzia occupabilità dei lavoratori) che il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha presentato ieri alle parti sociali.

Nel dettaglio, Orlando ha ricordato la decisione dell’esecutivo, nell’ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, di investire in misura notevole sulle politiche attive del lavoro “con 4,4 miliardi di euro nell’ambito della Missione 5 del Pnrr, ai quali sono da sommare 500 milioni di euro a valere su React-EU. Sempre nella stessa Missione del Pnrr vi sono risorse per il Piano di rafforzamento dei Centri per l’impiego che – sommati a quelli stanziati nel Bilancio nazionale – arrivano complessivamente a quasi 1,1 miliardi di euro. Così come molte risorse sono messe stabilmente a disposizione delle Regioni a decorrere dal 2021 per l’assunzione di 11.600 nuovi operatori nei centri per l’impiego”.

Un importo d’investimenti e un ventaglio d’interventi rilevanti per raggiungere una platea davvero ampia. “Il target è molto ambizioso – ha spiegato Orlando alle parti sociali – 3 milioni di persone da raggiungere con il programma entro il 2025, ad 800 mila delle quali dovrà essere erogata appropriata formazione, per il 40% dei casi con contenuti legati alle competenze digitali. Il ministro ha pure ricordato che tutto ciò “è un impegno preso con la Commissione europea, un obiettivo al raggiungimento del quale – per le regole di funzionamento del Pnrr – è condizionata l’erogazione stessa delle risorse”.

Il ministro ha parlato di “un importantissimo strumento, di un piano che consentirà di rafforzare i Centri per l’impiego, di migliorare le politiche attive del lavoro, di aiutare i lavoratori a cercare e a difendere il lavoro, le imprese a riqualificare la manodopera, a migliorare la competitività del Paese e la tenuta sociale”.

L’auspicio è che il programma Gol possa “entrare in funzione prima dell’autunno, in una fase nella quale ci sarà particolare esigenza di disporre di queste risorse  anticipando un po’ le scadenze del Pnrr”, ha puntualizzato lo stesso Orlando, ricordando che il “telaio” è già definito con il Pnrr.

L’adozione dei decreti interministeriali per l’approvazione di Gol e Pnc è infatti fissata entro il 2021.

Alla riforma delle politiche attive è strettamente connessa quella degli ammortizzatori sociali: le due riforme devono essere “in sintonia”, sottolinea il ministro, indicando anche che c’è la “raccomandazione” a “far discendere le scelte sugli ammortizzatori sociali dalle politiche attive”.

Di almeno 3 milioni di beneficiari del programma Gol, in base ai target del Pnrr, almeno il 75% deve essere rappresentato da donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55. Inoltre, almeno 800 mila
dei 3 milioni devono essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300 mila per il rafforzamento delle competenze digitali.

Nello specifico, Gol prevede percorsi ad personam o di gruppo nei casi di crisi industriali. Si rivolge alle persone beneficiarie di un ammortizzatore sociale o del Reddito di cittadinanza, oltre che giovani Neet, persone con disabilità e altre persone in condizione di fragilità nella ricerca del posto di lavoro. Per ciascuno, è appunto previsto un percorso appropriato alle caratteristiche personali e alla situazione del mercato del lavoro locale.

Se la persona è facilmente ricollocabile scatteranno gli interventi per accompagnarla ad un nuovo lavoro, altrimenti verrà indirizzata alle attività di formazione: di upskilling o reskilling. Percorsi ad hoc, inoltre, nei casi che incrociano l’esigenza di inserimento sociale o di conciliazione tra lavoro e famiglia, per esempio
per le madri single.

Giudizio positivo viene espresso dai sindacati sul confronto e sull’impianto della riforma. “Un incontro positivo e utile”, dice il segretario generale Cisl, Luigi Sbarra, che tuttavia chiede di accelerare sulla operatività delle misure.
Tra le richieste, quella di creare un sistema informativo unico, per la domanda e offerta, e superare i “ritardi” nelle assunzioni nei Centri per l’impiego, come rimarca il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Il confronto “dovrà essere connesso alla discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali, che speriamo possa proseguire nei prossimi giorni”, afferma la Cgil.

 

 

 

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