LA LETTERA

Aie: “No a Iva al 21% su libri con allegati digitali”

Il presidente Polillo scrive al governo contro il previsto aumento dell’aliquota per gli abbinamenti libro-supporto informatico. E lancia l’allarme: “Ai consumatori costerebbe il 6% in più”

Pubblicato il 02 Lug 2013

Aie: “No a Iva al 21% su libri con allegati digitali”
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

L’Associazione Italiana Editori (Aie) chiede al premier Enrico Letta di fare un passo indietro sull’aumento dell’Iva sui prodotti culturali dal 4 al 21%: l’aumento è previsto per tutti gli abbinamenti editoriali, non solo in riferimento ai gadget ma anche ai beni che integrano e sono di complemento ai libri e periodici e sono pertanto funzionali al loro utilizzo. Il presidente dell’Aie Marco Polillo, in una lettera inviata al presidente del Consiglio chiede “un opportuno emendamento del governo”.

Nel settore librario scrive Polillo – ciò significa colpire soprattutto i contenuti digitali innovativi allegati ai libri. I prodotti più colpiti sono i libri educativi (libri scolastici, universitari, sussidi come dizionari o enciclopedie) che spesso hanno un’estensione digitale: eserciziari, approfondimenti, simulazioni di laboratorio virtuale, i libri per bambini, spesso accompagnati da audio-letture, quelli professionali o preziose operazioni culturali basate sul multimediale (si pensi ai testi teatrali accompagnati dal video di una rappresentazione)”.

“La misura è, quindi, per noi, semplicemente incomprensibile, perché illogica e contraria a una serie di obiettivi politici che il governo da lei guidato ha assunto. In primis contraddice il suo personale impegno “mai più tagli alla cultura”, così come “contraddice l’impegno a favore del digitale nella scuola e nell’università”.

Le ricadute, secondo l’Aie, saranno molto importanti per l’industria editoriale ma anche per i consumatori: il provvedimento, se passasse, comporterebbe un maggiore onere medio sull’insieme del prodotto con abbinamento di circa il 6%. Ciò significa prezzi più alti, in particolare per i libri di scuola e per bambini.

L’ex ministro dell’Istruzione ha infatti fissato a settembre 2014 l’obbligo dell’adozione dei soli libri di testo digitali o miste per le prime classi di ogni ciclo scolastico, le quarte delle primarie e le terze superiori, con l’obiettivo anche di abbattere i costi dei libri anche attraverso il passaggio al digitale. Ma, appunto, se l’Iva penalizzerà gli allegati cartaceo-supporto informatico, i costi in più ricadrebbero sui consumatori. E si verificherebbe un’ulteriore caduta della domanda, che vanificherebbe anche gli obiettivi di gettito. “Non si sta chiedendo alle imprese culturali un sacrificio marginale – ha concluso Polillo – che è necessario in tempi difficili per far quadrare i conti dello Stato. Le si sta colpendo ingiustificatamente e illogicamente senza che da ciò possa derivare un beneficio per alcuno, e men che meno per i conti pubblici”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x