Il POS senza commissioni è una soluzione utile per tanti esercenti e professionisti. Il termine corretto per definire un dispositivo che non applica una percentuale su ogni transazione è POS a Canone Fisso (o più tecnicamente POS Flat).
Questa tipologia di offerta si basa su un modello di business in cui l’esercente paga una quota mensile prestabilita, indipendentemente dal numero di operazioni effettuate, purché queste rientrino in determinati limiti di volume (plafond).
Indice degli argomenti
Cosa significa davvero POS senza commissioni
Quando si parla di POS senza commissioni si fa riferimento a una serie di offerte commerciali che mirano ad alleggerire i costi di transazione a carico degli esercenti.
A ben vedere un POS completamente esente da commissioni per ogni transazione è un’opzione estremamente rara o legata a specifiche promozioni temporanee e vincolanti. Nella maggior parte dei casi, infatti, esistono POS con modelli di prezzo alternativi che spostano o condensano il costo del servizio anziché annullarlo completamente.
Questi modelli si dividono principalmente in due categorie:
- quelli che eliminano le commissioni a fronte di un canone fisso
- quelli che eliminano il canone a favore di commissioni variabili, spesso presentate come “zero costi fissi”.
POS senza commissioni contro POS senza canone: le differenze cruciali
È fondamentale distinguere tra un’offerta che pubblicizza l’assenza di commissioni e una che promuove l’assenza di un canone mensile fisso.
- Il canone è il costo ricorrente che l’esercente paga per avere il servizio e il dispositivo POS, indipendentemente dal volume di affari generato.
- Le commissioni, invece, sono la percentuale (o il costo fisso) che viene trattenuta su ogni singola transazione elettronica effettuata.
Quando si parla di POS senza commissioni ci si riferisce quasi sempre a un modello che sostituisce le commissioni variabili standard (tipiche dei contratti tradizionali) con un canone, rendendo le transazioni gratuite o quasi fino a una determinata soglia di volume. Al contrario, il POS senza canone è quasi sempre un modello che mantiene le commissioni, le quali diventano l’unica fonte di ricavo per il fornitore del servizio.
POS modello a canone fisso: zero commissioni fino a un certo transato
Il modello a canone fisso è strutturato per offrire la certezza dei costi agli esercenti con volumi di transato prevedibili o che superano una certa soglia.
In questo modello, l’esercente sottoscrive un contratto che prevede il pagamento di un canone mensile fisso. In cambio di questo importo prestabilito, il fornitore del servizio POS garantisce zero commissioni (o commissioni estremamente basse, spesso vicino allo zero) per tutte le transazioni effettuate fino al raggiungimento di un tetto massimo di volume di affari prestabilito nel contratto.
Una volta superata questa soglia (ad esempio, 10.000 o 30.000 euro di transato annuale), il contratto può prevedere l’introduzione di una piccola commissione percentuale per ogni transazione successiva.
Questo modello è generalmente vantaggioso per le attività con un flusso di pagamenti elettronici significativo e costante poiché la certezza del costo fisso prevarica l’incertezza delle commissioni variabili.
Il modello a commissione variabile: zero costi fissi, solo percentuale
Il modello “senza canone” è spesso promosso come “zero costi fissi”, ma si basa interamente sulla riscossione di una commissione su ogni operazione.
In questo scenario l’esercente non paga un abbonamento mensile per il servizio e talvolta l’acquisto del terminale POS stesso è a basso costo o interamente gratuito. Il costo per l’esercente è calcolato come una percentuale fissa su ogni transazione accettata, a prescindere dall’importo.
Sebbene non vi siano costi fissi ricorrenti (il canone è nullo), il costo del servizio aumenta linearmente con l’aumentare del volume di affari. Questo modello risulta economicamente più conveniente per le attività con un volume di transato molto basso o per quelle che accettano pagamenti elettronici solo occasionalmente.
In questi casi, il costo di mantenere un canone fisso supererebbe di gran lunga il totale delle commissioni variabili applicate.
I migliori POS senza commissioni sul mercato per ogni business
La selezione del miglior terminale sul mercato non può prescindere da un’analisi comparativa dei plafond di transato e dei servizi digitali inclusi, come la connettività 4G e l’integrazione con i flussi telematici dell’Agenzia delle Entrate prevista per il 2026. Dalle soluzioni ottimizzate per le micro-imprese con volumi entro i 10.000 euro annui, fino ai sistemi avanzati per il retail ad alta rotazione, il mercato offre oggi opzioni che trasformano il costo variabile dell’incasso in una voce di spesa fissa e prevedibile.
Identificare il dispositivo ideale significa, dunque, bilanciare l’efficienza dell’hardware con la sostenibilità del canone, garantendo al contempo la piena conformità alle normative sulla tracciabilità dei pagamenti.
Axerve Smart Easy POS: canone zero
💶 Prezzo terminale: 99 € / gratis con piano a canone (17€ o 22€ + IVA al mese)
💸 Costi di attivazione: Bollo 16€
📲 App obbligatoria: Sì
🔋 Batteria: 2.300 mAh
☎️ Sim Card: Sì
🖨️ Stampante integrata: Sì
📟 Touch screen: Sì
🔌 Tipo di ricarica: Micro USB
💳 Tecnologia pagamento: NFC, Chip, Banda magnetica
📦 Dimensioni: 176 x 78 x 57 mm
Pagamenti accettati:

Il mercato dei sistemi di pagamento elettronici per il segmento retail e professionale vede nel prodotto Axerve Smart POS Easy un esempio di transizione dal modello a commissione variabile verso quello a canone fisso (Flat). Tale struttura mira a garantire alle imprese una pianificazione certa dei flussi di cassa, eliminando l’incertezza legata all’incidenza delle percentuali su ogni singola transazione.
Struttura tariffaria e scaglioni di transato dell’Axerve Smart POS Easy
L’offerta si articola su due pilastri principali determinati dal volume d’affari annuo processato tramite il terminale:
- Entry Level, fino a 10.000 €/anno: prevede un canone di 17 € + IVA mensili. Rappresenta la soluzione ottimale per micro-imprese con una bassa rotazione di pagamenti elettronici.
- Professional, fino a 30.000 €/anno: prevede un canone di 22 € + IVA mensili. Al superamento della soglia dei 30.000 €, il modello si trasforma in ibrido, applicando una commissione dell’1% + IVA esclusivamente sulla quota eccedente.
Caratteristiche tecniche e connettività di Axerve Smart POS Easy
Axerve Smart POS Easy è un terminale Android dotato di una SIM multi-operatore integrata. La connettività (4G e Wi-Fi) è inclusa nel canone, annullando i costi di traffico dati. La gestione degli accrediti avviene secondo il principio dell’interoperabilità bancaria: il transato viene versato su qualsiasi codice IBAN italiano entro il giorno lavorativo successivo, senza necessità di aprire nuovi conti correnti dedicati.
Compatibilità normativa dello Axerve Smart POS Easy e legge di bilancio 2026
In riferimento all’obbligo di integrazione tra sistemi di pagamento e memorizzazione dei corrispettivi (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e operativo dal 1° gennaio 2026), il dispositivo in esame risulta tecnicamente conforme.
La normativa vigente non impone un vincolo fisico (cablaggio), bensì un collegamento logico volto a garantire la tracciabilità univoca tra lo scontrino emesso dal registratore telematico (RT) e la transazione elettronica.
- Conformità dell’hardware: essendo Axerve Smart POS Easy, un POS di nuova generazione, il software è già predisposto per la trasmissione dei dati richiesti dall’amministrazione finanziaria.
- Resta a carico dell’esercente l’obbligo amministrativo di “abbinamento”. Tale procedura si effettua sul portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, associando il codice identificativo del POS alla matricola del proprio Registratore Telematico.
- Axerve Smart POS Easy garantisce l’accesso al credito d’imposta del 30%, una misura volta a mitigare l’impatto economico dell’adeguamento normativo per le imprese.
| Aspetto | Stato e Conformità |
| Normativa 2026 | Pienamente Conforme |
| Collegamento | Logico/Virtuale tramite Portale AE |
| Sanzioni | Evitabili tramite corretto abbinamento |
| Bonus Fiscale | Fruibile (Credito d’imposta 30%) |
Nexi SmartPOS: zero commissioni sui piccoli importi
💶 Prezzo terminale: Gratis
💰 Canone: 29€ al mese
💸 Costi di attivazione / installazione: 79€
📲 App obbligatoria: ✖
🔋 Batteria: 6.000 mAh
☎️ Sim Card: ✔
🖨️ Stampante integrata: ✔
📟 Touch screen: ✔
🔌 Tipo di ricarica: USB
💳 Tecnologia pagamento: NFC, Chip, Banda magnetica
📦 Dimensioni: 99 x 123 x 273 mm
Pagamenti accettati:

Nexi SmartPOS si concentra su due modelli di POS intelligenti:
- Nexi SmartPOS
- Nexi SmartPOS Mini con stampante
pensati per modernizzare la gestione dei pagamenti.
Panoramica dell’offerta dei Nexi SmartPOS
L’offerta Nexi SmartPOS, include servizi di base comuni a entrambi i modelli e promozioni specifiche:
- Zero commissioni sui piccoli Importi: tutte le commissioni sulle transazioni fino a € 10 sono azzerate fino al 31/01/2026.
- Accredito veloce: l’accredito delle somme incassate avviene entro il giorno lavorativo successivo sul tuo conto corrente (accredito in 1 giorno).
- Connettività garantita: entrambi i dispositivi hanno connettività WiFi + 4G con SIM integrata e traffico incluso.
- Funzionalità aggiuntive incluse:
- Pay by Link: pagamenti a distanza inviando un link al cliente.
- Gestione Buoni pasto e mance.
- App e servizi: per fidelizzare, accettare buoni pasto, monitorare l’attività (Nexi Business), e ottenere riscontri (Opinioni Clienti).
- Assistenza: 24/7 telefonica dall’Italia e Pronto Intervento con sostituzione gratuita del POS in caso di guasto.
- Nexi Club: Programma gratuito con premi, sconti ed esperienze esclusive.
- Credito d’imposta: Si ha diritto al Credito d’imposta del 30% sulle commissioni, un beneficio fiscale.
- Cashback Nexi: si ottiene un Cashback di € 100 al raggiungimento di un obiettivo di transato.
Confronto dei modelli Nexi SmartPOS
Le differenze principali tra Nexi SmartPOS e Nexi SmartPOS Mini con stampante, riguardano il canone, il costo di installazione è uguale per entrambi, la commissione sulle transazioni e una franchigia inclusa nel Mini.
| Caratteristica | SmartPOS (Standard) | SmartPOS Mini con stampante |
| Canone mensile | € 29,00 | € 22,50 |
| Installazione | € 79,00 | € 79,00 |
| Cashback | € 100 | € 100 |
| Transato incluso | Non previsto | € 1.000 al mese |
| Commissione (Carte Credito Europee e PagoBANCOMAT) | 0,99% | 1,2% |
| Stampante | Integrata | Integrata |
| Destinatari | Attività | Titolari di Partita IVA o Codice Fiscale |
SmartPOS (standard)
- Costo: Canone più alto (€ 29,00/mese) con la commissione più bassa (0,99%).
- Ideale per: Attività con un volume di transato elevato dove il costo fisso più alto è compensato dalla commissione percentuale più vantaggiosa.
Nexi SmartPOS Mini con stampante
- Costo: Canone più basso (€ 22,50/mese) con una commissione leggermente più alta (1,2%).
- Incluso: Franchigia di € 1.000 di transato al mese inclusa nel canone. Le commissioni del 1,2% si applicheranno al transato che supera questa soglia, tranne per le transazioni minori o uguali a € 10 fino a gennaio 2026.
- Ideale per: piccole attività o professionisti (titolari di Partita IVA o Codice Fiscale) con un volume di transato inferiore a € 1.000 al mese (o poco superiore) che beneficiano del canone ridotto e della franchigia inclusa.
MyPOS: soluzione senza canone con accredito istantaneo
💶 Prezzo terminale: 29 €
💸 Costi di attivazione / installazione: 0€
📲 App obbligatoria: No
🔋 Batteria: 1500 mAh 3,7 V a lunga durata
☎️ Sim Card: Si
🖨️ Stampante integrata: No
📟 Touch screen: No
🔌 Tipo di ricarica: Micro USB
💳 Tecnologia pagamento: NFC, Chip, Banda magnetica
📦 Dimensioni: 136,6 x 67,6 x 21 mm
Pagamenti accettati:

L’ecosistema di pagamenti myPOS rappresenta un’evoluzione nel settore del fintech europeo, caratterizzandosi per un modello di business radicalmente diverso dai circuiti bancari tradizionali. La proposta si fonda sull’assenza di canoni fissi e sull’accredito istantaneo dei fondi, puntando alla massima flessibilità per le piccole e medie imprese.
myPOS si posiziona come la soluzione più efficiente per attività stagionali, liberi professionisti o nuove imprese che desiderano evitare l’esposizione finanziaria di un canone fisso. L’acquisto una tantum del dispositivo (CAPEX) sostituisce interamente il costo operativo mensile (OPEX), rendendo il costo totale di possesso estremamente basso per chi ha volumi di transato non elevatissimi.
In merito alla struttura operativa del servizio, la questione relativa al conto corrente rappresenta il pilastro fondamentale del modello di business di myPOS.
A differenza dei modelli proposti da operatori come Axerve o Nexi, che fungono da semplici intermediari e accreditano le somme sul vostro attuale conto corrente bancario, myPOS richiede obbligatoriamente l’apertura di un conto aziendale interno.
myPOS e il modello Pay-As-You-Grow
A differenza di altri operatori, myPOS non prevede costi mensili ricorrenti. Il modello di ricavo si basa esclusivamente sull’utilizzo effettivo del dispositivo.
Modelli hardware myPOS
| Specifica | Tap to Pay (App) | myPOS Go 2 | myPOS Go Combo | myPOS Ultra |
| Costo Hardware | 0 € | 29 € + IVA | 179 € + IVA | 249 € + IVA |
| Natura del POS | Soluzione Software (App) | Autonomo tascabile | Autonomo con dock | Smart Android |
| Scontrino | Digitale | Digitale | Cartaceo + Digitale | Cartaceo + Digitale |
| Connettività | Smartphone (NFC) | SIM 4G Free + Wi-Fi | SIM 4G Free + Wi-Fi | SIM 4G, BT + Wi-Fi |
| Batteria | Batteria Smartphone | 1 giorno (uso) | 2 giorni (uso) | 15 giorni (standby) |
| Metodi Pagamento | Contactless / Wallet | Contactless / Chip / QR | Contactless / Chip / QR | Contactless / Chip / QR |
| Plus Operativo | Installazione immediata | Massima mobilità | Base di ricarica | AppMarket integrato |
- Canone mensile: 0 € (Nessun costo fisso).
- Commissione di transazione: a partire dall’1,20% + una piccola commissione fissa (variabile in base al circuito della carta).
- Fatturato target: Il piano standard è ottimizzato per attività con transato elettronico inferiore a 10.000 € mensili. Per volumi superiori, la società prevede la negoziazione di offerte personalizzate.
myPOS: servizi finanziari integrati
L’offerta di myPOS non si limita alla fornitura del POS, ma include un pacchetto di gestione della liquidità:
- Accredito istantaneo: i fondi sono disponibili sul conto aziendale myPOS entro 3 secondi dalla transazione, 24/7, superando il tradizionale tempo di attesa bancario (24-48 ore).
- Conto corrente business: apertura gratuita di un conto con IBAN dedicato per la gestione dei flussi.
- Strumenti di pagamento:include una Carta di Debito Business Mastercard gratuita per l’utilizzo immediato dei fondi incassati.
- Pagamenti remoti: accesso a servizi come Pay-by-Link per transazioni a distanza senza necessità di hardware fisico.
Conformità e sicurezza dei dispositivi myPOS
Tutti i dispositivi myPOS sono certificati PCI-DSS e conformi ai più alti standard di sicurezza internazionali. Per quanto concerne la normativa italiana 2026 relativa al collegamento tra POS e registratore telematico, il sistema operativo Android dei modelli superiori (come myPOS Ultra) permette l’integrazione logica necessaria per l’adempimento fiscale tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.
Come scegliere il POS senza commissioni perfetto per la propria attività
La selezione del sistema POS ideale per un’attività commerciale richiede una valutazione che va oltre la semplice dicitura “senza commissioni” necessitando un’analisi approfondita delle specifiche esigenze operative e finanziarie.
La scelta non si limita più al tradizionale circuito bancario ma include una vasta gamma di operatori Fintech che offrono soluzioni flessibili.
Determinare il sistema “perfetto” implica incrociare tre fattori principali: il volume di transazioni annuali, la tipologia di terminale più adatta all’ambiente di lavoro e l’insieme dei servizi accessori necessari.
Transato annuo: la chiave per capire quale modello conviene di più
Il fattore discriminante nella scelta tra i modelli a canone fisso e quelli a commissione variabile è il volume complessivo di transazioni elettroniche gestite nell’arco di un anno, noto come transato annuo.
Per le attività con transato basso o irregolare, generalmente al di sotto di una soglia critica (che può variare, ma spesso si attesta intorno ai 5.000 – 10.000 euro annui), il modello a commissione variabile (senza canone fisso) risulta quasi sempre più vantaggioso.
In questo caso, i costi fissi sono azzerati e l’esercente paga solo quando effettivamente incassa tramite POS mantenendo il costo totale contenuto. Al contrario, per le attività con transato elevato e costante, che superano significativamente tali soglie, il modello a canone fisso con commissioni azzerate o ridotte diventa la scelta economicamente più razionale.
Il costo annuale diviene prevedibile e stabile, e la percentuale di commissione implicita (canone diviso transato) si riduce progressivamente all’aumentare degli incassi elettronici. Una simulazione precisa dei costi totali annui basata sul volume atteso è imprescindibile prima di sottoscrivere qualsiasi contratto.
Dalle transazioni in mobilità al punto cassa fisso: la scelta del terminale
La tipologia di terminale POS deve essere selezionata in base all’ambiente in cui l’attività opera e alla necessità di mobilità.
- Per i professionisti e i piccoli commercianti che necessitano di accettare pagamenti in diversi luoghi, come fiere, mercati o a domicilio, i terminali mobili (come i mobile POS o mPOS) sono la soluzione ideale. Questi dispositivi compatti si connettono spesso via Bluetooth a uno smartphone o tablet e utilizzano la loro connessione dati, garantendo flessibilità e portabilità.
- Per i punti vendita tradizionali (negozi, ristoranti) in cui il pagamento avviene sempre allo stesso banco o in sala, sono preferibili i terminali fissi o i terminali cordless. I modelli fissi sono collegati direttamente alla linea telefonica o alla rete Ethernet, garantendo la massima affidabilità. I modelli cordless, o Wi-Fi POS, offrono un raggio d’azione limitato all’interno del locale, essenziale per l’incasso al tavolo o direttamente dal cliente.
La scelta del terminale incide anche sui costi iniziali: i dispositivi mPOS sono spesso meno costosi rispetto ai terminali fissi più avanzati.
Requisiti e servizi aggiuntivi: dal conto dedicato all’integrazione con la cassa
Oltre ai costi e al terminale, la valutazione finale deve includere la verifica dei requisiti tecnici e dei servizi extra offerti.
Molti operatori Fintech che propongono POS a commissioni ridotte richiedono all’esercente di aprire un conto corrente dedicato presso la loro stessa istituzione finanziaria per poter usufruire delle condizioni commerciali migliori. Questo requisito può rappresentare un vincolo o, al contrario, un vantaggio in termini di gestione semplificata e tempi di accredito rapidi.
Inoltre, è sempre più importante valutare l’integrazione del POS con il sistema di cassa o il gestionale aziendale (Retail Management System). Un POS integrato riduce il rischio di errori manuali e velocizza il processo di chiusura fiscale e contabile.
Altri servizi aggiuntivi da considerare includono l’accettazione di circuiti internazionali specifici, la gestione delle mance elettroniche, la possibilità di rateizzazione del pagamento e la qualità del supporto tecnico offerto.
Aspetti legali e fiscali del POS per l’impresa
L’adozione del sistema POS (Point of Sale) da parte delle imprese non rappresenta solo una scelta commerciale in risposta alle abitudini di pagamento della clientela ma è strettamente regolamentata da precise normative fiscali e legali.
L’ordinamento italiano, spinto dalle direttive europee e dalla necessità di contrastare l’evasione fiscale, ha introdotto misure che incentivano l’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento e, parallelamente, stabilito sanzioni per chi non si adegua all’obbligo di accettazione.
Per le imprese, la gestione del POS comporta dunque l’ottemperanza a obblighi e, contestualmente, la possibilità di accedere a benefici economici specifici.
Credito d’imposta e Bonus POS: come recuperare i costi
Al fine di sostenere l’adeguamento tecnologico e incentivare l’utilizzo del POS, la legislazione italiana ha introdotto misure di sostegno economico a favore degli esercenti.
La principale agevolazione è il Credito d’Imposta per le commissioni addebitate sui pagamenti elettronici. Questo beneficio consente agli operatori economici con ricavi e compensi non superiori a una determinata soglia (tipicamente 400.000 euro) di recuperare una percentuale delle commissioni POS pagate alle banche o agli intermediari finanziari.
Il Credito d’Imposta, pari a una quota significativa delle commissioni (ad esempio il 30% in base alle disposizioni vigenti), viene utilizzato dall’esercente direttamente in compensazione per ridurre le imposte e i contributi dovuti. Questo meccanismo di recupero è automatico, previa comunicazione corretta dei flussi di pagamento.
Parallelamente, sono stati introdotti anche incentivi specifici, talvolta denominati “Bonus POS”, per sostenere le spese sostenute per l’acquisto, il noleggio o l’adeguamento tecnologico dei terminali.
POS obbligatorio: sanzioni e chi è escluso dall’obbligo
L’obbligo per esercenti e professionisti di accettare pagamenti elettronici tramite POS è un caposaldo della normativa moderna sui pagamenti.
Questo obbligo si estende a tutti coloro che svolgono attività di vendita di prodotti o prestazione di servizi, inclusi artigiani, commercianti, professionisti e attività ricettive. A partire da specifiche date stabilite dalla normativa, la mancata accettazione di un pagamento elettronico da parte del cliente espone l’esercente a sanzioni amministrative pecuniarie.
La sanzione è composta da un importo fisso cui si aggiunge una percentuale dell’importo della transazione rifiutata. L’obiettivo della misura è garantire al consumatore il diritto di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili, a prescindere dall’importo dovuto.
Attualmente le esclusioni dall’obbligo sono estremamente limitate e sono generalmente legate a condizioni di oggettiva impossibilità tecnica, ad esempio in caso di problemi di connettività in aree remote o per terminali momentaneamente guasti. Non sono esclusi dall’obbligo i professionisti o gli esercenti che operano con bassi volumi di transato, i quali devono comunque dotarsi di un dispositivo idoneo.















