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PAntascienza al potere: la politica del futuro raccontata attraverso la narrativa



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Un’antologia di racconti esplora le possibili evoluzioni del governo, del consenso e del rapporto tra cittadini e istituzioni, utilizzando la fantascienza come strumento di riflessione civile e politica.

Pubblicato il 9 gen 2026



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Se voleste donare, a un amico o parente impegnato in politica, un’opera di narrativa, che titolo scegliereste?

Se l’amico in questione fosse orientato a destra, forse optereste per Il signore degli anelli, sulla scorta della passione che l’attuale Presidente del Consiglio dichiara per la trilogia di Tolkien, da cui afferma di aver derivato riferimenti e coordinate morali, nonché il convincimento che – ipse dixit – spesso il Potere sfugge di mano ai grand’uomini in primo piano per divenire fardello dei comprimari più piccoli e insospettabili.

Suggestioni letterarie tra destra e sinistra

Se il parente, viceversa, si posizionasse a sinistra? In tal caso la scelta cadrebbe, forse, sul Calvino de Il sentiero dei nidi di ragno (se la persona da omaggiare fosse un militante tutto Cuore & Resistenza), o magari su Lessico famigliare della Ginzburg (ove il cadeau fosse destinato un più sofisticato intellettuale post-democratico; alla Elly Schlein, per capirci).

La necessità di superare categorie politiche del Novecento

Ma se, invece, puntaste a qualcosa di più moderno? Se l’obiettivo del vostro dono fosse aiutare l’amico politico a mettere da parte idee e lessico del secolo scorso, e far sì che cominci finalmente, anche attraverso un’opera di narrativa, a frequentare il futuro? Perché, diciamolo in franchezza, dinanzi a onorevoli che ancora dibattono in TV scambiandosi epiteti quali “fascisti” e “comunisti”, a volte si avverte la sensazione di aver perso per strada gli ultimi cento anni (perché non “monarchici e repubblicani”, allora, o addirittura “guelfi e ghibellini”?).

Raccontare il futuro per comprendere il presente

Se il vostro intendimento fosse donare un libro che tratteggi, in narrativa, ciò che attende appena oltre la notte? Pagine che avvincano l’amico politico con la forza del racconto, ma lo inducano anche ad aprire la mente, per il suo bene e anche per il nostro? Perché, quando la distanza tra il presente e il futuro si assottiglia, chi prende decisioni deve essere consapevole delle opportunità che si affacciano all’uscio, e non lasciarsene sopraffare…

L’antologia PAntascienza al potere

In tal caso, una scelta possibile è l’antologia di narrativa PAntascienza al potere, a cura di Francesco Grasso, pubblicata di recente dall’editrice romana Themis.

Origine e significato della PAntascienza

Cos’è la PAntascienza? Il termine (crasi di “Pubblica Amministrazione” e “fantascienza”) nasce nel 2024 con la silloge PAntascienza – 15 racconti sulla pubblica amministrazione del futuro, in cui una compagine di scrittori, divulgatori scientifici, esperti di ICT, futurologi, funzionari pubblici tratteggiavano possibili evoluzioni dei rapporti tra Stato e cittadini utilizzando non il classico strumento del saggio, ma appunto la narrativa d’estrapolazione, meglio nota come fantascienza.

Un secondo volume dedicato al governo e alla politica

A distanza di un anno, e sulla scorta dei buoni risultati del primo volume, curatore ed editore azzardano oggi un secondo tentativo, questa volta focalizzato sulle future strutture di governo, sulle competizioni elettorali del domani, su ciò che avverrà nel campo della politica e del confronto sociale.

Gli autori coinvolti

La squadra di autori è in gran parte la stessa della prima antologia, con qualche nuovo acquisto tra cui Antonio Naddeo (presidente ARAN), Marco Carlomagno (segretario generale FLP), Andrea Angiolino (giornalista e game designer) e Sergio Valzania (ex-direttore di Radio Rai).

Distopia, ironia e fantapolitica

Tra i racconti della silloge, alcuni sono distopici, altri umoristici/paradossali, altri ancora autentici thriller da fantapolitica. Tutti suscitano quesiti e riflessioni. Ad esempio, saltabeccando tra le pagine…

In un mondo del lavoro affollato da intelligenze artificiali, droni e robot, le organizzazioni sindacali avrebbero ancora senso?
Chi potrebbe opporsi a un governo in grado di cancellare, con un solo gesto, l’identità digitale del cittadino?
Dove condurrà la tendenza dei demagoghi a rivolgersi sempre meno alla ragione e sempre più alla “pancia” dei votanti?
Chi trionferebbe in competizioni elettorali cui partecipassero anche i defunti?
Le reti di comunicazione del futuro resteranno strumento di controllo delle masse, o diverranno baluardo di resistenza contro i tiranni?
Se domani l’umanità scoprisse la telepatia, amministratori locali e leader di partito diverrebbero finalmente sinceri?

Il dubbio come strumento di consapevolezza

Più che domande, le provocazioni di PAntascienza al potere sono dosi omeopatiche di dubbio. Occorre leggerle, lasciarle sedimentare, attendere che suscitino reazione. Le risposte sono dentro di noi – diceva qualcuno – ma purtroppo, spesso, sono sbagliate. Magari gli amici/parenti/vicini politici, sfogliando le pagine dell’antologia, troveranno quelle giuste. Perché non sperarlo?

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