Il nuovo annuncio di Boldyn Networks apre una nuova fase per il neutral host in Europa. L’azienda ha nominato Antonino Ruggiero Ceo delle attività in Spagna, mantenendo la responsabilità sull’Italia. Una scelta che non si limita a un cambio di vertice, ma disegna una strategia di integrazione tra due mercati chiave, con obiettivi chiari: portare competenze consolidate, sviluppare reti 5G private e spingere la trasformazione digitale di città e industria.
Il percorso di Ruggiero in Boldyn è già segnato da progetti di rilievo. In Italia ha guidato #Roma5G, la prima infrastruttura 5G condivisa nella capitale, trasformando un contesto urbano complesso in un laboratorio di smart city. Ora la sfida si sposta in Spagna, dove Boldyn è già attiva con reti private in siti industriali come Basf e Opcsa. L’obiettivo è replicare modelli collaudati e accelerare la crescita locale, creando sinergie tra Pa, telco e fornitori tecnologici.
“Sono molto entusiasta di assumere questo nuovo ruolo e sono profondamente determinato a continuare a guidare la crescita di Boldyn Networks nel mercato spagnolo, dove già collaboriamo con importanti clienti industriali. Favoriremo lo sviluppo tecnologico in tutto il Paese grazie alla realizzazione di infrastrutture 5G avanzate”. Così Ruggiero, indicando una roadmap che punta su innovazione e continuità.
Indice degli argomenti
Una regia unica per due mercati strategici
La doppia responsabilità introduce vantaggi immediati. Coordinare Italia e Spagna significa ridurre complessità organizzative e accelerare decisioni. Le competenze maturate nel progetto romano diventano un asset replicabile: procedure, standard e best practice possono essere trasferiti senza ripartire da zero. Per i clienti globali, la semplificazione è evidente: un unico interlocutore per requisiti, Sla e compliance, con tempi di esecuzione più rapidi e costi ottimizzati.
Questa logica si riflette anche sulle telco partner. La condivisione di infrastrutture consente di evitare duplicazioni, liberando risorse per servizi a valore aggiunto. Il neutral host diventa così un abilitatore di efficienza e scalabilità, in grado di sostenere rollout più veloci e garantire copertura omogenea in contesti urbani e industriali.
Dal progetto #Roma5G alla sfida iberica
Il caso #Roma5G ha dimostrato che il modello funziona anche in scenari complessi. Coordinare asset, permessi e sicurezza in una città storica ha richiesto governance rigorosa e capacità di integrazione. La Spagna presenta sfide simili: grandi metropoli, hub logistici e aree industriali ad alta densità. Replicare il metodo significa ridurre rischi e tempi, con benefici per amministrazioni e operatori.
Le smart city restano al centro. Copertura capillare, qualità indoor e resilienza sono requisiti comuni. L’approccio neutral host consente di rispondere a queste esigenze con infrastrutture condivise, evitando cantieri ridondanti e favorendo interoperabilità tra servizi urbani: illuminazione intelligente, sensori ambientali, videosorveglianza e mobilità connessa.
Impatti per Pa, telco e fornitori tech
Per la Pa, il modello semplifica il procurement e accelera la trasformazione digitale. Un unico soggetto abilita copertura multioperatore in stazioni, ospedali e spazi pubblici, riducendo tempi e costi. Sul fronte regolatorio, la collaborazione pubblico-privato diventa leva di sviluppo, con standard tecnici e livelli di servizio definiti.
Le telco, dal canto loro, vedono un’opportunità per ottimizzare capex e concentrarsi su servizi evoluti. La condivisione di siti e backhaul riduce duplicazioni, mentre la progettazione unificata migliora gli Sla. Si aprono spazi per sperimentare edge computing, Api di rete e soluzioni verticali, con infrastrutture coerenti e interoperabili.
I fornitori tecnologici trovano terreno fertile nei progetti di 5G privato. Stabilimenti chimici, porti e logistica richiedono coperture robuste e latenze minime. Il neutral host coordina responsabilità e garantisce compliance multi-tenant, creando un ecosistema favorevole per componenti interoperabili, piattaforme di gestione e soluzioni di sicurezza.
Una strategia europea con ambizione globale
Boldyn opera in Nord America, Europa e Asia, con sede nel Regno Unito. La nomina di Ruggiero si inserisce in una governance che punta a integrare competenze e processi su scala internazionale. Andrew McGrath, Ceo per il business integrato in Europa e Cco del gruppo, lo conferma: “Antonino vanta un percorso di grande rilievo nello sviluppo del business all’interno dell’azienda oltre che una vasta esperienza nei mercati internazionali. In qualità di nuovo ceo per la Spagna, fornirà una leadership decisiva nel portare avanti i progetti strategici di connettività del Paese”.













