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Wi-fi, la Fcc favorevole ai nuovi super-device non licenziati sulla banda 6 GHz. Ma le telco frenano



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Il regolatore propone una nuova categoria di dispositivi più potenti (Gvp) che possono operare su tecnologie wireless e useranno il geofencing per evitare interferenze con altri servizi sulla stessa banda. Soddisfatte le big tech, ma per gli operatori è a rischio la qualità delle comunicazioni

Pubblicato il 13 gen 2026



banda 6 GHz alta in Europa

La Federal Communications Commission (Fcc) americana intende potenziare le prestazioni del wi-fi nella banda a 6 GHz utilizzando una nuova classe di dispositivi “Gvp” (geofenced variable power) ad alta potenza, che saranno regolati da “zone di esclusione” per mitigare le interferenze (grazie al geofencing) con altri dispositivi nella stessa banda.

La proposta crea, in pratica, una nuova categoria di device non licenziati per lo più wearables, inclusi i dispositivi di realtà aumentata e virtuale – in grado di funzionare all’aperto e a livelli di potenza superiori rispetto a quelli utilizzati finora. Una scelta che ha già ricevuto il plauso delle big tech (che da alcuni anni premono per il potenziamento del wi-fi) ma che è stata accolta con scetticismo dalle telco.

La Fcc propone un wi-fi potenziato

In base alla scheda informativa della Fcc relativo a “uso senza licenza della banda dei 6 GHz” e “espansione dell’uso flessibile nello spettro di media frequenza tra 3,7 e 24 GH“, il regolatore statunitense delle comunicazioni autorizza i dispositivi unlicenced basati su wi-fi e tecnologie simili nella banda 6 GHz (5,925 – 7,125 GHz) e propone una nuova categoria di dispositivi unlicenced chiamati Gvp (Geofenced Variable Power), che possono operare con potenze maggiori rispetto ai dispositivi attuali.

Questi dispositivi useranno il geofencing (area geografica programmata) per evitare interferenze con altri servizi che già utilizzano la banda.

Il documento specifica limiti di potenza, regole tecniche e la possibilità di standard automatici di coordinamento della frequenza.

“I dispositivi senza licenza che operano con standard come il wi-fi sono diventati parte essenziale della vita quotidiana, consentendo connettività ubiqua e accesso alle informazioni”, si legge nel documento della Fcc.

I nuovi dispositivi Variable power (Gvp)

Nel 2020 la Commissione ha adottato regole per consentire a due tipi dii dispositivi non licenziati di utilizzare porzioni della banda dei 6 GHz, ovvero i dispositivi standard power (potenza standard) e i dispositivi low power indoor (Lpi, bassa potenza, uso interno). Questi device, afferma il regolatore, hanno favorito l’adozione di tecnologie come il wi-fi 6E.

Ora la Commissione intende autorizzare una nuova categoria, i Gvp (Geofenced variable power devices), che possono offrire maggiore capacità dati e copertura, per diffondere gli standard wi-fi con prestazioni ancora più alte.

I Gvp opererebbero a potenze più elevate ma limitati in zone specifiche tramite sistemi di geofencing per evitare interferenze con altri servizi.

In pratica, i dispositivi Gvp devono determinare dove si trovano fisicamente (geolocalizzazione) prima di trasmettere. Un sistema di geofencing calcola “zone di esclusione” attorno a punti dove operano servizi radio autorizzati. In queste zone, i dispositivi non possono usare certe frequenze o devono ridurre la potenza di trasmissione.

La FCC sostiene l’architettura di geofencing centralizzata

La Fcc ha valutato sia architetture centralizzate che distribuite per il sistema di geofencing, ma indica una preferenza per l’opzione centralizzata che si basa sul download dei dati delle zone di esclusione per aiutare a gestire l’uso dello spettro, perché l’opzione distribuita (in cui ogni punto di accesso Gvp esegue questi calcoli) sarebbe più difficile da testare, come spiega anche la testata Lightreading.com.

Inoltre, la Fcc ha affermato che consentirà ai sistemi di geofencing di utilizzare i sistemi Afc (Automated frequency coordination) esistenti (wi-fi 7, ad esempio, supporta l’Ac per consentire ai dispositivi a 6 GHz di funzionare a una potenza di trasmissione maggiore e di operare sia all’interno che all’esterno).

La Fcc ha ritenuto, infatti, che l’utilizzo dei sistemi Afc esistenti accelererà la disponibilità commerciale della tecnologia Gvp. Federated Wireless, che produce sistemi per la gestione dello spettro nella banda Cbrs condivisa, è tra coloro che si sono espressi a favore dello sviluppo di un nuovo sistema di geofencing utilizzando sistemi AFC autorizzati.

La Fcc delegherà l’autorità al suo Office of Engineering and Technology (Oet) per la gestione dei sistemi di geofencing. Tuttavia, la Commissione ha incoraggiato anche gruppi come il Wireless Innovation Forum e la Wi-Fi Alliance a sviluppare specifiche e processi di test per i sistemi di geofencing.

Plauso dalle big tech, scettiche le telco

Secondo i documenti depositati presso la Commissione, tra i sostenitori della proposta figurano Apple, Broadcom, Google, Intel, Meta, Microsoft, la Wi-Fi Alliance, la Wireless Broadband Alliance e la Consumer Technology Association.

Ma ci sono anche le aziende che hanno espresso riserve. Per esempio, le telco, con At&t in testa, affermano che è necessario più tempo per osservare come tutto ciò funzionerebbe in scenari reali.

Le digital companies sostengono un modello wi-fi first, con i loro servizi che viaggiano su wi-fi e reti locali, e premono per avere sempre più banda, potenza e copertura.

Le telco, al contrario, che hanno pagato decine di miliardi per le loro licenze 4G e 5G, basano il loro business su esclusività e protezione dalle interferenze e temono di vedere svalutato il loro spettro di proprietà. Un ulteriore rischio è la riduzione della vendita di Sim e di reti private 5G a favore di un wi-fi ad alte prestazioni.

Le telco diffidano anche del geofencing come meccanismo “software”, temendo errori di localizzazione, database incompleti, device non conformi e enforcement debole.

La Fcc voterà sulla questione nella riunione del 29 gennaio. Se approvata, 30 giorni dopo la pubblicazione della proposta sul Federal Register, si aprirà la consultazione pubblica.

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