Nel 2026 le infrastrutture digitali cambiano passo. Alla conferenza IT Infrastructure, Operations & Cloud Strategies di Las Vegas, Gartner ha indicato sei direttrici che trasformeranno il modo in cui le imprese progettano e gestiscono ambienti IT: dall’ibridazione del calcolo alla governance dell’AI, fino alla difesa dalla disinformazione e alla sovranità operativa. Una roadmap che impatta strategie, investimenti e competenze. “I responsabili I&O devono essere consapevoli di tutte queste tendenze e prepararsi ad agire su quelle che avranno il maggiore impatto sulle loro organizzazioni, così da poter adattarsi, rispondere in modo efficace e stimolare l’innovazione.” ha dichiarato Jeffrey Hewitt, VP Analyst di Gartner.
Indice degli argomenti
Le sei direttrici I&O
Le sei direttrici 2026 per l’ambito I&O – Infrastructure and Operations, cioè l’insieme delle attività e delle funzioni che gestiscono le infrastrutture IT (server, reti, storage, cloud) e le operation necessarie per mantenerle efficienti, sicure e scalabil individuate – sono:
- hybrid computing,
- agentic AI,
- piattaforme di governance dell’AI,
- energy-efficient computing,
- disinformation security,
- geopatriation.
Per il settore telco, queste direttrici significano ripensare architetture, processi e metriche, con Telco AI al centro delle strategie. Non si tratta di semplici evoluzioni tecnologiche, ma di cambiamenti che toccano la resilienza operativa, la sostenibilità e la fiducia digitale, in un contesto di crescente pressione normativa e geopolitica.
Hybrid computing: architettura composable e interoperabilità
Il calcolo ibrido non è più una fase di transizione, ma la spina dorsale delle infrastrutture moderne. Gartner lo descrive come un compute fabric composable, capace di orchestrare risorse eterogenee – cloud pubblici, edge, on-premise – per garantire scalabilità, resilienza e portabilità dei workload. Questo approccio consente di preservare investimenti esistenti e sfruttare i punti di forza di ogni ambiente, riducendo il rischio di lock-in. Per le telco, la sfida è duplice: da un lato, ripensare il capacity planning e le interconnessioni tra domini; dall’altro, integrare Api di rete e slicing per supportare servizi dinamici e a bassa latenza.
L’adozione di architetture ibride richiede interoperabilità e governance rigorosa dei flussi di dati. La trama ibrida diventa terreno naturale per Telco AI, che sfrutta dati distribuiti e acceleratori eterogenei mantenendo controllo su latenza e costo. Nelle operation, la gestione dei workload tra cloud pubblici, edge e data center locali impone telemetrie ricche, standard aperti e contratti Sla più granulari. In questo scenario, la capacità di orchestrare risorse in tempo reale sarà un fattore competitivo decisivo.
Agentic AI: dagli insight all’azione autonoma
Se l’AI ha già rivoluzionato il modo di analizzare i dati, la nuova frontiera è l’agentic AI, che traduce insight in azioni autonome. Gartner la definisce come la leva per ottenere performance gains through time savings, riducendo tempi di diagnosi e accelerando la remediazione. Gli agenti intelligenti possono analizzare dataset complessi, individuare pattern e agire senza intervento umano, anticipando degradazioni e ottimizzando risorse.
Nel contesto Telco AI, gli agenti diventano strumenti chiave per correlare telemetrie Ran, metriche di core e dati IT, ottimizzando capacity planning e energy saving nei siti. Questo approccio libera risorse dalle attività ripetitive e innalza il livello di competenze richieste, spostando il focus verso Sre e ingegneria di piattaforma. Restano aperte sfide di sicurezza, auditabilità e integrazione con toolchain esistenti, ma il potenziale di riduzione dei costi operativi è enorme.
Governance dell’AI: dal “nice to have” al perno di controllo
Con l’adozione crescente dell’AI, cresce la necessità di governarla. Gartner parla di piattaforme che definiscono policy, diritti decisionali e accountability su bias, trasparenza, protezione dei dati e validazione dei modelli. Per I&O la priorità è integrare questi strumenti nei cicli di rilascio, con model registry, monitoraggio e tracciabilità end-to-end.
Nel perimetro telco, la governance sostiene use case regolati: assistenza clienti con agenti, automazione Noc, prevenzione frodi e network exposure. La Telco AI matura solo se i modelli passano validation continua e se il rischio resta misurabile lungo l’intero ciclo vita. Qui la collaborazione tra Cio, Ciso e chief data officer diventa essenziale per garantire conformità e fiducia.
Efficienza energetica: prestazioni sì, ma con meno watt
L’energy-efficient computing entra tra le priorità infrastrutturali. Gartner lo definisce come un insieme di tecnologie e pratiche per ridurre consumi e impronta di carbonio, citando traiettorie come calcolo ottico e sistemi neuromorfici. L’impatto è diretto su piani capex/opex, soprattutto in data center densificati da workload AI. Per le telco, l’ottimizzazione energetica diventa driver competitivo: più efficienza significa margini migliori e obiettivi Esg centrati.
Il tema non si esaurisce nell’hardware. Serve ingegneria del carico: allocazione dinamica su cluster eterogenei, raffreddamento a liquido dove utile e politiche di autoscaling legate alla domanda reale. Con le Telco AI, gli agenti possono spegnere, spostare o ricablare risorse in tempo quasi reale, con kpi energetici parte integrante degli obiettivi operativi.
Disinformation security: proteggere identità, brand e canali
Nel 2026 la sicurezza tocca un nuovo fronte: la disinformation security. Secondo Gartner, è un portafoglio di tecnologie per affrontare deepfake, impersonation e reputation protection, garantendo fiducia nelle comunicazioni e nelle identità. Per operatori e imprese tlc, la superficie d’attacco include canali customer care, Kyc e campagne di phishing su brand popolari.
La risposta combina rilevazione di manipolazioni, verifica delle sorgenti e watermarking dove possibile. Integrare questi mattoni in Api di messaggistica e piattaforme omnicanale riduce esposizione e tempi di risposta. I modelli di content authenticity quindi si affiancano a sistemi di fraud management per ridurre perdite e contenziosi.
Geopatriation: dal dato alla piena sovranità operativa
Gartner definisce geopatriation come il riposizionamento di workload e applicazioni dai grandi hyperscaler verso alternative regionali o nazionali, spinto da incertezze geopolitiche e requisiti di sovranità non solo del dato, ma operativa e tecnica. È un’estensione del precedente asse “nationalism vs globalism”. Per le telco, questa spinta si traduce in mix cloud ricalibrati, accordi locali e nuove pratiche di resilienza.
Il ritorno “a casa” dei carichi di lavoro richiede tooling che garantisca portabilità, observability coerente e sicurezza uniforme. Qui l’architettura ibrida mostra il suo valore: separare piani di controllo e piani dati facilita spostamenti senza lock-in. La Telco AI beneficia di latenze prevedibili e regioni conformi, fattori decisivi per servizi regolati o mission-critical.
Impatti per il settore telco
Il messaggio per gli operatori e l’ecosistema è chiaro. Primo: progettare la neutralità infrastrutturale. Un compute fabric ibrido consente di allocare risorse dove conviene, mantenendo controllo su costi, prestazioni e compliance. Secondo: passare dalla Telco AI sperimentale a piattaforme con governance nativa, MLOps tracciabile e agentic al servizio dell’operatività. Terzo: mettere energia e fiducia tra i kpi di business, trattando sostenibilità e disinformazione come variabili economiche, non solo reputazionali.
Nelle parole di Hewitt, “comprendendo appieno l’impatto di queste tendenze emergenti, le imprese possono adottare tattiche efficaci per reagire, anticipare il cambiamento e massimizzare il valore delle loro operazioni I&O nel 2026”.












