l’analisi

Il Digital Networks Act e l’arte europea di decidere quanto basta



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Il DNA nasce come “semplificazione”, ma è soprattutto un atto di regia: riduce margini nazionali, fissa procedure e scadenze e sposta il nodo “fair share” dalla legge alla soft law. Nessuna tassa sul traffico, sì a linee guida e conciliazione: meno simboli, più processo. La promessa implicita è prevedibilità su spettro e autorizzazioni; il resto torna sul mercato, dove il valore non lo crea Bruxelles ma l’industria

Pubblicato il 22 gen 2026

Davide Di Labio

Associate Partner Kpmg



europatlc

Il Digital Networks Act è uscito e Bruxelles lo presenta come “semplificazione”. In realtà il testo lavora su un piano più strutturale: ridisegna competenze, fissa procedure, introduce scadenze e riduce lo spazio con cui, negli anni, gli Stati hanno trasformato il mercato unico in una somma di mercati nazionali coordinati solo in apparenza. La scelta della forma non è neutra. Un Regolamento restringe le possibilità di adattamento locale e rende più costosa la rinegoziazione ex post delle regole.

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