l’annuncio

Internet satellitare, Blue Origin lancia la sfida a Starlink (ma solo sul B2B)



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L’implementazione della costellazione TeraWave, che a regime sarà composta da 5.408 satelliti interconnessi otticamente in orbita terrestre bassa e orbita terrestre media, inizierà nel quarto trimestre del 2027 rivolgendosi, almeno all’inizio, a clienti aziendali, data center ed enti governativi

Pubblicato il 22 gen 2026



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Blue Origin ha annunciato lo sviluppo di TeraWave, una rete di comunicazioni satellitari progettata per fornire velocità di trasmissione dati simmetriche fino a 6 Tbps in qualsiasi punto della Terra. Si tratta di una soluzione, si legge in una nota del gruppo fondato da Jeff Bezos, che servirà decine di migliaia di utenti B2B, data center ed enti governativi che necessitano di una connettività affidabile per operazioni critiche. L’implementazione della costellazione TeraWave inizierà nel quarto trimestre del 2027, probabilmente sfruttando il razzo riutilizzabile New Glenn di Blue Origin, che ha compiuto il suo primo volo a gennaio 2025 dopo una lunga gestazione.

Com’è concepito il network e chi servirà

L’architettura TeraWave sarà composta da 5.408 satelliti interconnessi otticamente in orbita terrestre bassa (Leo) e orbita terrestre media (Meo) ed entrerà così in diretta competizione con l’offerta Starlink di Elon Musk, trasformando in un duopolio di fatto un mercato attualmente dominato dalla sola SpaceX.

A differenza di Starlink, la rete TeraWave sembra per il momento inaccessibile ai singoli consumatori, e lo conferma in qualche modo la dichiarazione ufficiale di Blue Origin. “Cosa rende TeraWave diverso? È progettato appositamente per i clienti aziendali”, ha affermato Dave Limp, Ceo della società, su X.

Blue Origin afferma che “i terminali utente e gateway di livello aziendale TeraWave possono essere rapidamente implementati in tutto il mondo e interfacciarsi con l’infrastruttura ad alta capacità esistente, offrendo un’ulteriore diversificazione dei percorsi e rafforzando la resilienza complessiva della rete”, non precisando quindi con quali tipi di infrastrutture esistenti la rete possa funzionare.

L’azienda sottolinea che il design multiorbitale consente collegamenti ad altissima velocità tra hub globali e connessioni utente distribuite multigigabit, in particolare in aree remote, rurali e suburbane, dove diversi percorsi in fibra sono costosi, tecnicamente irrealizzabili o lenti da implementare.

Le performance della nuova rete

TeraWave punta a rispondere alle esigenze insoddisfatte dei clienti che cercano maggiore throughput, velocità di upload/download simmetriche, maggiore ridondanza e rapida scalabilità. I clienti distribuiti a livello globale potranno accedere a velocità fino a 144 Gbps, fornite tramite collegamenti in banda Q/V da una costellazione di 5.280 satelliti Leo, mentre connessioni fino a 6 Tbps possono essere accessibili tramite collegamenti ottici da 128 satelliti Meo.

Questa velocità, possibile grazie alle comunicazioni ottiche pianificate dai satelliti, è fondamentale per l’elaborazione dati e per il supporto a programmi governativi su larga scala.

TeraWave offrirà sia connettività punto-punto che accesso a Internet di livello aziendale e consentirà agli utenti di scegliere il throughput e la presenza fisica in base alle loro esigenze. Blue Origin sostiene che la rete è destinata a servire un massimo di circa 100mila clienti.

Si profila un vero competitor per Musk?

La corsa per portare l’infrastruttura internet nello spazio dunque entra nel vivo: la rete Starlink di Musk, composta da circa 10mila satelliti, è la più avanzata, e non sarà semplice per Blue Origin insidiare Musk in questo nuovo settore. Il ceo di SpaceX ha affermato di voler costruire data center nello spazio, a complemento della rete Starlink, mentre Bezos ha previsto che tali centri spaziali saranno comuni in orbita entro i prossimi 10-20 anni.

Al di là del tema della programmazione, c’è da fare i conti anche con un solido posizionamento di mercato: Starlink, che ha al suo attivo oltre sei milioni di clienti in almeno 140 paesi, si rivolge a singoli consumatori, aziende, governi e, con la sua variante Starshield, alle agenzie per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Al momento a tentare concretamente di fare concorrenza a Starlink c’è solo una manciata di aziende cinesi, intente a implementare rapidamente reti satellitari in grado di emulare la tecnologia di SpaceX, che si sta rivelando fondamentale anche nella gestione dei conflitti geopolitici. Ma per il momento la Cina si sta muovendo a traino di Musk, sviluppando nuovi razzi riutilizzabili in grado di lanciare migliaia di satelliti a costi contenuti, strategia che il tycoon sudafricano ha già attuato da anni.

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