Il consolidamento delle Tlc nell’Unione europea dovrebbe seguire un approccio dinamico, che favorirebbe la crescita delle aziende e anche la generazione di benefici per i consumatori. Vale per le telco, ma anche per molti altri settori, come sostiene il report “A Dynamic Framework for the Assessment of Horizontal Mergers“, preparato da BRG, commissionato da Gsma e sostenuto da Connect Europe.
La Commissione europea sta passando in revisione le sue regole sulle fusioni (Horizontal and Non-Horizontal Merger Guidelines) e le associazioni delle telco intervengono proponendo un “framework concettuale” che superi le attuali limitazioni al consolidamento. Oggi la valutazione sulla concorrenza è focalizzata sugli effetti statici a breve termine; occorrerebbe, invece, includere considerazioni a lungo termine, come innovazione e investimenti.
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Consolidamento Tlc, rinnovare le linee guida sui merger
Lo studio di Gsma e Connect Europe arriva dopo che la Commissione europea, nel suo “Competitiveness Compass” dello scorso anno, ha riconosciuto la necessità di evolvere il quadro politico esistente per riflettere le dinamiche moderne e consentire alle aziende di espandersi nei mercati globali, mantenendo al contempo condizioni di parità nel mercato unico. Il rapporto Draghi del 2024 ha, inoltre, raccomandato di attribuire maggiore importanza all’innovazione, alla resilienza e all’intensità degli investimenti nella politica sulle concentrazioni.
Su queste basi il report interviene sulle politiche per il consolidamento delle Tlc e di altri settori strategici individuando diverse carenze di fondo nelle attuali Linee guida sulle fusioni orizzontali. Tra queste, l’approccio fortemente avverso al rischio che sottovaluta gli effetti dinamici di lungo termine; il presupposto secondo cui le fusioni hanno più probabilità di danneggiare la concorrenza che di rafforzarla; il trattamento asimmetrico degli effetti pro- e anti-concorrenziali; e un’analisi dei deal in cui le efficienze sono trattate come compensazioni di danni considerati inevitabili.
Secondo il report, invece, le efficienze (per esempio economie di scala, miglioramenti di prodotto, sinergie di R&D) non devono essere considerate “solo come difese” o contrappesi, ma fanno parte integrante dell’analisi competitiva.
L’approccio dinamico e la teoria degli effetti competitivi
In pratica, secondo lo studio di Gsma e Connect Europe, le attuali linee guida sul consolidamento tendono a svalutare gli effetti dinamici come investimenti, innovazione, qualità del prodotto e capacità competitive delle imprese.
Il risultato può essere una valutazione conservativa che scoraggia fusioni che avrebbero effetti pro-competitivi nel medio/lungo periodo e riduce gli incentivi all’investimento in settori competitivi e tecnologicamente intensivi.
Di qui la proposta di un nuovo “Dynamic Framework” per l’analisi delle fusioni orizzontali, che introduce un approccio simmetrico per calcolare congiuntamente gli effetti negativi e positivi nella valutazione competitiva di base.
Lo studio sostenuto da Gsma e Connect Europe propone un’analisi in tre fasi: l’identificazione delle dimensioni rilevanti della concorrenza che determinano il benessere dei consumatori in un dato settore; lo sviluppo di una teoria degli effetti competitivi (e non solo del danno) per ciascuna dimensione competitiva; e l’integrazione delle efficienze nella valutazione competitiva di base.
Le raccomandazioni di Gsma e Connect Europe
Il quadro proposto include delle raccomandazioni chiave su come aggiornare l’approccio della Commissione alla valutazione delle concentrazioni orizzontali, incluso il consolidamento nelle Tlc tanto auspicato dai player del settore.
Innanzitutto, considerare tutti gli effetti fin dall’inizio: le concentrazioni dovrebbero essere valutate considerando sia i potenziali benefici che i potenziali danni insieme, anziché trattarli separatamente o in fasi diverse del processo.
Poi, bilanciare costantemente benefici e rischi: gli effetti positivi e negativi dovrebbero essere misurati utilizzando lo stesso chiaro standard di “più probabile che no”, evitando uno standard irrealisticamente elevato per il riconoscimento dei benefici.
Occorrerebbe anche adottare una visione più ampia del benessere dei consumatori, includendo non solo i prezzi, ma anche la qualità, la scelta e l’innovazione, nonché l’impatto più ampio sulla società.
Lo scenario controfattuale e le prove olistiche
Per Gsma e Connect Europe le linee guida sulle fusioni dovrebbero anche essere chiare sullo scenario controfattuale: la valutazione dovrebbe descrivere esplicitamente come sarebbe il mercato senza la concentrazione e utilizzarlo quando si valutano sia i potenziali danni che i benefici.
Un altro suggerimento è di utilizzare in modo oculato gli indicatori di mercato: misure come il market share sono utili come primo controllo, ma non dovrebbero determinare automaticamente l’esito di un caso. Bisogna, invece, concentrarsi su prove olistiche: le decisioni dovrebbero basarsi su prove dettagliate e basate su meccanismi che mostrino come le fusioni influenzeranno prezzi, qualità, investimenti e innovazione: nessuna metrica singola dovrebbe essere utilizzata come scorciatoia.
Ancora, bisogna evitare presunzioni automatiche sugli effetti di una fusione e adattare l’analisi al caso specifico: il quadro dovrebbe essere flessibile, aumentando in profondità e complessità solo quando necessario per decidere se sia necessaria un’analisi competitiva completa.
L’esempio del consolidamento delle Tlc
La proposta di Gsma e Connect Europe è flessibile: non tutte le fusioni richiedono lo stesso livello di dettaglio analitico — l’approfondimento cresce solo quando serve.
Il documento fornisce esempi applicativi in vari settori (retail, telecomunicazioni, life sciences). In ciascuno, l’approccio dinamico evidenzia come valutare gli effetti sulla capacità di investimento e sull’innovazione tecnologica, il ruolo delle efficienze di scala e di know-how, l’importanza di specifici indicatori quantitativi e qualitativi nel contesto di ciascun mercato.
Ad esempio, nel settore telecomunicazioni, l’integrazione di reti e frequenze può portare a significative economie di scala, miglior copertura e maggiore capacità di investire in nuove tecnologie (come il 5G) – impatti difficili da catturare con metriche statiche tradizionali.
Gropelli: “La frammentazione è una debolezza strategica
“Ottimizzare il benessere dei consumatori è l’obiettivo principale dell’analisi delle concentrazioni. Ma l’attuale approccio alla valutazione delle concentrazioni non attribuisce il giusto peso agli elementi dinamici, che possono portare a risultati che hanno un impatto negativo a lungo termine su innovazione, crescita, investimenti e, in ultima analisi, sul benessere dei consumatori”, ha commentato Vivek Badrinath, Director General di Gsma.
Per Alessandro Gropelli, Director General di Connect Europe, “L’Europa non può permettersi di restare ferma. In un’epoca di intensa competizione economica e geopolitica, la frammentazione è diventata una debolezza strategica. La mancanza di scala sta frenando gli investimenti, l’innovazione e la sovranità tecnologica in tutti i settori”.
In particolare sul consolidamento delle Tlc, Gropelli parla di “segnali d’allarme” nel settore della connettività: “Nonostante il numero crescente di operatori, l’Europa investe meno e sta perdendo terreno rispetto ai suoi competitor globali nel 5G avanzato. La politica di concentrazione deve evolversi con urgenza, adottando un approccio più dinamico e lungimirante che consenta la scalabilità, sblocchi gli investimenti a lungo termine e rafforzi la resilienza dell’Europa, continuando al contempo a soddisfare le esigenze dei consumatori”.












