I cavi sottomarini sostengono quasi tutto il traffico dati internazionale e rappresentano l’ossatura nascosta dell’economia digitale. Mentre la domanda cresce spinta da cloud, AI e applicazioni industriali, aumenta anche l’attenzione sulla loro resilienza. In questo contesto si inserisce GreenMed, il nuovo sistema annunciato da Sparkle e sviluppato con Alcatel Submarine Networks ed Elettra Tlc, destinato a creare un corridoio ad alte prestazioni nel Mediterraneo centro-orientale. Il progetto apre una fase in cui le esigenze di capacità e diversificazione si intrecciano con la necessità di proteggere un’infrastruttura ormai critica per governi, imprese e cittadini.
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Una dorsale globale sotto pressione
La rete mondiale dei cavi sottomarini è cresciuta del 70% nell’ultimo decennio, ma non in modo uniforme. Alcune aree restano vulnerabili per mancanza di rotte alternative o procedure lente per autorizzare navi e interventi. Gli esperti di Itu e Icpc ricordano che “i guasti annuali restano circa 200 e oltre l’80% è causato da attività umane come pesca e ancoraggi”. I restanti problemi derivano da eventi naturali o cedimenti strutturali. Questa fragilità emerge con forza nei territori che dipendono da un solo approdo, come conferma l’episodio dell’isolamento di Tonga nel 2024, durato una settimana e considerato il terzo incidente grave in cinque anni.
L’espansione della dorsale, quindi, non basta. Servono sistemi innovativi e una maggiore ridondanza, soprattutto in aree esposte a rischi geopolitici. Il Mediterraneo rientra pienamente in questa categoria, perché rappresenta un crocevia strategico tra Europa, Africa e Medio Oriente.
I nodi critici dei passaggi sensibili
Il Mar Rosso è uno dei punti più complessi da gestire. La densità delle rotte, la forte attività marittima e l’instabilità politica rendono difficile garantire continuità operativa. Quando emergono tensioni, gli operatori sono costretti a deviare i flussi con effetti immediati sulla capacità globale. Inoltre, la disponibilità di navi di manutenzione non cresce allo stesso ritmo dei cavi e molte aree rimangono scoperte. L’esito è un allungamento dei tempi di intervento e un aumento della vulnerabilità complessiva.
Questo scenario ha spinto istituzioni e operatori a collaborare su una governance più avanzata. L’International Advisory Body for Submarine Cable Resilience, nato con il supporto di Itu e Icpc, punta ad accelerare le riparazioni, uniformare le regole e favorire investimenti coordinati. L’Europa sta seguendo lo stesso percorso, con la Cable Security Toolbox e nuovi fondi dedicati alla protezione della rete di cavi sottomarini.
GreenMed e la nuova geografia dei cavi sottomarini
Il sistema GreenMed, presentato da Sparkle durante Capacity Middle East 2026, nasce per affrontare queste sfide. Attraverserà per la prima volta il Mar Adriatico, collegando il Levante al ricco ecosistema digitale di Milano e toccando i gateway strategici di Creta e Sicilia. Secondo il comunicato ufficiale, GreenMed “offrirà connettività diversificata in fibra ottica tra i Paesi del Levante e il ricco ecosistema digitale di Milano, supportando la crescita della domanda trainata dal cloud e dalla digitalizzazione”.
Il progetto si basa sul modello di open cable, già sperimentato con BlueMed. Ogni tenant potrà scegliere l’architettura ottica da implementare, definendo così un’infrastruttura su misura e al tempo stesso più resiliente. La scelta conferma la strategia di Sparkle di rafforzare il Mediterraneo come snodo chiave. Come sottolinea l’amministratore delegato Enrico Maria Bagnasco, “GreenMed rappresenta un ulteriore passo concreto nella strategia di Sparkle volta a rafforzare il bacino del Mediterraneo come snodo digitale chiave e a consolidare il ruolo dell’Italia come hub privilegiato per la connettività internazionale”.
Tecnologia avanzata e implementazione specializzata
Il sistema sarà progettato da Alcatel Submarine Networks, che metterà in campo componenti ottiche di nuova generazione. L’amministratore delegato Alain Biston evidenzia che il progetto “metterà in mostra le tecnologie di wet plant di nuova generazione, soluzioni di capacità scalabili e standard industriali di eccellenza”.
Le operazioni marine sono affidate a Elettra Tlc, che possiede una lunga esperienza nella posa e manutenzione di cavi nel Mediterraneo. Il presidente Didier Dillard conferma che i team “gestiranno le fasi di rilevamento e installazione con una forte attenzione alla sicurezza, alla precisione e alla responsabilità ambientale”.
Questa integrazione di competenze si traduce in un’infrastruttura progettata per resistere alle pressioni future. La domanda digitale continuerà a crescere e le applicazioni ad alta intensità di dati necessitano percorsi affidabili, stabili e capaci di sostenere elevati volumi di traffico.
Un Mediterraneo sempre più centrale
Il Mediterraneo sta cambiando ruolo all’interno della mappa globale della connettività. I nuovi approdi diversificano i percorsi verso l’Europa e riducono la dipendenza dai passaggi tradizionali dell’Europa settentrionale. Italia e Spagna diventano poli complementari: la prima come snodo tra Africa, Medio Oriente e cuore dell’Europa; la seconda come porta atlantica.
In questo contesto, GreenMed offre opportunità che vanno oltre la sola ridondanza. L’integrazione con gli hub terrestri permetterà un instradamento più efficiente dei flussi e una maggiore stabilità del servizio. Le imprese potranno beneficiare di percorsi ottimizzati per l’accesso alle piattaforme cloud e ai servizi data-driven. La disponibilità di più rotte favorirà inoltre investimenti in nuovi data center e piattaforme di contenuti.
Impatti sull’ecosistema italiano
L’Italia ottiene un vantaggio competitivo. La presenza di sistemi come GreenMed e BlueMed abilita una rete più solida e articolata. Le infrastrutture nazionali diventano più attrattive per operatori, provider cloud e imprese multinazionali. La vicinanza ai principali bacini di domanda consente di creare servizi locali a maggiore valore, riducendo latenza e costi operativi.
La crescita di questi sistemi stimola anche la cooperazione nella filiera. Le realtà coinvolte nella posa, nell’ingegneria e nella manutenzione possono operare in un quadro più integrato, con benefici per tutto il comparto telco.












