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5G standalone alla svolta: l’AI cambia il profilo del traffico



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Le nuove applicazioni generative e i sistemi “agentici” stanno rendendo gli scambi dati più bidirezionali e più sensibili ai tempi di risposta. Per gli operatori significa ripensare capacità e architettura: latenza più stabile, edge più vicino all’utente e una rete progettata per reggere carichi imprevedibili

Pubblicato il 12 feb 2026



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Il 5G standalone entra nel 2026 come il vero spartiacque dell’evoluzione mobile. Il settore non misura più il progresso soltanto attraverso le velocità di download, ma attraverso la capacità delle reti di mantenere prestazioni affidabili, rispondere a scenari critici e supportare applicazioni sensibili alla latenza. L’elemento tecnicamente più visibile è il passaggio a un’architettura autonoma, che elimina la dipendenza dal 4G e abilita funzioni avanzate come slicing, edge distribuito e latenza coerente. Parallelamente aumentano l’attenzione alla resilienza dopo un anno segnato da blackout e disservizi e il peso del satellite nel garantire copertura e continuità.

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