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Trusted Tech Alliance, ecco l’alleanza globale per rafforzare la sicurezza digitale



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Una nuova coalizione industriale mette al centro governance responsabile, trasparenza operativa e tutela dei dati per rispondere alle crescenti preoccupazioni su innovazione, infrastrutture e modelli di sviluppo tecnologico. Ecco i fondatori

Pubblicato il 16 feb 2026



trasformazione digitale- img pixabay

La Trusted Tech Alliance emerge come uno dei segnali più rilevanti del cambio di paradigma in corso nell’industria digitale globale. La nascita della coalizione, che riunisce attori come Ericsson, Nokia, Microsoft, Google, Jio Platforms e i principali protagonisti dell’ecosistema cloud, semiconduttori, intelligenza artificiale e software, mostra come la fiducia sia diventata una variabile critica. Le tensioni geopolitiche, la crescita vertiginosa dell’AI e la necessità di infrastrutture più resilienti hanno accelerato un movimento che punta a definire nuove basi comuni, oltre i confini nazionali e oltre la competizione di mercato.

La neonata alleanza parte da un presupposto semplice: la costruzione di un digitale sicuro non può più essere un esercizio isolato. Il quadro è stato sintetizzato con chiarezza dal ceo di Ericsson, Borje Ekholm, secondo cui “nessuna singola azienda o un singolo Paese può costruire da solo uno stack digitale sicuro e affidabile”. In un contesto in cui le catene del valore sono frammentate e interdipendenti, la capacità di coordinare standard, responsabilità e processi diventa essenziale.

Parallelamente, il presidente di Microsoft, Brad Smith, ha sottolineato che “nell’attuale ambiente geopolitico è fondamentale che aziende che condividono gli stessi valori lavorino insieme per proteggere la sicurezza e promuovere standard globali elevati, così da preservare la fiducia nella tecnologia attraverso i confini”. Una dichiarazione che riflette la volontà di costruire un fronte comune per contrastare rischi sistemici, cyberminacce e derive tecnologiche difficilmente controllabili.

Perché nasce una alleanza globale sulla fiducia tecnologica

L’iniziativa prende forma in un momento storico in cui la velocità di sviluppo dell’Ai e delle infrastrutture cloud spinge governi e aziende a interrogarsi sulle implicazioni di una trasformazione senza precedenti. Le discussioni internazionali su sovranità digitale, sicurezza delle reti, governance dei dati e standard etici dell’AI mostrano una frammentazione crescente. La Trusted Tech Alliance prova a costruire un approccio condiviso, orientato a rafforzare la fiducia come elemento strutturale.

L’alleanza coinvolge player che operano lungo tutti gli anelli della filiera: dai servizi di connettività alla cloud infrastructure, dai semiconduttori ai sistemi software, fino all’intelligenza artificiale generativa. La presenza congiunta di realtà come Anthropic, Amazon Web Services, Cohere, Nscale, Ntt, Rapidus, Saab e Sap evidenzia l’intenzione di mettere in rete competenze che raramente si muovono in modo coordinato.

Le motivazioni sono molteplici. Crescono le preoccupazioni legate all’affidabilità delle catene di fornitura, alla protezione dei dati e alla resilienza delle reti critiche. Al tempo stesso le imprese devono garantire ai clienti una continuità operativa che non può dipendere solo da accordi bilaterali o da regolamentazioni parziali. La fiducia diventa un requisito competitivo e la sicurezza un asset strategico condiviso.


I cinque principi fondativi della coalizione

La Trusted Tech Alliance si regge su cinque pilastri che puntano a delineare una cornice operativa chiara e verificabile. Le aziende si impegnano a rafforzare la trasparenza interna e a definire un modello di responsabilità che parta dal design dei prodotti e arrivi fino alla gestione delle supply chain.

I principi riguardano innanzitutto la governance aziendale trasparente, con un’attenzione specifica ai processi etici di sviluppo e alle metriche di rendicontazione. A questo si aggiunge la richiesta di trasparenza operativa, che significa adottare metodi di sviluppo sicuro e sottoporre tecnologie e sistemi ad assessment indipendenti, un elemento sempre più centrale nel confronto europeo e internazionale sull’AI e sulle piattaforme cloud.

Un altro nodo è il controllo della filiera. Le imprese aderenti dichiarano di voler mantenere un livello elevato di supervisione sulla supply chain, in modo da ridurre i rischi legati a componenti sensibili e a dipendenze critiche. Allo stesso tempo la coalizione sostiene un ecosistema digitale aperto, cooperativo, inclusivo e resiliente, con l’obiettivo di favorire uno sviluppo che non si basi su barriere tecnologiche o su standard proprietari di fatto insuperabili.

Il quinto pilastro riguarda il rispetto della rule of law e dei principi di protezione dei dati, un tema su cui le normative globali – dal Dsa europeo alle nuove regolamentazioni asiatiche – stanno diventando sempre più stringenti. L’impegno dei membri è di mantenere uniformità e coerenza nei processi, così da garantire che gli stessi modelli di sicurezza siano applicati ovunque i servizi vengano sviluppati o implementati.

Impatti per il mercato e prospettive a medio termine

La creazione della Trusted Tech Alliance apre scenari rilevanti per la governance tecnologica, perché stabilisce un precedente nella cooperazione tra operatori che, di norma, competono in mercati ad altissima intensità di rivalità. La possibilità di condividere standard e procedure può accelerare la definizione di norme internazionali e facilitare una maggiore interoperabilità tra infrastrutture, piattaforme cloud e sistemi di Ai.

Questa convergenza potrebbe inoltre influenzare la diplomazia tecnologica, offrendo ai governi un punto di riferimento unitario nel dialogo su sicurezza e tutela dei dati. La coalizione crea un organismo capace di interfacciarsi con istituzioni e regolatori, contribuendo alla definizione di policy più coerenti rispetto alle dinamiche reali del mercato.

Sul fronte industriale, l’alleanza potrebbe favorire investimenti più coordinati nella ricerca e nello sviluppo, soprattutto in settori strategici come semiconduttori avanzati, reti 5G e 6G, infrastrutture cloud distribuite e modelli di Ai generativa ad alta affidabilità. La centralità della fiducia, unita alla trasparenza tecnica, diventa un fattore chiave per l’adozione di tecnologie critiche da parte di imprese e pubbliche amministrazioni.

La portata dell’iniziativa dipenderà tuttavia dalla capacità dei membri di trasformare principi condivisi in pratiche vincolanti. La sfida sarà dimostrare che la fiducia non è solo un obiettivo dichiarato, ma un parametro misurabile e verificabile, capace di incidere sui processi industriali e sui modelli di business. La rapidità con cui l’AI sta evolvendo rende questo passaggio indispensabile.

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