Nokia e Kddi, tra i principali operatori di telecomunicazioni giapponesi, hanno annunciato di aver effettuato un esperimento che ha dimostrato le capacità della tecnologia ottica di supportare in modo sicuro lo sviluppo dell’AI attraverso le reti quantistiche.
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Dove e come è avvenuta la demo
Il trial è stato organizzato presso il nuovo data center di Kddi di Sakai, una struttura di nuova generazione progettata per abilitare carichi di lavoro di intelligenza artificiale avanzati. La dimostrazione, spiega una nota, sottolinea l’impegno dell’operatore nella costruzione di un’infrastruttura digitale a prova di futuro in grado di gestire le esigenze di addestramento, inferenza e analisi dei dati in tempo reale per l’intelligenza artificiale. “L’affidabilità e la crittografia integrata dell’architettura di rete sono progettate per salvaguardare i dati personali, le infrastrutture nazionali critiche e i carichi di lavoro di intelligenza artificiale sensibili”.
Sfruttando il Photonic Service Switch 1830 di Nokia con banda C+L e il Security Management Server 1830, Kddi ha convalidato la fornitura di un’infrastruttura sicura, scalabile e pronta per l’intelligenza artificiale. Le tecnologie ottiche di Nokia consentono un trasporto ad alta capacità garantendo parallelamente la privacy dei dati, la resilienza e la crittografia a prova di quantistica ad alta velocità nei data center distribuiti di Kddi.
La visione strategica per il Giappone
“Questa iniziativa rivoluzionaria stabilisce un nuovo punto di riferimento per la connettività avanzata dei data center predisposti per l’AI”, commenta Ron Johnson, senior vice president and general manager, Optical Networks di Nokia. “Mentre Kddi continua a sviluppare la sua infrastruttura per data center quantum-safe e AI-ready, la nostra partnership fornirà servizi digitali sicuri e scalabili in Giappone e oltre. Le soluzioni di trasporto ottico di Nokia soddisfano le esigenze dei moderni carichi di lavoro di intelligenza artificiale offrendo prestazioni affidabili, riducendo al tempo stesso i rischi per la sicurezza informatica e proteggendo i dati AI critici in transito per aziende, governi e fornitori di infrastrutture strategiche”.
Tetsuo Mukai, general manager, Access Network Technical Division di Kddi, aggiunge: “Elevati livelli di sicurezza e prestazioni sono essenziali per l’infrastruttura di comunicazione alla base dell’AI. Le soluzioni di trasporto ottico di Nokia si adattano perfettamente a questi requisiti e sono state determinanti per il successo di questa dimostrazione. Poiché i data center AI vengono distribuiti in tutto il Giappone, continueremo a collaborare a stretto contatto con Nokia per promuovere lo sviluppo di reti all’avanguardia, quantum-safe e resilienti che colleghino perfettamente queste strutture”.
Nokia al lavoro anche sulle soluzioni di crittografia “quantum-safe” via satellite
Costruire nuovi sistemi di trasporto dell’informazione nell’era del calcolo quantistico vuol dire anche valutare i nuovi rischi di sicurezza e prevedere soluzioni in grado di mitigarli con un approccio multilivello.
Ecco perché Nokia sta testando anche soluzioni di crittografia “quantum-safe” via satellite. Si tratta nello specifico di un progetto pilota avviato in collaborazione con Colt Technology Services e Honeywell che punta a garantire la protezione delle comunicazioni globali anche nell’era post-quantum, quando i computer quantistici potrebbero rendere obsoleti gli attuali algoritmi crittografici.
La sperimentazione si concentra sull’integrazione tra reti terrestri, crittografia avanzata e infrastrutture spaziali, un asse destinato a diventare strategico anche in vista dello sviluppo del 6G.
Secondo Nokia, “il progetto rappresenta un primo passo verso l’utilizzo dello spazio per costruire un’architettura di sicurezza veramente resiliente”, che includa protezione delle reti core, applicazioni industriali, sistemi bancari e comunicazioni governative.
La crescente diffusione delle tecnologie quantistiche pone una minaccia concreta ai sistemi di sicurezza basati su crittografia convenzionale. Gli algoritmi Rsa e Ecc, oggi alla base di tutte le comunicazioni cifrate, potrebbero essere decifrabili in pochi secondi da computer quantistici sufficientemente avanzati. È per questo che si parla di “minaccia post-quantum”, uno scenario in cui i dati protetti oggi potrebbero essere intercettati, archiviati e decifrati in futuro.
Per contrastare questo rischio, Colt, Nokia e Honeywell stanno testando un’infrastruttura ibrida che combina satelliti geostazionari e reti terrestri, utilizzando chiavi crittografiche quantum-safe e protocolli resistenti agli attacchi quantistici. La trasmissione sperimentale utilizza Quantum Key Distribution (Qkd), ma soprattutto punta su algoritmi post-quantistici già in fase di standardizzazione da parte del Nist (National Institute of Standards and Technology).
Il vantaggio dell’approccio satellitare è duplice: da un lato consente una copertura globale, dall’altro offre un canale difficile da compromettere fisicamente. In questo modo, si costruisce una nuova dorsale di sicurezza orbitale, destinata a integrarsi con i futuri sistemi di comunicazione ultra-avanzati, incluso il 6G.












