IL REPORT

Telco forza emergente per Ai sovrana, cloud e sicurezza. Ma serve il salto di qualità



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Lo studio di Capgemini sul mercato B2B delle telecomunicazioni evidenzia che le aziende chiedono agli operatori di essere partner strategici della trasformazione digitale. In Italia il 77% dei clienti si aspetta una profonda comprensione dei processi di business. Ma solo il 37% ritiene che la “propria” telco offra soluzioni adeguate: occorre migliorare su CX, personalizzazione, competenze e infrastrutture dedicate

Pubblicato il 24 feb 2026



Capgemini report

Le telco stanno emergendo come abilitatori chiave degli ecosistemi di intelligenza artificiale sovrana a livello globale, grazie alla loro lunga storia di gestione delle infrastrutture nazionali: oltre il 60% delle organizzazioni preferisce le aziende di telecomunicazioni come partner sovrani nella propria regione. Inoltre, le imprese desiderano che il loro fornitore telco sia un partner strategico che vada oltre la connettività per accompagnarle nella trasformazione digitale, condividendo i rischi e fornendo risultati misurabili. Ma quanto riescono gli operatori Tlc a soddisfare questa domanda?

A dare una risposta arriva la seconda edizione report del Capgemini Research Institute “The B2B Pulse for Telcos – Six strategic imperatives to win in connectivity and beyond”, uno studio – basato su un’indagine globale condotta su 1.100 executive in 13 Paesi, inclusa l’Italia, e 13 settori – dedicato all’evoluzione del mercato B2B delle telecomunicazioni.

Le imprese vogliono dalle telco valore oltre la rete

Lo studio di Capgemini evidenzia come le imprese stiano ridefinendo il ruolo degli operatori: da fornitori di connettività a partner strategici per Ai, cloud, sicurezza e trasformazione digitale. Tuttavia, le telco devono migliorare la capacità di fornire il supporto che le imprese chiedono: il 74% delle aziende si aspetta che il proprio operatore contribuisca direttamente ai risultati economici, ma solo il 39% ritiene che la loro telco supporti concretamente la crescita dei ricavi.

Inoltre, sebbene il 74% delle imprese cerchi un partner per la trasformazione digitale, solo il 41% percepisce valore dal proprio operatore Tlc oltre la rete.

In Italia focus sulla sovranità, più fiducia nelle telco

Le aziende italiane mostrano priorità più elevate rispetto alla media globale su sicurezza e protezione dei dati, segno che i temi del sovereign cloud e sovereign Ai sono particolarmente sentiti.

Inoltre, i clienti italiani hanno livelli di fiducia più alti nelle telco per servizi avanzati rispetto ad altri Paesi, il che rafforza il ruolo degli operatori italiani come partner digitali strategici.

Tuttavia, le nostre aziende delle Tlc devono evolvere rapidamente per non perdere questa opportunità, in particolare sviluppando servizi Ai e cloud. Il rischio è che hyperscale e system integrator soddisfino la domanda al loro posto.

Trend globali: l’Ai come nuova infrastruttura strategica

Su scala globale, nei prossimi 1–2 anni, l’84% delle imprese investirà in servizi Ai/Machine learning, l’81% in data analytics e il 76% in piattaforme Ai-as-a-Service: un altro settore che offre grandi potenzialità alle aziende delle Tlc.

Tuttavia, le telco devono colmare un gap: il 73% delle imprese chiede una maggiore integrazione tra Ai e connettività, ma il 72% ritiene anche che le telco siano in ritardo rispetto agli hyperscaler.

Sovranità digitale e cloud nazionale

Inoltre, l’86% delle imprese considera il Paese di origine del provider un fattore decisivo. Il 52% investirà in sovereign cloud e il 42% in sovereign Ai entro due anni. In questo contesto, oltre il 60% preferisce le telco come partner per soluzioni sovrane in ambito cloud e Ai.

Anche nella cybersecurity avanzata la domanda delle imprese è elevata e le aspettative nei confronti delle telco sono alte. Il 76% prevede investimenti in sicurezza A-driven e il 63% si aspetta sistemi di threat detection basati su Ai. Tuttavia, solo il 51% è soddisfatto dei servizi attuali, con un gap di oltre 30 punti percentuali.

Customer experience e soluzioni su misura la chiave di volta

Altri due ambiti in cui le aziende delle telecomunicazioni devono rafforzarsi sono la customer experience e la personalizzazione, per le quali le imprese sono disposte a pagare abbonamenti più alti.

Il 64% (su scala globale) considera, infatti, la CX un fattore strategico e il 58% è disposto a pagare di più per un’esperienza migliore. Tuttavia, il 65% giudica il processo di acquisto troppo complesso e solo il 28% afferma che il proprio operatore supera le aspettative.

Inoltre, il 69% delle imprese richiede soluzioni su misura e il 65% è disposto a pagare un premium.

Il 78% si aspetta bundle integrati, anche se solo il 34% li considera realmente efficaci per il business.

In Italia le imprese chiedono competenze e infrastrutture dedicate

Nel contesto italiano, emergono dinamiche particolarmente rilevanti per il sistema industriale e digitale. Innanzitutto, l’evoluzione del modello B2B esige forti competenze da parte delle telco: Capgemini cita il caso Vodafone Business Italia per mostrare come il passaggio a modelli solution-driven richieda nuove competenze commerciali. A livello globale, il 68% si aspetta venditori capaci di proporre soluzioni integrate, ma solo il 46% ne riconosce oggi le competenze.

Sempre nel nostro Paese, il 77% delle imprese si aspetta servizi Ai ospitati entro i confini nazionali e il 74% chiede investimenti in infrastrutture dedicate. Per esempio, FastwebAI Suite rappresenta una risposta a questa domanda.

Il 60% chiede anche supporto sui rischi quantistici: qui un esempio citato dal report è la soluzione “Quantum Safe over Internet” di Sparkle, rivolta alle imprese che utilizzano ambienti cloud.

Il 67% delle aziende in Italia vuole edge computing Ai-native e il 66% richiede data governance avanzata, elementi cruciali per manifattura, logistica ed energia, settori centrali nel tessuto produttivo italiano.

Il gap tra aspettative e capacità operative delle telco

In Italia, il 77% delle imprese si aspetta una profonda comprensione dei processi di business, ma solo il 37% ritiene che il proprio fornitore telco offra soluzioni adeguate. Un rischio concreto per la competitività del mercato italiano.

Quanto alla CX, solo il 24% è soddisfatto dei tempi di risposta operativi, mentre il 65% segnala problemi di trasparenza nella fatturazione, con impatti diretti su pmi e PA.

Le sei aree di miglioramento secondo Capgemini

Il rapporto identifica sei aree prioritarie in cui i fornitori Tlc devono migliorare per rafforzare l’erogazione dei servizi e generare un maggiore valore aziendale. La ricerca mostra che le telco devono agire come:

  1. Partner per la crescita: i clienti desiderano che la loro telco sia un partner strategico che vada oltre la connettività e comprenda il loro settore, condivida i rischi e fornisca risultati misurabili.
  2. Orchestratore dell’ecosistema: le organizzazioni si aspettano che le aziende di telecomunicazioni adottino partnership lungo tutta la catena del valore: le organizzazioni ritengono che le telco dovrebbero orchestrare gli ecosistemi tra IT, software, integratori di sistemi (SI) e produttori di apparecchiature originali (Oem) e collaborare con hyperscaler e altri partner per i servizi Ai.
  3. Architetto dell’innovazione di rete: copertura e resilienza non sono negoziabili e le reti non terrestri (NTN) stanno diventando mainstream per alimentare IoT/M2M e le aziende vorrebbero collaborare con le telco che offrono NTN. Inoltre, la rete deve diventare intelligente e on-demand: oltre la metà (53%) delle organizzazioni sta già adottando servizi avanzati (SD-WAN, 5G privato, network as a service (NaaS), API di rete, slicing).
  4. Motore di trasformazione dell’Ai: i clienti si aspettano che le aziende di telecomunicazioni svolgano un ruolo strategico nel realizzare le loro ambizioni in materia di Ai, integrandola con la connettività e offrendo un edge Ai-native. Ma il 72% afferma che la propria telco è in ritardo rispetto agli hyperscaler e alle aziende tech.
  5. Alleato affidabile: gli investimenti in cloud sovrano, intelligenza artificiale e sicurezza informatica di nuova generazione sono in crescita; e le organizzazioni preferiscono le telco come partner affidabili. Ma occorre colmare il divario tra aspettative e soddisfazione.
  6. Fornitore di esperienze personalizzate e semplificate: le organizzazioni richiedono una CX digitale fluida, una gestione degli account basata sulle soluzioni e un supporto intelligente. I clienti desiderano anche una vendita orientata alle soluzioni (il 68% desidera soluzioni integrate, non prodotti specifici), ma solo il 46% ritiene che i reparti vendite delle telco dispongano di competenze tecniche e di settore sufficienti e il 61% è insoddisfatto del supporto post-vendita per le soluzioni integrate.

Come ottenere una crescita B2B accelerata

Da queste sei aree derivano le raccomandazioni di Capgemini per le telco su come accelerare la crescita nel B2B: scegliere il proprio campo di battaglia dando priorità a strategie ad alto valore, in linea con i clienti e i vantaggi chiave: promuovere partnership lungo tutta la catena del valore attraverso la co-creazione con i partner; rafforzare la fiducia come vantaggio differenziante fornendo soluzioni digitali sovrane e sicure; rendere l’intelligenza artificiale il centro del modello operativo e di creazione del valore integrando l’intelligenza nelle operazioni e nell’esperienza del cliente; creare talenti e una cultura pronti per il futuro, dotando la forza lavoro di una mentalità e competenze orientate alle soluzioni.

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