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6G, la sfida di Ekholm: “Lo porteremo dalla ricerca alla realtà commerciale”



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Il ceo di Ericsson: “Non si tratta di una semplice iterazione della tecnologia mobile. È l’infrastruttura che distribuirà l’AI tra dispositivi, edge e cloud”. Via alla collaborazione con Intel

Pubblicato il 2 mar 2026



Ericsson President and CEO Borje Ekholm opens Ericsson MWC 2026 in Barcelona

L’AI-native 6G entra in una fase decisiva. Il settore affronta una transizione complessa che richiede piattaforme aperte, capacità computazionale distribuita e una profonda integrazione dell’intelligenza artificiale in ogni parte dell’infrastruttura. Proprio su questa frontiera si colloca la nuova collaborazione tra Ericsson e Intel, presentata al Mobile World Congress 2026. L’annuncio rappresenta un tassello cruciale nel percorso verso reti sempre più intelligenti e programmabili, capaci di sostenere servizi che combinano connettività, sensori, analisi dati e automazione. L’accordo supera la logica della sperimentazione per avvicinare il mercato a un ecosistema coerente, allineato e pronto alla scalabilità.

Le parole del ceo di Ericsson e il cambio di paradigma

La visione strategica emerge con chiarezza dalle dichiarazioni di Börje Ekholm, amministratore delegato di Ericsson. Il manager mette l’accento sulla rottura di continuità che la prossima generazione introduce: “Il 6G non è una semplice iterazione della tecnologia mobile. È l’infrastruttura che distribuirà l’AI tra dispositivi, edge e cloud. La nostra lunga esperienza nelle reti e nelle implementazioni su larga scala ci mette nelle condizioni di guidare l’integrazione pratica lungo tutta la catena del valore e portare il 6G dalla ricerca alla realtà commerciale.”

Il passaggio è netto. La rete non viene più concepita come un insieme di funzioni separate, ma come un sistema cognitivo distribuito, capace di apprendere, reagire e ottimizzarsi in modo autonomo. L’AI-native 6G sposta l’attenzione verso architetture che coniugano real time computing, orchestrazione intelligente e sicurezza integrata. In questo contesto, Ericsson punta a estendere la propria leadership storica nella gestione delle infrastrutture degli operatori, aprendo la strada a un modello in cui la configurazione dinamica dei servizi diventa la norma.


Il ruolo di Intel e l’unificazione di RAN, core ed edge

Il percorso delineato da Ericsson si completa con la visione di Lip-Bu Tan, ceo di Intel, che sintetizza l’ambizione tecnologica del gruppo: “L’ambizione di Intel è essere il leader indiscusso nell’unificare Ran, core ed edge AI per consentire una transizione fluida verso gli ambienti 6G nativamente basati sull’intelligenza artificiale. Insieme a Ericsson continueremo a dimostrare che il futuro della connettività è aperto, efficiente, sicuro e radicato nell’inferenza AI intelligente.”

Le parole del manager evidenziano un tema centrale: la capacità di integrare le varie componenti dell’infrastruttura in un’unica piattaforma, capace di orchestrare i flussi di dati con logiche di inferenza in tempo reale. Intel punta sul valore dei propri nodi produttivi più avanzati, sulle architetture progettate per accelerare l’analisi dei dati e sulle soluzioni cloud native orientate alla flessibilità. L’AI diventa parte strutturale della rete, non un add-on applicato in un secondo momento. Si supera così la distinzione tradizionale tra livelli tecnologici, a favore di un continuum di elaborazione che collega data center, edge e apparati di accesso.

Una convergenza tecnologica che ridisegna la rete

La collaborazione tra i due gruppi costruisce un laboratorio industriale che prepara il settore all’avvento di un’infrastruttura unificata, dove compute e connettività procedono in modo sinergico. La rete diventa un ambiente programmabile, capace di adattarsi al contesto applicativo grazie a modelli di inferenza distribuita. L’AI-native 6G abilita così funzioni come la gestione autonoma del traffico, l’ottimizzazione dei consumi energetici e la creazione di servizi personalizzati basati su analisi predittive.

Questa impostazione richiede una convergenza tra piattaforme hardware, ambienti cloud e sistemi di orchestrazione. Il contributo di Intel sul fronte dei processori e dei moduli dedicati all’intelligenza artificiale si integra con l’esperienza di Ericsson nella progettazione della Ran e del core. Le due aziende puntano a una roadmap condivisa che consenta agli operatori di introdurre nuove capacità senza aumentare inutilmente la complessità gestionale.

Ecosistema, standard e tempi di mercato

L’evoluzione delle reti richiede un ecosistema coerente. Ericsson e Intel vogliono accelerare la definizione degli standard globali e concentrare gli sforzi su piattaforme aperte, in grado di garantire interoperabilità e sicurezza. Il settore affronta un momento delicato, segnato da investimenti elevati e da una forte pressione sul contenimento dei costi operativi. Un framework condiviso diventa essenziale per evitare approcci frammentati.

L’AI-native 6G porterà servizi caratterizzati da bassa latenza, affidabilità elevata e capacità di elaborare dati in prossimità della fonte. Tuttavia, senza un percorso di standardizzazione rapido, i rischi di incompatibilità aumentano. Per questo la collaborazione mira a creare condizioni favorevoli alla diffusione di soluzioni cloudizzate, scalabili e pronte ad accogliere nuove funzioni senza hardware aggiuntivo.

Prime dimostrazioni e impatto sul mercato

La partnership non parte da zero. Le due aziende hanno già presentato risultati concreti al Mobile World Congress 2026, dove hanno mostrato chiamate su cloud Ran basate su Intel Xeon, prototipi di core ottimizzati e soluzioni che combinano inferenza e gestione intelligente dei carichi. Queste dimostrazioni confermano la capacità di trasformare la ricerca in strumenti operativi, riducendo il divario tra sperimentazione e deployment.

I primi test evidenziano anche la possibilità di migliorare l’efficienza energetica, un tema centrale per gli operatori. Le reti diventano più sostenibili grazie alla gestione dinamica delle risorse computazionali. In parallelo, la flessibilità delle piattaforme facilita l’introduzione di servizi come robotica avanzata, reti sensoriali e applicazioni industriali basate su analisi in tempo reale.

Uno sguardo alla rete del futuro

La nuova fase industriale non riguarda solo la velocità di connessione. L’AI-native 6G introduce un modello di rete capace di apprendere, anticipare e reagire, estendendo l’intelligenza dall’apparato fino al cloud. La collaborazione tra Ericsson e Intel rappresenta un passo chiave verso una piattaforma unificata, programmabile e aperta, dove l’elaborazione dei dati diventa parte integrante della connettività.

L’accordo definisce una traiettoria chiara che mette al centro la convergenza tecnologica, la flessibilità operativa e la creazione di un ecosistema pronto alla scalabilità. Nel prossimo decennio la competizione si giocherà sulla capacità di integrare AI, compute e rete in un’unica architettura.

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