L’edizione 2026 del Mobile world congress di Barcellona sta confermando come non mai la vocazione globale delle Tlc, con un ruolo da protagonista anche per gli operatori e fornitori dei mercati non occidentali. Ed è qui che guardano anche le telco mobili d’Europa, in cerca di alleanze e casi d’uso nei Paesi emergenti, dall’Africa all’Asia meridionale fino all’Indo-Pacifico.
Nonostante – o forse proprio in virtù della pesante ombra delle tensioni geopolitiche e della recente apertura del fronte medio-orientale, che incidono sugli equilibri economici e sulle catene di fornitura, l’industria delle Tlc avverte con urgenza la necessità di cooperazione multilaterale, resilienza infrastrutturale e standard condivisi su sicurezza e intelligenza artificiale. Ed è in questo contesto che i Paesi emergenti si propongono come laboratori di sperimentazione e partner strategici per l’ecosistema mobile globale.
Indice degli argomenti
Tlc mobili, Africa protagonista per un’AI affidabile
Uno degli annunci più significativi è il lancio della African Trust & Safety LLM Challenge, iniziativa congiunta della Gsma (organizzatore del MWC) e di Zindi. La sfida nasce con un obiettivo preciso: contribuire alla definizione di standard globali per un’intelligenza artificiale affidabile, partendo dal contesto africano.
Il continente rappresenta un banco di prova unico per i modelli linguistici di grandi dimensioni grazie alla sua straordinaria diversità linguistica e culturale. Molti sistemi di Ai oggi sono addestrati prevalentemente su lingue e dataset occidentali; questo comporta rischi di bias, scarsa adattabilità e limiti in termini di sicurezza e inclusività.
La challenge coinvolgerà una comunità internazionale di data scientist e sviluppatori con l’obiettivo di creare benchmark specifici per contesti multilingue africani, valutare robustezza e sicurezza dei modelli e contribuire alla definizione di parametri globali per un’Ai realmente “trustworthy”.
L’iniziativa segna un passaggio simbolico importante: l’Africa non è più solo mercato di adozione tecnologica, ma parte attiva nella costruzione degli standard.
Pakistan e Bangladesh: la cooperazione tra telco e fondi di investimento
Altro asse strategico è quello dell’Asia meridionale. Il gruppo Veon ha firmato un Memorandum of understanding con il Gsma Innovation Fund per accelerare l’innovazione digitale in Pakistan e Bangladesh. L’accordo coinvolge le controllate locali Jazz e Banglalink.
L’obiettivo è sostenere startup selezionate dal fondo attraverso co-finanziamento, accesso ai mercati, supporto allo scaling commerciale e maggiore visibilità internazionale, con un focus su soluzioni digitali capaci di generare impatto economico e sociale nei due Paesi, favorendo l’inclusione digitale e lo sviluppo di servizi innovativi.
Il modello proposto è quello di un ecosistema collaborativo in cui operatori telco e strumenti di investimento lavorano insieme per stimolare imprenditorialità locale e trasformazione digitale strutturale.
L’India mobile Congress 2026, verso il 6G
Dal palco del Mwc, il Ministro delle Comunicazioni indiano Jyotiraditya M. Scindia ha annunciato la decima edizione dell’India Mobile Congress 2026, in programma a Nuova Delhi dal 7 al 10 ottobre 2026.
L’evento si propone come piattaforma globale dedicata a 5G, 6G, intelligenza artificiale, semiconduttori, cybersecurity e deep-tech. La partecipazione del board della Gsma rafforza la dimensione internazionale dell’iniziativa.
L’India punta a consolidare il proprio ruolo di hub globale per innovazione e politiche digitali, valorizzando la propria esperienza nell’implementazione su larga scala di reti mobili e servizi digitali. In una fase di ridefinizione degli equilibri geopolitici, Nuova Delhi ambisce a posizionarsi come ponte tra ecosistemi tecnologici diversi, rafforzando il dialogo tra Oriente e Occidente.
Smartphone a 40 dollari: l’inclusione digitale in Africa
Un’ulteriore iniziativa guidata dalla Gsma insieme alla Handset Affordability Coalition è quella che porterà al lancio di smartphone 4G a circa 40 dollari in sei Paesi africani: Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Nigeria, Rwanda, Tanzania e Uganda.
Si tratta di un progetto pilota che affronta uno dei principali ostacoli alla connettività, ossia il costo dei dispositivi. Anche dove le reti sono disponibili, milioni di persone restano escluse per le barriere economiche all’acquisto degli smartphone.
Il programma presentato dalla Gsma al Mwc coinvolge operatori, produttori e altri stakeholder con l’obiettivo di ridurre i costi complessivi, stimolare la domanda e favorire l’accesso a servizi digitali fondamentali come istruzione, sanità e finanza. Si tratta di un intervento strutturale che punta a ridurre il digital divide e a creare nuove opportunità economiche nei mercati africani.
Nuova Zelanda: cooperazione contro frodi e Sim swap
Dall’Indo-Pacifico arriva al Mwc di Barcellona un altro esempio di collaborazione. Gli operatori Spark New Zealand, One NZ e 2degrees hanno annunciato una collaborazione nell’ambito del programma Gsma Open Gateway per sviluppare Api comuni capaci di offrire protezione in tempo reale contro frodi e truffe digitali, inclusi attacchi di Sim swap e sistemi di verifica del numero.
L’iniziativa punta a creare standard interoperabili e soluzioni condivise per rafforzare la sicurezza dei clienti e la fiducia nell’ecosistema mobile. Pur riguardando un mercato maturo, il modello di cooperazione rappresenta un esempio replicabile anche in contesti emergenti, dove la sicurezza digitale è sempre più centrale.
AI e 5G Advanced, l’asse con le telco cinesi
Come riportato ieri da CorCom, la Gsma ha anche avviato un’alleanza con le principali telco cinesi per accelerare lo sviluppo di Ai e 5G Advanced. L’intesa punta a rafforzare innovazione di rete, standardizzazione e capacità industriale, con un ruolo centrale delle infrastrutture evolute e dell’integrazione tra intelligenza artificiale e reti mobili di nuova generazione.
L’accordo si inserisce in una fase di forte competizione globale sugli standard tecnologici e conferma il peso crescente dell’asse asiatico nell’evoluzione dell’ecosistema internazionale delle Tlc.
I Paesi emergenti nell’industria Tlc globale: nuovi partner per l’Europa?
Il Mwc sta pienamente confermando che i Paesi emergenti non sono più semplici destinatari di tecnologie sviluppate altrove, ma attori attivi nella definizione di regole, standard e modelli di sviluppo.
Per l’Europa delle telecomunicazioni, il confronto con Oriente, Africa e Asia meridionale diventa sempre più strategico in un mondo segnato da tensioni geopolitiche ma anche dall’urgenza delle cooperazioni tecnologiche globali.
Sul 6G, per esempio, una recente analisi di TelcoForge ha sottolineato come la mancanza di collaborazione sia il più grande ostacolo allo sviluppo del nuovo standard. Il 6G interesserà diversi settori; dipenderà da piattaforme condivise piuttosto che da reti autonome; e confonderà i confini tradizionali tra operatori, fornitori e operatori non telco.
Dato questo contesto, un coordinamento tardivo non solo è inefficiente, ma può anche determinare chi si accaparrerà la maggior parte del valore e le telco rischiano, ancora una volta, di perdere l’opportunità a favore degli over the top.












