L’INIZIATIVA

Spazio, Deutsche Telekom si allea con Starlink per la connettività “everywhere”



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La partnership rilancia le collaborazioni tra telco e operatori della space economy. All’americana Starlink risponde Open Cosmos: la società pan-europea ha annunciato la costellazione di satelliti ConnectedCosmos per connessioni sicure, resilienti e sovrane

Pubblicato il 4 mar 2026



Tlc satellitari, satcom, satelliti

Al Mobile world congress di Barcellona la connettività satellitare si conferma un tema chiave per le Tlc globali: Deutsche Telekom ha annunciato una collaborazione con l’americana Starlink per espandere la sua copertura di rete attraverso la connettività diretta satellitare. In collaborazione con il provider di SpaceX, Deutsche Telekom porterà le comunicazioni mobili in aree in cui l’espansione della rete è particolarmente difficoltosa, ad esempio a causa di esigenze di preservazione della natura o di una topografia complessa.

“Offriamo ai nostri clienti la migliore rete mobile. E continuiamo a investire massicciamente nell’espansione della nostra infrastruttura”, ha dichiarato Abdu Mudesir, membro del Consiglio di amministrazione per Prodotti e tecnologia di Deutsche Telekom. “Allo stesso tempo, ci sono regioni in cui l’espansione è particolarmente complessa a causa delle condizioni topografiche o di vincoli normativi. Vogliamo garantire una connettività affidabile ai nostri clienti anche in quelle aree. Per questo motivo stiamo integrando strategicamente la nostra rete con la connettività satellitare-mobile. Per noi è chiaro: la connettività crea sicurezza e fiducia. E noi lo facciamo. Ovunque”.

“Siamo lieti di offrire una connettività satellitare-mobile affidabile a milioni di persone in 10 paesi in collaborazione con Deutsche Telekom“, ha dichiarato Stephanie Bednarek, Vicepresidente Vendite di Starlink.

Questo accordo è il primo del suo genere in Europa a lanciare la tecnologia di nuova generazione V2 di Starlink, che espanderà dati, voce e messaggistica fornendo banda larga direttamente ai telefoni cellulari con la tecnologia direct-to-device.

Il satellite per superare i limiti della copertura mobile

Il servizio opererà solo nello spettro MSS (Mobile satellite service) di Starlink. I servizi direct-to-device pianificati consentiranno ai futuri smartphone compatibili di connettersi direttamente ai satelliti. Quando uno di questi smartphone di ultima generazione perderà il segnale mobile terrestre, passerà automaticamente alla rete satellitare di Starlink, consentendo l’accesso a servizi dati, video, voce e messaggistica di testo.

Si prevede che il numero di dispositivi compatibili in Europa crescerà costantemente in vista del lancionel 2028. La costellazione satellitare di nuova generazione di Starlink dovrebbe essere operativa entro quella data.

Deutsche Telekom ha affermato in una nota che, integrando la connettività mobile satellitare, aumenta la robustezza della sua rete mobile e offre maggiore sicurezza ai clienti, in particolare in situazioni eccezionali, come calamità naturali o interruzioni di corrente .

Ciò è in linea con la strategia della telco chiamata “Everywhere Network”: i clienti devono ricevere sempre e ovunque la migliore connettività disponibile. Questa viene fornita principalmente tramite la sua rete terrestre ad alte prestazioni, ovvero connessioni tramite siti mobili tradizionali, ma la connettività satellitare di Starlink estenderà la portata dell’infrastruttura esistente quando la rete mobile terrestre non è disponibile.

La risposta di Open Cosmos: satelliti sovrani europei

La risposta all’iniziativa di Deutsche Telekom, che si è alleata a un fornitore satellitare americano, è arrivata da Open Cosmos: la società pan-europea ha annunciato il lancio di ConnectedCosmos, una nuova costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa (Leo) progettata per fornire connettività sicura, resiliente e “sovrana” a governi, imprese e istituzioni di tutto il mondo.

Secondo l’annuncio ufficiale di Open Cosmos, ConnectedCosmos non sarà una semplice rete di comunicazione satellitare, ma un’infrastruttura in grado di combinare broadband punto-a-punto e servizi direct-to-device IoT con le capacità di osservazione terrestre in tempo reale già sviluppate dalla società.

L’integrazione di dati e immagini dallo spazio mira a offrire non solo copertura per le comunicazioni, ma intelligenza operativa immediata in scenari di crisi o disservizi tecnologici.

ConnectedCosmos, rete europea di resilienza attiva

Open Cosmos descrive, infatti, ConnectedCosmos come un sistema di resilienza attiva: una rete capace di mantenere le comunicazioni critiche anche quando le infrastrutture terrestri sono compromesse da guasti, attacchi o interferenze.

Le unità saranno equipaggiate con link ottici inter-satellitari che permettono di instradare i dati senza dipendere da gateway terrestri, riducendo vulnerabilità fisiche come cavi sottomarini o infrastrutture vulnerabili. Questo approccio, secondo la società, crea una “maglia spaziale” autonoma, con sicurezza integrata già a livello orbitale.

La costellazione ha ottenuto inoltre diritti di spettro Ka-band prioritari dal Liechtenstein, che Open Cosmos ha reintegrato all’inizio del 2026, permettendo l’uso di frequenze elevate per collegamenti più robusti e affidabili nel campo conteso del mercato satellitare.

Un’infrastruttura broadband per reti private

A differenza di molte offerte globali esistenti, ConnectedCosmos non punta a fornire accesso generalista a Internet, ma si concentra su reti private e resilienza per clienti istituzionali e industriali.

Secondo Open Cosmos, integrando servizi di comunicazione con capacità di osservazione della Terra – come il monitoraggio ambientale o la visione in tempo reale di aree critiche – la rete offre un livello di profondità e contesto operativo che distingue il progetto europeo dai concorrenti extra-Ue.

Questa visione è in linea con l’attuale trend europeo di sovranità tecnologica nello spazio, per ridurre la dipendenza dalle megacostel­­lazioni straniere e rafforzare le capacità di resilienza contro attacchi informatici, interferenze radio e scenari geopolitici turbolenti.

Open Cosmos in cerca di partnership

Fondata nel 2015, Open Cosmos gestisce una catena produttiva e operativa di satelliti che abbraccia diversi paesi europei, ConnectedCosmos rappresenta il passo successivo dell’attività aziendale verso servizi di livello infrastrutturale. La società – con sedi e impianti nel Regno Unito, in Spagna, in Portogallo e in Grecia – intensificherà i prossimi mesi lancio di ulteriori satelliti e nuove partnership, rafforzando la costellazione e la sua presenza industriale in Europa.

La presentazione ufficiale del progetto al Mwc ha evidenziato come la combinazione di capacità satellitari e dati di osservazione possa fornire strumenti decisivi per decisioni rapide in scenari critici, ad esempio per ripristinare comunicazioni o gestire emergenze geografiche isolate.

Con ConnectedCosmos, Open Cosmos vuole dare impulso non solo a un’infrastruttura tecnica ma anche a una nuova fase strategica per le capacità spaziali europee, rispondendo alle esigenze di sicurezza e autonomia digitale nel contesto politico e tecnologico globale del 2026.

La sovranità spaziale europea come priorità strategica

Lo spazio non è più un dominio “laterale” della tecnologia, ma un’infrastruttura critica che sostiene pagamenti, trasporti, reti energetiche e comunicazioni. Assicurare continuità, resilienza e sicurezza dei servizi spaziali è ormai considerato un elemento chiave della sovranità europea.

Un’analisi dell’European Parliamentary Research Service (EPRS), a firma di Zsolt G. Pataki ha evidenziato che la dipendenza da sistemi tecnologici esterni — incluse infrastrutture satellitari non europee — espone l’Unione a rischi legati a interferenze, cyber-attacchi e vulnerabilità fisiche. Davanti a questi scenari, la capacità di progettare, costruire e gestire sistemi spaziali autonomi diventa cruciale.

Alla base delle recenti evoluzioni del settore c’è, dunque, il concetto di “sovranità spaziale”: nazioni e blocchi regionali riscrivono le logiche di accesso e controllo delle infrastrutture satellitari e dei dati. In un contesto geopolitico sempre più conflittuale, si moltiplicano le iniziative volte a garantire che dati e servizi orbitanti siano gestiti da entità nazionali o regionali. In questo quadro, per l’Europa sarà decisivo il ruolo di programmi come IRIS2, accompagnati da piani nazionali su larga scala da parte di Stati come Germania e Francia.

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