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Sovranità digitale, Schiavo: “È il pilastro della resilienza economica dei Paesi”



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Il numero uno di Tim Enterprise e presidente del Polo Strategico Nazionale fa il punto sul modello italiano per la gestione dei dati pubblici: infrastrutture nazionali, controllo delle chiavi crittografiche e cooperazione con i grandi player globali del cloud

Pubblicato il 11 mar 2026



sovranità digitale

“La sovranità digitale è oggi uno dei pilastri su cui si gioca la resilienza economica e industriale dei Paesi”. Con queste parole Elio Schiavo, Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer di TIM e presidente del Polo Strategico Nazionale, ha aperto il suo intervento al convegno Sovranità digitale: Italia ed Europa a prova di futuro, che si è svolto il 10 marzo nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

Nel dialogo con Andrea Rangone, professore del Politecnico di Milano e co-founder di Digital360 e Nextwork360, Schiavo collega il tema della sovranità digitale alla stabilità economica e industriale dei Paesi: “Garantire che dati, infrastrutture e servizi critici possano essere gestiti con piena trasparenza, sicurezza e controllo – afferma – è una condizione sempre più importante per imprese e istituzioni”.

In questo scenario, spiega, infrastrutture come data center nazionali, reti di telecomunicazioni e competenze in cloud e cybersecurity diventano asset decisivi per organizzazioni che gestiscono dati sensibili e processi strategici.

Il ruolo del Polo Strategico Nazionale nella digitalizzazione della PA

Una parte dell’intervento è stata dedicata al Polo Strategico Nazionale (PSN), il progetto nato per accompagnare la migrazione verso il cloud delle amministrazioni pubbliche italiane. “La missione è molto semplice nella descrizione, un po’ più complessa nella realizzazione – spiega Schiavo – Rendere digitale la PA italiana”.

Per descrivere l’architettura tecnologica su cui si basa questo percorso, Schiavo richiama la struttura dell’ecosistema digitale: alla base la rete di fibra che trasporta i dati, sopra di essa i data center dove le informazioni vengono elaborate e, al livello successivo, la “nuvoladel cloud. In questo ambiente operano piattaforme e servizi digitali, ma anche tecnologie emergenti come intelligenza artificiale e quantum computing, che richiedono capacità computazionale sempre più elevata.

Infrastrutture nazionali e controllo delle chiavi crittografiche

Uno degli aspetti che distingue il Polo Strategico Nazionale riguarda la governance dell’infrastruttura e dei dati. Il progetto coinvolge TIM, Leonardo, Sogei e Cassa Depositi e Prestiti, con responsabilità distribuite tra gestione delle infrastrutture, sicurezza e servizi cloud.

Il punto centrale, spiega Schiavo, riguarda il controllo delle chiavi crittografiche utilizzate per proteggere i dati. “L’infrastruttura è proprietaria ed è nazionale – sottolinea – e le chiavi di crittografia di tutto quello che accade nella trasmissione dall’infrastruttura alla nuvola sono nel nostro controllo”.

Quanto alle precedenti migrazioni della pubblica amministrazione verso piattaforme cloud globali, “Stiamo immaginando di fare, se ci verrà consentito – spiega il presidente del Polo Strategico Nazionale – un porting di quelle amministrazioni sul perimetro nazionale”.

Sovranità dei dati e scelte tecnologiche

Nel corso del confronto è emerso anche il rapporto tra sovranità digitale e architetture tecnologiche. “La sovranità dei dati si costruisce anche attraverso soluzioni tecnologiche che garantiscano pieno controllo delle informazioni – afferma Schiavo – come l’utilizzo di chiavi crittografiche proprietarie”.

Allo stesso tempo, la costruzione di un ecosistema digitale europeo passa anche dalla collaborazione con l’industria tecnologica globale: “Il percorso verso un ecosistema digitale competitivo non può prescindere dalla collaborazione con i grandi player tecnologici globali. La sfida – sottolinea – è trovare il giusto equilibrio tra apertura e autonomia“.

Il modello multicloud e l’ambizione industriale di TIM Enterprise

Il modello del Polo Strategico Nazionale è basato su un’architettura multicloud che consente di utilizzare le piattaforme dei grandi hyperscaler globali mantenendo il controllo della governance dei dati. “Il Polo Strategico Nazionale è un sistema perfettamente multicloud che lavora con tutti gli hyperscaler, ma gestendo le chiavi di criptografia su infrastruttura italiana”, puntualizza il presidente del PSN: ” – “Ci sono tre modelli possibili: quello completamente dipendente dall’hyperscaler, quello totalmente open source e quello della sovranità digitale, in cui si utilizzano le tecnologie globali mantenendo il controllo delle chiavi“.

È in questo scenario che TIM Enterprise colloca la propria strategia industriale. “Rivendichiamo con orgoglio e con forza l’ambizione di diventare il campione italiano della sovranità digitale – conclude – Pensate a una rete che trasmette dati, a un’infrastruttura di data center, alle relazioni con tutti gli hyperscaler americani e con i vendor globali e a una rete capillare di professionisti. Non so quante aziende vi vengono in mente. A me ne viene in mente una, della quale faccio parte”.

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