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D2D, copertura sì ma non banda ultralarga: i limiti del satellite-smartphone



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Il nuovo modello di collegamento diretto tra satelliti e smartphone promette di ampliare la raggiungibilità nelle aree più isolate, ma la capacità reale resta vincolata da vincoli tecnici e da una disponibilità di spettro difficile da espandere, soprattutto in contesti ad alta densità. Il punto di Gsma

Pubblicato il 13 mar 2026



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Il D2D entra sempre più spesso nel dibattito sulle tecnologie di nuova generazione. La promessa di portare la connettività ovunque, collegando direttamente smartphone e satelliti senza infrastrutture terrestri, alimenta aspettative elevate. Il nuovo report di Gsma Intelligence mette però ordine tra ambizioni e realtà, delineando con precisione il perimetro di ciò che il D2D può davvero offrire nel medio periodo. L’analisi parte dallo scenario più ottimistico possibile, basato su costellazioni da 15 mila e fino a 42 mila satelliti, e calcola la capacità potenziale, le soglie di adozione e i limiti strutturali che inevitabilmente condizionano questa tecnologia.

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