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Data center: la Camera in visita al Soc di Open Fiber dopo l’ok alla delega al Governo



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Alla luce del recente via libera parlamentare al provvedimento sui centri di elaborazione dati, la IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni esplora da vicino le architetture operative dell’azienda e discute le priorità nazionali su sicurezza, resilienza e potenziamento delle infrastrutture digitali

Pubblicato il 13 mar 2026



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Il tema dei data center entra sempre più nel perno della strategia digitale italiana e accelera il confronto tra istituzioni e imprese. La visita della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera alla sede romana di Open Fiber offre un’istantanea preziosa della direzione che il Paese intende imboccare: governance più robusta, infrastrutture resilienti, capacità elaborativa distribuita e, soprattutto, una cornice legislativa in fase di definizione. L’iniziativa arriva dopo il recente via libera della Camera al Testo Unificato sulla delega al Governo per organizzare, realizzare e potenziare i centri di elaborazione dati. La discussione si intreccia con l’evoluzione del mercato, la domanda crescente di servizi a bassa latenza e l’esigenza di una rete sicura e moderna.

Il confronto nell’headquarter dell’operatore guidato da Giuseppe Gola punta a collegare gli aspetti tecnici alla visione sistemica, mentre la delegazione – guidata dal presidente Salvatore Deidda – osserva da vicino il Service Operations Center e l’edge data center dell’azienda. Ne emerge un quadro che va oltre la cronaca istituzionale e mette al centro la transizione verso un’infrastruttura nazionale più efficiente.

Presidio operativo e ruolo del SOC

Il passaggio attraverso il Service Operations Center rappresenta il nucleo analitico della visita. La struttura controlla l’infrastruttura dell’operatore ventiquattr’ore su ventiquattro. Gli specialisti monitorano parametri di qualità, eventi e performance, intervenendo quando emergono anomalie o cali di servizio. Il controllo in tempo reale diventa essenziale per garantire continuità, ridurre i tempi di ripristino e preservare l’integrità della rete in uno scenario di minacce informatiche sempre più complesse.

La presenza della Commissione consente di osservare come i flussi operativi si intreccino con gli obiettivi normativi in discussione. La futura disciplina sui data center mira infatti a consolidare i presidi di sicurezza e a definire standard uniformi per tutte le infrastrutture critiche. In questo quadro, il Soc assume un valore strategico: diventa un pilastro operativo su cui costruire la resilienza del sistema.

Secondo Gola, la visita rappresenta “un segnale importante di attenzione della politica per valorizzare il ruolo delle infrastrutture digitali come leva di innovazione, competitività e sicurezza”. Le sue parole sintetizzano il nesso tra governance e tecnologia.

Edge computing come acceleratore di sviluppo

L’analisi sull’edge data center fornisce un altro elemento centrale. Open Fiber illustra il progetto dedicato all’elaborazione distribuita e ai sistemi a bassa latenza. La Commissione guarda a queste soluzioni non come semplici estensioni tecnologiche, ma come componenti fondamentali per abilitare servizi avanzati e sostenere il tessuto produttivo.

Il Testo Unificato approvato alla Camera propone un quadro di riferimento nazionale anche per queste infrastrutture, con l’obiettivo di allineare il Paese agli standard europei. L’edge computing assume quindi un ruolo chiave per l’industria 4.0, la sensoristica urbana, i servizi cloud e le applicazioni critiche.

Il presidente Deidda ricorda come “reti sicure, resilienti e moderne e lo sviluppo dei data center sono elementi essenziali per sostenere innovazione, competitività e servizi più efficienti per cittadini e imprese”. L’enfasi sulla resilienza mostra una piena consapevolezza delle nuove dipendenze digitali.

Il quadro politico e la traiettoria normativa

La delega al Governo sui data center definisce un passaggio decisivo per coordinare progetti, investimenti e responsabilità pubbliche e private. La discussione parlamentare punta a rafforzare la capacità nazionale di gestire dati strategici, ospitare servizi cloud per la pubblica amministrazione e attrarre nuovi investimenti.

La visita alla sede di Open Fiber diventa quindi una tappa di approfondimento per valutare quanto la rete in fibra e l’evoluzione distribuita dei sistemi elaborativi possano accelerare la competitività del Paese. La filiera digitale deve dotarsi di strumenti normativi che facilitino standard elevati di sicurezza e garantiscano efficienza nei processi autorizzativi. In questo scenario, la collaborazione tra istituzioni e operatori rappresenta un requisito imprescindibile.

Modernizzazione della rete e superamento del rame

Durante l’incontro con la delegazione, Gola ha sottolineato anche la necessità di definire una roadmap per il superamento della rete in rame. L’obiettivo, condiviso a livello europeo, mira a sostituire progressivamente le infrastrutture legacy con architetture completamente in fibra. La diffusione di una rete moderna e capillare sostiene lo sviluppo dei data center, riduce la latenza, migliora l’efficienza energetica e crea un ecosistema più competitivo.

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